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Proposta shock del segretario generale della Cgil Cdlt Molise, Paolo De Socio. “Compromesso Storico per salvare il Molise”

Il segretario generale della Cgil Cdlt Molise, Paolo De Socio, con un soppesato, meditato, e articolato comunicato fa sapere ai molisani che la Cgil del Molise, sabato 22 giugno 2019, con lavoratori, delegati e pensionati regionali parteciperà alla manifestazione che le organizzazioni sindacali confederali hanno stabilito fosse tenuta a Reggio Calabria, luogo simbolo del Paese e dei temi di sviluppo per il Sud. L’evento – scrive De Socio – suggella un periodo di forte mobilitazione che, partendo dalla straordinaria manifestazione nazionale del 9 febbraio scorso a Roma, ha visto il sindacato impegnato nel proporre diverse piattaforme confederali e settoriali. Che il sindacato si mobiliti per chiedere e difendere il lavoro, la giustizia sociale, e lo sviluppo economico è nella realtà delle cose, è nel proprio Dna. De Socio nella comunicazione dice altro, e ciò che dice andrebbe iscritto nel registro delle novità, e considerato oggettivamente, specie nel Molise, un gesto di valore e natura politica di assoluto rilievo. Egli, infatti, rompendo lo schema di un sindacato contestativo e racchiuso in strategie storicamente inclinate a sinistra (un tempo, la Cgil era considerata la “cinghia di trasmissione del Pci”), apre un varco nello scenario sempre più rarefatto d’intelligenza, di responsabilità e di pragmaticità del sistema politico e amministrativo molisano, e lo fa in maniera chiara, lineare, incisiva, immettendo una proposta schok (come va di moda dire oggi). Dalla premessa di un Molise in lento declino per atavici e nuovi ritardi in termini di programmazione, bisognoso di “un patto straordinario per lo sviluppo e per il lavoro che richiami i diversi attori sociali e istituzionali a operare per un ipotesi condivisa di sviluppo territoriale che guardi oltre i personalismi e le beghe di parti e di partito (a volte veramente sterili, soprattutto se si considerano i frequenti cambi di casacca dei vari protagonisti) e che scriva una pagina di storia dedicata – finalmente – ai suoi cittadini, ai suoi giovani ai suoi lavoratori”, fa discendere l’opportunità “di una sorta e, volendo, temporaneo, Compromesso Storico”. L’affermazione “Compromesso Storico” ha avuto nelle vicende italiane, con Moro e Berlinguer, un suo valore politico e una sua prospettiva di avanzamento su cui c’è ancora da discutere e da riflettere. Averla ripresa e riproposta in questa fase politica e amministrativa di caos, demagogia, impalpabilità, è un atto di responsabilità e di coraggio. Anche un salto nel buio. E l’esito della caduta è tutto nella natura del terreno politico e culturale su cui andrebbe a concludersi. Vale a dire sulla capacità o meno del “sistema molisano” (politici, amministratori, imprenditori, professionisti, lavoratori eccetera eccetera) di intuire la portata dell’iniziativa, il suo costrutto in prospettiva, la sua attualità, la sua necessità. Ovvero, se accolta (e raccolta) nella sua lineare proposizione, oppure ignorata e lasciata finire nel nulla. Nella prima ipotesi, come propone De Socio, col contributo delle migliori menti ed energie locali unite in una sorta di moderno (e volendo anche temporaneo) Compromesso Storico, si potrebbero realizzare “Piani strategici delle infrastrutture e delle opere pubbliche, messa in sicurezza del territorio, piano dei trasporti, politiche industriali, politiche ambientali, proposta di servizi territoriali anche in materia socio sanitaria, offerta formativa e dimensionamento scolastico, politiche mirate per le piccole e medio imprese che hanno superato, tra mille difficoltà, il devastante impatto della crisi stringente”; nel secondo, si confermerebbe la permanenza dello stato di fatto: marginalizzazione, degrado, impoverimento. Mai prima d’ora, di questo shock politico/sindacale, è stato così evidente essere di fronte a un bivio delle sorti locali, com’è altrettanto evidente l’importanza d’imboccare l’una o l’altra strada. Purtroppo, dal silenzio che ha fatto seguito alla sortita del segretario generale della Cgil Cdlt Molise ancora una volta, è il sonno in cui sono immersi “i diversi attori sociali e istituzionali” con i loro “personalismi e le beghe di parti e di partito” a lasciare il Molise nella peste.
Dardo

Di admin

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