Home / Politica / Per liquidare gli Enti provinciali per il turismo di Campobasso e Isernia. Un altro commissario, un altro incarico discrezionale, altri 20mila euro “ad libitum”

Per liquidare gli Enti provinciali per il turismo di Campobasso e Isernia. Un altro commissario, un altro incarico discrezionale, altri 20mila euro “ad libitum”

Molise, la Regione dei commissari: ad acta, straordinari e liquidatori. Se ne contano a iosa a dimostrazione che l’ordinaria amministrazione in questa nostra realtà è un’eccezione. Non c’è ente del cosiddetto Sistema Molise che non sia stato e non sia commissariato. Del Sistema Molise fanno parte la Regione, l’Agenzia Molise Lavoro, l’Agenzia di Protezione Civile, l’Agenzia per lo Sviluppo Agricolo (Arsarp), l’Agenzia per la Protezione Ambientale (Arpam), l’Agenzia Molise Acque, l’Ente per il diritto allo studio universitario (Esu), gli Enti Provinciali per il Turismo, l’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Termoli, gli Istituti autonomi delle Case Popolari, l’Istituto regionale per gli Studi Storici, l’Istituto Zooprofilattico e gli apparati amministrativi della sanità. Sono tutti organismi vigilati e finanziati dalla Regione che ha il potere di nominare gli amministratori e di stabilire le funzioni. Più che gli amministratori, la Regione preferisce che questi enti siano per lo più commissariati in attesa di ristrutturarli, eliminarli, liquidarli. I commissari li nomina la giunta regionale ed è un esercizio tra i più frequentati da parte dell’esecutivo di Palazzo Vitale perché esprime potere, discrezionalità, clientelismo, favoritismo. Ultimo commissario liquidatore nominato è Antonio Miccoli a valere per gli Enti provinciali per il Turismo di Campobasso e d’Isernia che già erano peraltro in regime commissariale da tempo, considerati dalla Regione Enti inutili o, comunque, non organici alla strategia turistica della Regione stessa che, difatti, è l’emblema plastico dell’inconcludenza, della retorica e della inefficacia, col triste primato di aver dato al Molise il fanalino di coda del turismo italiano. Milioni di euro dilapidati e dati statistici che confermano lo spreco e l’inconsistenza della promozione e valorizzazione turistica locale. Gli Enti Provinciali per il Turismo sono stati istituiti con Regio Decreto 1425, del 20 giugno 1935, ma solo dall’adozione del Dpr 1044, del 27 agosto 1960, hanno ottenuto idonea disciplina regolamentare, con contestuale previsione del passaggio delle funzioni svolte, per competenza, in capo al Ministero del Turismo. Enti ministeriali, mica il quisquigliume regionale, dopo che, con l’adozione del Dpr 6, del 14 gennaio 1972, le funzioni degli Ept sono state attribuite alle Regioni a statuto ordinario, in coerenza con quanto previsto all’articolo 117 della Costituzione che riconosce loro la potestà legislativa esclusiva in materia di turismo. Una sola materia, il Turismo, e 20 potestà legislative!!! Da quel dì, per gli Ept del Molise è iniziata la decadenza, la marginalizzazione e l’assorbimento di gran parte delle loro funzioni in capo all’assessorato regionale al turismo. Ossia in capo a un indistinto tecnico, amministrativo e gestionale. Non soddisfatta di averli avviliti e commissariati, la giunta regionale ha deciso di metterli in liquidazione nominando, come diciamo, un unico commissario per l’Ente di Campobasso e per quello d’Isernia. Per favorire la partecipazione e la massima trasparenza, ha indetto un avviso pubblico “per l’acquisizione di manifestazioni d’interesse da parte di soggetti predisposti all’incarico di Commissario liquidatore”, con una postilla, però: capziosa, anzi vergognosa, strumentale, clientelistica. Avviso pubblico, partecipazione, massima trasparenza, ma – attenzione ! – “fatta salva la possibilità per la giunta regionale di procedere comunque alla nomina secondo modalità fiduciarie” al di fuori, cioè, dell’elenco dei partecipanti e degli ammessi all’avviso pubblico. Al bando hanno risposto i dottori commercialisti Giuseppe Barletta e Carlo Potena. Logica avrebbe preteso che il commissario liquidatore sarebbe dovuto discendere da questo elenco. Invece la giunta ha scelto Antonio Miccoli “secondo modalità fiduciarie”, che altro non sono che modalità di pura discrezionalità, peraltro senza una palese motivazione a sostegno. Con la nomina del commissario liquidatore la giunta ha liquidato soprattutto il senso e il valore del bando pubblico, l’asserita trasparenza e quel briciolo di etica morale che dovrebbe sussistere in chi amministra il bene comune.
La durata dell’incarico del commissario unico con funzione liquidatoria è di un anno, prorogabile per altri due ( i commissari liquidatori delle Comunità Montane sono in carica da circa 10 anni e non è detto che il record possa essere battuto!). Il compenso è di 20.000 lordi ed è omnicomprensivo.
Dardo

Di admin

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2 commenti

  1. Gianluigi De Camillis

    L’immagine che avete deciso di utilizzare per questo articolo, quella di Altilia, è l’emblema del fallimento della politica nostrana su arte, cultura e promozione del turismo, nonché della politicizzazione di ruoli chiave come i sovrintendenti ai beni culturali. Insieme vuoto in entrambi i casi. Voglia di far male al Molise in entrambi i casi. Personalmente sono molto critico sull’azione di governo dell’attuale ministro Bonisoli, ma non ritengo inopportuna la sua scelta di accorpare il polo museale del Molise a quello dell’Abruzzo. Ci sono e ci sono state troppe mancanze, la competenza è stata sacrificata sull’altare della clientela. Ma basta!!!

  2. Altilia potrebbe essere il volano turistico del Molise. Inoltre, bisognerebbe sempre tributare il giusto onore ad un popolo geniale come i Romani, che tutto il mondo ci invidia. Eccoci invece davanti a erbacce, pressappochismo e sciatteria. Con tanto di comunicati ufficiali fatti seguire alle giuste denunce. Excusatio non petita, accusatio manifesta.

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