Home / Politica / Strascichi del post terremoto e della ricostruzione. Il Tar Molise ha dato ragione all’Ordine degli architetti e torto alla Regione. Annullati tutti gli atti che portavano alla riduzione dei finanziamenti e delle tariffe professionali

Strascichi del post terremoto e della ricostruzione. Il Tar Molise ha dato ragione all’Ordine degli architetti e torto alla Regione. Annullati tutti gli atti che portavano alla riduzione dei finanziamenti e delle tariffe professionali

Nella controversia insorta tra la Regione Molise e l’Ordine degli architetti della Provincia di Campobasso il Tribunale amministrativo regionale ( Tar)  ha dato torto alla Regione e ragione all’Ordine. Sicché, sebbene in prima istanza, la Regione s’è vista annullare la delibera della giunta regionale 614 del 18.11.2014, la presupposta delibera della giunta regionale 498 del 1.10.2014 e 608/12, le note dell’Agenzia di Protezione civile ivi richiamate; la delibera della giunta regionale 636 del 24.11.2014 avente ad oggetto la revoca e la riapprovazione dell’elenco degli interventi cantierabili da inserire in accordi di programma quadro a valere sulla quota sisma 2002 (percorsi di ricostruzione); annullata anche la delibera della giunta regionale 709 del 23.12.2014 avente ad oggetto “sisma 2002 (percorso di ricostruzione). Non è finita. Annullati pure il programma di interventi approvato con delibera della giunta regionale 614/2014 e636/2014 (trasmissione atti per integrazione)”, unitamente alle note ad esso allegate; la delibera del Comitato Interministeriale per la programmazione Economica (Cipe) del 30 giugno 2014 nella parte lesiva, nonché tutte le delibere nella parte in cui, per le spese tecniche generali è stata applicata una riduzione delle tariffe stabilite nella ordinanza commissariale della Regione Molise 13/2013. Questione  di soldi. Evidente. Ma anche vizi di legittimità. Che il Tar, come detto, ha sanzionato con l’annullamento degli atti amministrativi sopra indicati. Va aggiunto inoltre  che nel giudizio dinanzi al Tar, come in tutti gli altri ricorsi relativi ai finanziamenti disposti dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) per la ricostruzione, si sono costituiti la Regione Molise-Agenzia Regionale di Protezione civile; la Presidenza del consiglio dei ministri; il Cipe in persona dei rispettivi legali rappresentanti, rappresentati e difesi dall’Avvocatura dello Stato. A sentenza del Tar emessa, l’Avvocatura dello Stato, nel trasmetterla a tutti gli enti patrocinati, inclusa la Regione Molise, qualora fosse stata ritenuta necessaria l’impugnazione della sentenza, ha rammentato di inoltrare una motivata e tempestiva richiesta. Cosa la Regione s’è disposta ad effettuare ma, come vedremo, con esito contraddittorio. Ciò perché l’Avvocatura dello Stato, a ridosso della scadenza del termine di appello (27.03.2019), ha declinato il patrocinio della Regione Molise invocando un conflitto di interessi, anzi <<la non piena omogeneità >> tra la posizione della Regione Molise ed il Dipartimento della Protezione Civile. Questo connubio improprio sarebbe quindi alla base della rinuncia da parte dell’Avvocatura generale di Stato; questo connubio potrebbe rivelarsi pertanto deleterio per la Regione costretta ulteriormente  a soccombere nei confronti dell’Ordine degli architetti e, quindi, a  rivelarsi ancora una volta una realtà politica e amministrativa che si muove a tentoni, ad occhi bendati. Frutto della mai troppo criticata gestione di centrosinistra guidata (ironia della sorte) dall’architetto Paolo di Laura Frattura che della Protezione civile ne ha fatto una realtà tracimante al punto da configurare la “non piena omogeneità” con la Regione stessa e, quindi, un “conflitto d’interessi”. Da donde la decisione dell’Avvocatura dello Stato di defilarsi dall’ulteriore assistenza legale in sede d’appello. Pertanto, scoperta sul fianco  più delicato (quello della legittimità), la Regione di Toma che, imperterrita, continua a rimanere nella scia politica e amministrativa della Regione di Frattura, il 19 aprile 2019, con la delibera giuntale 128, per non restare fuori dall’impugnazione della sentenza del Tar ha cercato un ultimo appiglio ricorrendo  all’unica tutela alla quale poteva accedere, ovvero all’appello incidentale cosiddetto “tardivo” affidandosi all’Avvocatura regionale. “Ultima ratio”?  “Ultima spes”? Pare proprio di sì. Con l’intimo timore, però,  di ulteriormente soccombere e, quindi, di dover annoverare altri danni ai tanti già fatti e altra beffa alle tante altre già subite. Fintanto la Regione di Toma non  tenterà di modificare la storture della Regione di Frattura intorno alla ricostruzione post-sisma e al ruolo della Protezione civile, e di affrancarsi dall’evidente sudditanza politica al passato, di passi falsi ne potremo contare a decine. A danno del Molise e dei molisani.

Dardo

 

Di admin

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