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Programmazione 2019-2021. Toma: «Mai chiuso il confronto con Cgil, Cisl e Uil»

Il presidente del Molise Donato Toma dice  di essere in pace con tutti, di avere ottimi rapporti con tutti e di questo suo favorevole stato d’animo egli s’avvantaggia per discutere e confrontarsi con tutti. Sì, con tutti, tranne coi lavoratori senza lavoro della Gam di Boiano, dello Zuccherificio di Guglionesi e dell’Ittierre di Pettoranello, e con la Cgil, la Uil e la Cisl. Ma non lo dice. Sebbene abbiano chiesto più volte di incontrarlo e non hanno mai avuto il piacere di riuscirci. Essere in sintonia e consultarsi con il partenariato socio/economico per Toma equivale al tutto e al tutti. La dicotomia sta esplodendo in questi giorni che il presidente della Regione Molise sta dedicando a raccogliere idee e suggerimenti e proposte per impalcare un’ipotesi di programmazione territoriale per il triennio 2019-2021. Meglio sarebbe se la Regione avesse una sua proposta programmatica sulla quale raccogliere idee e suggerimenti. E non viceversa. Come dicevamo, gli è accanto il partenariato, cioè gli sono accanto coloro che condividendo la programmazione condividono soprattutto i vantaggi per se stessi. Vecchia storia, che l’Associazione degli industriali ha saputo sempre esemplificare dando addosso ai governi regionali che non le garbavano e elevando peana a chi le garbava e, soprattutto, dava. Diverso, del tutto diverso e compressibile invece è il ruolo dei sindacati che non hanno interessi diretti se non quelli di assicurare lavoro e diritti ai lavoratori. E per quanti sforzi Toma abbia fatto finora e dice di voler continuare a fare per avere anche le sigle sindacali  dalla sua parte, il distacco, il vallo, la distanza tra le parti non sono stati colmati né pare sia agevole colmarli se rimarrà irrisolto il punto di partenza, cioè la convinzione che semmai sono i sindacati a doversi scusare con la Regione “per aver deciso di non presentarsi all’ultima riunione programmata” (versione di Toma). Le chiacchiere stanno a zero. Sono i fatti che contano e i fatti dicono di ripetute richieste d’incontro dei sindacati alla Regione per mettere a fuoco le questioni ormai drammatiche delle centinaia di famiglie ridotte alla sussistenza per via della perdita del lavoro e del reddito, richieste rimaste inevase al pari di quelle dei comitati spontanei dei lavoratori dello Zuccherificio, in particolare, di un incontro che non c’è mai stato. Sono i sindacati (soprattutto la Uil con Tecla Boccardo) a vantare un lungo elenco di richieste e di sollecitazioni al confronto mai preso in considerazione. Tant’è che della Gam, dello Zuccherificio e dell’Ittierre sono in piedi, e pesano, i problemi di cui sono assillati; della crisi industriale complessa, comprensiva della attività produttive in crisi del territorio da Boiano a Pozzilli e Venafro,  non si hanno atti concreti che dicano il contrario di ciò che affermano  coloro che aspettano i bandi pubblici e i regolamenti per gli investimenti, e della programmazione 2019-2021 solo adesso è iniziato il percorso delle consultazioni e del confronto (col partenariato). Per non parlare della mancata utilizzazione dei Fondi europei che sono stati assegnati al Molise da oltre tre anni, relativi al settennio di programmazione 2014/2020. Tutto ciò, a parere degli analisti molisani, collide con affermazioni di questo tenore da parte di Toma: “Abbiamo una grande considerazione del ruolo che le Organizzazioni sindacali svolgono a tutela dei diritti dei lavoratori. Non solo. Riteniamo che esse siano uno strumento fondamentale di mediazione tra le istanze di chi rappresentano e il potere decisorio degli organismi eletti dal popolo”.  Se fosse vero, non sarebbe insorta la diatriba e neanche la necessità per Toma di intervenire, non senza un pizzico di alterigia laddove tiene a puntualizzare che “ L’invito che i sindacati hanno rivolto alla Regione, attraverso un comunicato stampa, di riprendere il confronto appare, pertanto, privo di fondamento. La sollecitazione, semmai, avrebbero dovuto indirizzarla a loro stessi, per aver deciso di non presentarsi all’ultima riunione programmata. Noi non abbiamo mai interrotto il confronto, anzi intendiamo intensificarlo”. Atteggiamenti e punti di vista che non aggiungono chiarezza ad una realtà sotto gli occhi di tutti di un Molise in forte ritardo, in crisi economica, con gravi riduzioni ai servizi essenziali (sanità, trasporto, assistenza, istruzione) cui  solo la concretezza di un’azione politica, amministrativa e programmatica coesa e concordata potrebbe giovare. Ma non è purtroppo alle viste.

Dardo

Di admin

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Apriamo le orecchie e aguzziamo l’ingegno e predisponiamoci alla standing-ovation da tributare al presidente Donato …

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