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Sepino, la cooperativa di riabilitazione psicosociale V. Bachelet rischia di chiudere i battenti. L’Asrem non eroga le rette dallo scorso luglio

Che la sanità in Molise stia vivendo momenti bui è evidente ormai a tutti. Alla già lunga lista di proteste si aggiunge un nuovo tassello. Non solo reparti, ambulatori o addirittura ospedali rischiano la cancellazione dalla geografia sanitaria regionale, ma anche strutture riabilitative. La cooperativa sociale V. Bachelet, ente gestore della comunità di riabilitazione psicosociale di Sepino, impegnata nell’assistenza extra ospedaliera per pazienti con gravi disturbi psichiatrici in regime residenziale h24 e semiresidenziale day hospital da oltre 30 anni e accreditata dal 2012 come struttura ad alta intensità terapeutica riabilitativa, rischia di chiudere i battenti. Gli operatori che quotidianamente prestano il proprio servizio non percepiscono lo stipendio dallo scorso giugno. Secondo il regolamento regionale del 26 gennaio del 2004, l’azienda sanitaria regionale, l’Asrem, dovrebbe provvedere al pagamento delle rette di ricovero secondo una disposizione che prevede il 90% della retta mensile corrisposta all’ente gestore e quindi alla cooperativa, entro il quinto giorno di ogni mese a titolo di anticipazione, il restante 10%, invece, entro 60 giorni. Ovviamente l’Asrem eroga le rette direttamente alla cooperativa in base al numero dei posti letto impegnati e tenuti disponibili. Questa mattina il presidente della cooperativa, Matteo Parente unitamente alla delegazione di operatori si è recata in Via Ugo Petrella per avere risposte e rassicurazioni dall’azienda sanitaria. Una protesta silenziosa, in punta di piedi che non fa rumore, ma che dovrebbe far riflettere. Non è certo un due di picche quello presentato sul tavolo delle trattative da parte dell’Asrem, ma neppure una vittoria. Nell’estenuante tira e molla l’Asrem si è impegnata a corrispondere la retta di Agosto, che servirà per il pagamento delle spese correnti, con i vari fornitori di beni e servizi. L’importo però non coprirà gli stipendi degli operatori. “Siamo ormai su una nave che affonda lentamente, siamo stanchi” commenta qualcuno a margine dell’incontro. Altri sono più categorici. È il caso di Concetta, un’operatrice “la regione deve capire che non si può più giocare sulla pelle dei cittadini. Le soluzioni vanno cercate e se nel caso migliorate, ma non abbandonate. Abbiamo investito sulla struttura e sulla nostra formazione professionale, non possiamo lasciare che altri ci mortifichino senza riconoscere il nostro impegno. Non lo consentiremo a nessuno. La struttura è una realtà consolidata – continua l’operatrice – intorno alla quale vive un intero indotto, che rischia di subire forti contraccolpi”. Parole dure, ma cariche di emozione quelle degli operatori di Vittorio Bachelet per descrivere la situazione ormai al limite della sopportazione. Lunedì, quindi, nuovo incontro con i vertici dell’Asrem. La riunione dovrà servire a definire le spettanze successive, necessarie anche per l’erogazione delle mensilità

Di admin

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