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Storia di un affronto. Dalla Regione un robustissimo contributo finanziario a Trenitalia e in contropartita una schifezza di servizio, materiale rotabile scombinato e pesci in faccia

Se la toppa fosse peggiore del buco, non varrebbe la pena parlarne. Ma sia il buco che la toppa sono talmente vistosi che si può fare un’eccezione e, quindi, parlarne. A proposito del buco. Sono anni che l’assessorato ai trasporti della Regione Molise non riesce a concludere uno che sia uno dei tanti problemi che lo affliggono (soprattutto non riesce a concludere il bando per il gestore unico del servizio di trasporto pubblico su gomma). Da anni, infatti, la cronaca scritta e parlata dei media molisani racconta con sfumature che vanno dal tragico al comico le peripezie che i viaggiatori di Trenitalia vivono andando da Campobasso a Roma e a Napoli, e viceversa. L’ultimo racconto/resoconto lo ha firmato Ivan Perriera da cui stralciamo i brani più incisivi e significativi di una commedia che viene rappresentata da anni sempre con lo stesso copione: viaggiatori presi per i fondelli, la Regione sbeffeggiata e le Ferrovie dello Stato e Trenitalia che se ne fottono. Racconta Perriera: “Finalmente partiamo, ore 14 in punto, e arrivano i primi flussi d’aria (sempre calda, ma almeno si muove). Ecco, mentre penso questo il treno di ferma… ma avremo fatto solo 3/4 km e ci fermiamo già? Con volto mortificato il macchinista ci informa che il treno non va; “speriamo di tornare a Napoli”, ci dice (come a dire, se non volete farla a piedi, pregate… e noi abbiamo pregato tanto da riuscire a tornare su quei pochi chilometri. Percorsi). Ora siamo su un altro treno che ci porterà a Caserta (siamo fiduciosi, questo non è il treno per i molisani e quindi arriverà certamente!) dove, forse, speriamo, ci sarà un pullman ad attenderci… Come previsto arriviamo a Caserta. Adesso saliamo sul bus e via verso casa… Si ma il bus dov’è? L’incaricato della biglietteria, con professionalità, ci indica il posto fuori dalla stazione (circa 200 metri) dove ci attendono un numero imprecisato di bus. Peccato che nessuno di questi ne sappia nulla! Torniamo in biglietteria e lo stesso impiegato si va ad informare dal capo stazione. Torna e candidamente ci dice: Nooo!, il pullman non è qui, è a Vairano. A Vairano e come ci arriviamo? Andate a lamentarvi con il dirigente della stazione”. La prosa gradevole di Perriera alleggerisce il lato greve della situazione che però resta tale, con finale patetico, condito di sottile ironia: “Non vi racconto questo pomeriggio di paura per avere la vostra compassione ma per suggerirvi: quando prendete la tratta transoceanica, Isernia Napoli e ritorno, portatevi il carica batteria e, se Salvini ne ha lasciato qualcuno, un rosario per le preghiere! Ringrazio Dio per avermi fatto scegliere di vivere in Molise, bellissima regione piena di verde, aria pura, gente meravigliosa e alimenti buonissimi dalla quale, però, è bene non prendere mai il treno!”. (Alias – cattiveria compresa – usate i quadrupedi, che sono più sicuri! – ndr). Siccome di queste disavventure sono anni che la cronaca molisana ne fa incetta e commento, probabilmente le Ferrovie, Trenitalia e l’assessorato regionale ai trasporti c’hanno fatto il callo. Se ne fregano. Non chi viaggia, però, e ne subisce le conseguenze. Costoro sono la cartina del Tornasole di una condizione che implica responsabilità peraltro mai imputate, mai perseguite e mai penalizzate. La Regione Molise e nello specifico l’Assessorato ai trasporti, del contratto sottoscritto non hanno mai allestito un team che ne controllasse l’applicazione, che verificasse sul campo, cioè che viaggiando annotasse e contestasse tutto ciò che c’è da annotare e da contestare: la pulizia delle carrozze, e dei sedili, la termoregolazione dei compartimenti, il rispetto degli orari e, soprattutto, gli “incidenti” che ormai fanno statistica e storia: treni fermi in aperta campagna, ritardi bliblici, trasbordo dai treni ai pullman è annessa strafottenza degli addetti. Nel contratto sono previste specifiche penali e sanzioni per colpire gli eventuali disservizi, i ritardi, la cattiva gestione. Qualche anno fa, sempre su queste colonne, a corredo dell’ennesima corrispondenza sui disservizi del trasporto regionale, abbiamo riportato un resoconto della Regione Toscana da cui risultava un ammontare di oltre 600mila euro a carico delle Ferrovie per il mancato rispetto delle norme contrattuali puntualmente annotato dai controllori regionali. Lo segnalammo alla Regione Molise perchè prendesse nota e si adeguasse. Si rendesse conto della sua dabbenaggine nel subire, immota, le carenze di Trenitalia e della palese sottomissione a Ferrovie e a Trenitalia. A proposito della toppa. Solo in questi giorni abbiamo letto la determinazione che individua nei dipendenti regionali Giovanni Doganieri, responsabile dell’Ufficio monitoraggio, ispezioni e vigilanza della rete di trasporto pubblico locale mediante treno autobus e attività di verifica contabile del Trasporto pubblico locale su gomma; Giampiero Oriente, responsabile dell’Ufficio servizi ferroviari e impianti fissi, e Nico Pistilli, collaboratore del Servizio mobilità, i soggetti incaricati delle verifiche di cui all’articolo16 del contratto di servizio con Trenitalia sottoscritto nel 2015 da Pierpaolo Nagni e tenuto in essere da Vincenzo Niro fino al 2023. Colmo dei colmi: Trenitalia e Regione Molise sono gli attori del contratto che prevede un robustissimo contributo finanziario dei molisani alla società ferroviaria. Si “viaggia” su cifre a 6 zeri. In contropartita ai molisani viene dato una schifezza di servizio, un materiale rotabile scombinato e pesci in faccia. Cambierà qualcosa?
Dardo

Di admin

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2 commenti

  1. caro dardo,
    sono tanti anni che vado a roma col treno e c’e” sempre stata una deriva stupida verso,l’inutilizzazione delle FFSS.E’ vero che c’e’ Trenitalia od altro ma la linea ferroviaria e’ dello stato italiano e ci sono delle regole semplici da rispettare , cosa che i menzionati non hanno mai fatto: Poi, il fatto che la regione molise sta costruendo una stupida, inutile costosa e deprimente Trenitalia la dice lunga. a pensa male….
    il molise e’ una regione che, o si accorpa al trentino e cosi’ viene eliminata con tutte le sue “”imprese”” ed impara a fare tirismo ed altro…oppure e’ destinata al macero, strada che sta percorrendo benissimo. Un saluto.AA

  2. Per il Molise non bisogna pensare in grande, e quindi fare il passo più lungo della gamba: è sufficiente dargli quei km di strade e binari che gli competono per estensione. La logistica ha un senso nella misura. E’ fondamentale per lo sviluppo di un qualunque territorio, ma deve essere proporzionata alla grandezza dello stesso. In poche parole: a noi servono solo strade che possano dirsi tali, né aeroporti né grossi snodi. Ci basta questo per uscire dall’isolamento.

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