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Sanità, il nuovo piano operativo ancor più distruttivo

Il nuovo piano operativo della sanità avrebbe dovuto vedere la luce lo scorso mese di giugno ma ad oggi ancora non vede la luce. Anche se qualche bozza è circolata ultimamente. Il piano, lo deve redigere la struttura commissariale in collaborazione con l’Agenzia nazionale della sanità. E il Molise, di fatto, si trova privata di servizi e prestazioni con possibili accordi (da fare) con il Cardarelli di Napoli e il Rummo di Benevento, nonché con gli ospedali di Vasto e Foggia per sopperire alle eventuali carenze. Ancora nello specifico, resta il rapporto della ripartizione tra pubblico e privato, 60% al pubblico, 40 al privato e si passa dagli attuali complessivi 1057 posti letto a 1000: 620 nelle strutture pubbliche, Cardarelli, San Timoteo, Veneziale, Caracciolo e 380 nelle strutture private, Neuromed, Gemelli Molise, Villa Maria, Villa Hester e Gea Medica. Nello specifico, il Caracciolo di Agnone sarà ospedale di comunità e non più di area disagiata. Per Il San Timoteo” di Termoli sono previsti accordi di collaborazione con l’Abruzzo in particolare con l’ospedale San Pio di Vasto, per la stroke unit, l’Emodinamica e la Traumatologia e il Punto nascite. Il Veneziale di Isernia nel Pos 2019-2021 è indicato come presidio ospedaliero di base. Poche nuove per l’ospedale Cardarelli di Campobasso dove si rinnova il processo di integrazione con il Gemelli Molise. Questi i punti salienti della bozza che circola in queste ore e che vede esautorata la politica regionale con nuovi tagli e confusione all’estremo. Un sistema sanitario che esce ancor più distrutto

Di admin

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2 commenti

  1. Egregio direttore,
    ci risiamo con il commissario:Questi stilano i piani a tavolino, come ragionieri alle prese con la partita doppia, ma non tengono conto dei problemi della popolazione molisana che invecchia sempre piu’:Vengono, redigono un piano , prendono un cospicuo gruzzolo -dal molise – e se ne vanno ospiti salutati con benevolenza, ma il malato langue dei giorni al pronto soccorso, molti vanno in altre regioni: A tal proposito, se si continua con tagli e ritagli,a noi non resta nulla se non il debito,mentre le aziende private, e ne sono tante, aumentano le entrate a scapito di quelle regionali….anche il 5per mille.e mentre si continua a parlare di piano operativi che non portera’ a nulla se non alla eliminazione di qualche ospedale, le strutture private avanzano….questo e’ il Molise, bellezza!!!un saluto Aldo abbazia

  2. Massimiliano Carli Bentivoglio

    Quando leggo articoli sulla sanità nostrana, mi deprimo e mi indigno. Mi deprimo perché il modo con cui si decide di narrare la questione è sempre distruttivo, mi indigno perché l’atteggiamento di tutti è quello di rivendicare diritti che nel tempo non si sono saputi conquistare, tra clientele, lotte di potere, trattamento della sanità come proprio feudo da spremere. È come se uno studente che non si è mai applicato sui libri e non ha dedicato all’apprendimento parte del suo tempo, pretendesse di essere promosso e si indignasse con l’insegnante che gli spiega perché sta sbagliando. Con la memoria corta non si va tanto lontano. Vogliamo parlare dello zuccherificio? Dell’Ittierre? Del polo del farro a Trivento? Non siamo capaci e, per giunta, siamo anche spocchiosi. Ma basta con questa regione! L’errore più grande è stato crearla nel ’63.

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