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Foto Mauro Scrobogna /LaPresse 15-05-2012 Roma Politica Camera - Protesta medici in contratto di formazione Nella foto: giovani medici protestano davanti alla Camera Photo Mauro Scrobogna /LaPresse 15-05-2012 Rome Politics Chamber of Deputies - protest of young medical doctors In the picture: young medical doctors protesting in front of the Chamber of Deputies

Precariato prossimo venturo. Dopo i corsi professionali per pizzaioli, parrucchieri e baristi sono quelli per “operatori” e “customer care” dei Call center ad essere finanziati dalla Regione

La Formazione professionale era e rimane un punto fermo del mercato del lavoro che dopo aver attraversato decenni contrassegnati da vicende poco commendevoli, finanche prossime al codice penale e, in alcuni casi, prossime a reati, progressivamente sta riguadagnando ruolo e credibilità nel Molise. Ci riferiamo agli anni in cui la spesa regionale per la Formazione era particolarmente allegra e allegri erano i corsi di formazione infarciti di tutor che poco tutoravano e di istruttori che poco istruivano ma molto incassavano e molti strettamente collegati agli assessori e ai consiglieri regionali che avevano voce in capitolo nel settore della Formazione. A quel controverso e per molti aspetti poco chiaro periodo politico e amministrativo, ha fatto seguito una lunga fase di decantazione, quindi, di rallentamento. Molti Centri di formazione sono scomparsi cedendo il passo ad altri meno compromessi con la politica, almeno nella fase di avvio dell’attività. Come accennavamo, ora la Formazione professionale sta risalendo la china, ma per l’antico vizio di assecondare e finanziarie corsi di scarso profilo tipo pizzaioli, parrucchieri, baristi et similia: figure professionali per un mercato in saturazione ancorché contrassegnato da esigenze di personale a carattere stagionale, non è del tutto emendabile da critiche. A essere precisi va detto che questa propensione sta via via regredendo per far posto, come nel caso che diciamo, a nuove figure di aspiranti lavoratori predestinate però anch’esse al precariato sottopagato. Che non è una prospettiva allettante e tantomeno accettabile e ineluttabile. Sui Call center, la loro natura, funzione, localizzazione e attività esiste una nutrita letteratura che da un lato dice della loro espansione e dall’altro dei problemi di agibilità e sicurezza per chi vi lavora. Situazione che permane e che , come nel caso dei “rider” (quelli che portano le pizze a casa!), serve unicamente ad alimentare questioni legali, a sollevare polveroni e nessuna soluzione che li metta al riparo del pericolo persistente di essere e rimanere precari. In mancanza di altro, e di meglio, sono i corsi di formazione per “operatori” e per “customer care” di Call center ad essere finanziati dalla Regione dando ossigeno ai Centri di formazione che non propongono niente di più interessante, continuando sulla falsariga dei vecchi Centri di formazione di dannata memoria. Lo abbiamo rilevato dalle determine regionali che dispongono il finanziamento da cui, ripetiamo, prendiamo spunto per riaffermare ancora una volta la destinazione di risorse finanziare a sostegno del lavoro precario (su cui pesano notevolmente l’incertezza e, in taluni casi, lo sfruttamento, in assenza delle garanzie sociali) e non il lavoro stabile e garantito. E’ vero questo ma è vero pure che, grazie all’università e alla crescente voglia di confermarsi istituto di Alta formazione, altre forme sicuramente più qualificate si vanno facendo largo. L’esempio più vicino a questa realtà l’ha offerto nei giorni scorsi il nuovo rettore dell’università Brunese, aprendosi alla Regione Molise con cui intende guardare con diversa prospettiva a forme di collaborazione. E’ di qualche settimana fa, infatti, la sottoscrizione del protocollo d’intesa per l’avvio di un “Corso di formazione manageriale per lo svolgimento degli incarichi relativi alle funzioni di direzione di strutture complesse” per medici, odontoiatri, veterinari, farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi, corso propedeutico e necessario ai direttori di strutture complesse della Regione Molise. Ciò vuol dire che a Palazzo Vitale hanno preso atto della necessità di professionalizzare al meglio il personale dirigente perché si riveli adeguato e preparato a svolgere con diversa incidenza, tempestività, e capacità, le rispettive funzioni apicali. Finalmente, viene da dire!
Dardo

Di admin

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