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Pagine di Novecento molisano e l’agorà della cultura

Singolare ed entusiasmante la manifestazione promossa dalla Facoltà di scienze politiche dell’università del Molise. Festival di Scienze Politiche-Cittadinanze il titolo dato alla due giorni nel corso della quale la cultura è uscita dall’Accademia, dalle quattro mura di un edificio scolastico, di una biblioteca o di una asettica sala conferenze per ritornare nel suo luogo naturale, la piazza, l’agorà . Agorà che si è trasformato un tratto del corso Vittorio Emanuele di Campobasso. Docenti universitari che hanno conversato ed incontrato studenti e semplici cittadini proprio nell’agorà di corso Vittorio Emanuele. Un confronto sereno e proficuo sui temi della politica, dei sistemi rappresentativi e della storia. Storia della nostra terra. Del nostro Molise. Come la presentazione di Pagine di Novecento molisano fortemente voluto dal professore Giuseppe Pardini e che sta diventando, dopo tre uscite, un punto fermo della ricostruzione storica del nostro territorio. Delle idee, della memoria, delle figure e personaggi che hanno animato il Molise. I tre volumi sino ad oggi pubblicati, nell’arco di poco meno di due anni, rappresentano già una sfida vinta. Nel primo volume, curato da Marco Saluppo e Giuseppe Iglieri, i giornali molisani dei primi del novecento; il percorso del Fronte dell’Uomo Qualunque ed altri saggi. Nel secondo volume, curato da Marco Saluppo e Massimiliano Marzillo, le truppe molisane alla guerra di Libia; il Msi nei primi anni del secondo dopoguerra; il diario di guerra di Fiorangelo Lombardi ed altri saggi. Nel terzo volume, curato da Marco Saluppo e Fabrizio Nocera, i saggi su La rappresentanza antifascista molisana nella guerra civile spagnola; Il Diario di anteguerra, guerra e prigionia di Iannacito Antonio; L’alternativa liberale. Il Partito Liberale Italiano in Molise (1944-1948) ed altri saggi. Volumi che, con rigore storico, ripercorrono le tappe della storia della nostra terra. E solo una ristretta mentalità, un’angusta visione dell’esistenza può credere che la cultura sia solo ricchezza spirituale e non anche progresso materiale, perché dalle idee nascono nuove organizzazioni sociali ed economiche, nuove scoperte scientifiche e tecniche che migliorano la vita di tutti i giorni.

Di admin

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