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Sea, quelle selezioni di personale in piena campagna elettorale

Stanno suscitando un vespaio di polemiche  le selezioni di personale della Sea, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti a Campobasso, in piena campagna elettorale per le elezioni comunali. Si tratta di una  selezione di candidati, per la  formazione di una graduatoria di idonei per l’assunzione a tempo indeterminato full time di sei operatori “Addetti ad attività di spazzamento, di raccolta rifiuti, tutela e decoro del territorio, anche con l’ausilio di strumenti, macchinari e veicoli. Mentre il secondo bando prevede una selezione di candidati, per la formazione di una graduatoria di idonei per l’assunzione a tempo indeterminato full time di n. 22 operatori “Addetti ad attività di conduzione di mezzi d’opera, impiegati per la raccolta rifiuti ed attività di raccolta accessorie. E’ pur vero che la Sea è una società esterna al Comune anche se proprio l’amministrazione comunale ne detiene al 100 per cento le quote. Ma procedere alla pubblicazione di bandi per una selezione per 30 posti di lavoro in piena campagna elettorale, lascia più di qualche dubbio interpretativo e sta alimentando non poche polemiche. Anche perché i bandi di selezione, sembra, che fossero pronti già dallo scorso mese di gennaio. E quando tutto sembrava dovesse slittare, sono stati pubblicati in questi giorni. Anche perché si tratta di una selezione di personale e, dunque, tempi non brevi per la stessa. Ma la pubblicazione in piena campagna elettorale, per una società propria del Comune, poteva essere, pure, rimandata al dopo elezioni.

Di admin

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2 commenti

  1. Coincidenze…i 30 selezionati già li sanno, chi porterà più voti, e la coalizione di Battista vincerà allora forse ci sarà una possibilità, altrimenti andrà tutto rimandato a tempo indeterminato. Un’altra occasione buona per prendere per il naso chi ci crede. A dir poco vergognosi.

  2. Inutile continuare a dire, come un gregge di pecore, che occorre dare un segnale, e quindi pronunciarsi nell’urna: nessuno incarna l’ideale di buon gestore della res publica, perché nessuno percepisce come tali i problemi del capoluogo. Occorrerebbe mettere i campobassani nello stampino per rifarli da capo a piedi. La soluzione? Non andare ad esprimere il voto: tutti, senza se e senza ma. Poi vediamo chi riderà o farà il gradasso.

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