Home / Politica / POSSIBILE CHE IL PARCO DEL MATESE NON INTERESSI NESSUNO?

POSSIBILE CHE IL PARCO DEL MATESE NON INTERESSI NESSUNO?

Senza sosta, e sempre con maggiore energia e incisività. E’ l’azione di tutela ambientale e di lotta alla illegalità che portano avanti gli autori della rete dei Comitati di tutela ambientale di Campania e Molise, mai così connesse (in peggio) le due regioni, e mai così inquadrate nelle sfere politiche e amministrative che combaciano nelle valutazioni e nelle autorizzazioni a infiggere al suolo enormi pale eoliche sui crinali del Matese sovrastanti l’area archeologica di Saepinum/Altilia e, nel caso di Sassino, a due passi dal confine del Molise, lungo la Valle del Tammaro, e a concedere la realizzazione di un impianto di compostaggio dei rifiuti solidi urbani (22mila tonnellate all’anno) a poche centinaia di metri delle sponde del Fiume Tammaro. Gli ambientalisti di Campania e Molise, come diciamo, si danno da fare; gli amministratori regionali delle due regioni nicchiano a considerare urgente, impellente e necessaria una forte azione di contenimento delle pale eoliche sui crinali del Matese e delle discariche nella fascia pedemontana ( da parte della Regione Campania, non risulta alcun provvedimento interruttivo dei lavori e da parte della Regione Molise il perdurare di assurdo e ingiustificato assenteismo). A rischio, innanzitutto, è la definizione territoriale del Parco nazionale del Matese, istituito con legge n. 205/2017, e la sua stessa valenza, se, come si continua a temere, le pale eoliche vengono infisse e l’impianto di compostaggio realizzato. Ultimamente, a Napoli, la faccenda è stata proposta in termini veementi alla Regione Campania da parte della Rete dei Comitati di tutela ambientale, e si attendono le reazioni e, soprattutto, le decisioni. Che si teme siano, nonostante tutto, ancora a favore degli speculatori del vento e dei gestori (peraltro privati!) del trattamento e lo smaltimento dei rifiuti. Ciò perché, soprattutto la Regione Molise s’è resa complice finora del “reato” di mancata partecipazione  alle riunioni di servizio in cui sono stati trattati, presso la Regione Campania, gli “affari” eolici e monnezzari. Ma la Rete non demorde; raddoppia l’impegno, la presenza, e l’incidenza delle sue valutazioni. In questi giorni le ha portate all’attenzione (e anche alla responsabilità) dei promotori e dei relatori della Conferenza nazionale sulla “Sicurezza e la legalità” (Napoli 16 – 17 – 18 novembre 2018). Un salto di qualità, che supera la ragnatela ideologica e burocratica che fin qui ha tenuto impigliata la faccenda delle pale eoliche e quella dell’impianto di compostaggio di 22mila tonnellate a Sassinoro, a due passi dal Molise e a poche centinaia di metri dal Tammaro, approdando in un ambito dibattimentale che mette in relazione la sicurezza (del territorio) con la legalità delle azioni che sul territorio si compiono. Purtroppo, nel territorio del beneventano a noi molisani contiguo, sul piano della sicurezza si corrono rischi sempre più evidenti se “la segretaria generale della Cgil, Rosita Galdiero, è stata oggetto di intimidazioni e minacce, a conferma di un clima che merita massima attenzione da parte dei preposti Organi dello Stato, ma anche delle Istituzioni nazionali e regionali, onde contenere l’espansione della criminalità organizzata in modo pervasivo nel Sannio”. Non di meno è altamente significativa la segnalazione alla Conferenza del rischio che “prima che si proceda alla perimetrazione del Parco Nazionale, individuando anche la fascia di salvaguardia di pre-Parco, si autorizzino impianti eolici e di rifiuti che si pongono in netto contrasto con la scelta di tutelare e promuovere il Sannio ed il Matese”.

Dardo

 

Di admin

Potrebbe Interessarti

Fontana: lavori pubblica utilità, quali i criteri?

“Qualche giorno – spiega il consigliere regionale Valerio Fontana – fa abbiamo ricevuto risposta formale …

Un Commento

  1. Gennaro Castellitto

    Il Parco del Matese sarebbe l’occasione più grande, per il Molise, di uscire dall’anonimato e di preservare le sue innegabili bellezze naturali. E invece stiamo ancora a chiederci se esisterà ancora, perché viene così ignorato, ecc ecc. Un po’ di mentalità del Nord, intraprendente e poco portata ai lamenti, non sarebbe affatto inopportuna.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *