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OUTING REGIONALE. I mali del trasporto e le colpe della Regione: la misura è colma. Si viaggia a proprio rischio e pericolo

Spalle al muro, la Regione Molise ha dovuto ammettere di aver mancato, di essere in colpa per non aver saputo programmare e organizzare il trasporto pubblico. Un gesto apprezzabile da parte dell’assessore Vincenzo Niro e del presidente Donato Toma che aiuta a correggere l’errore e, soprattutto, a dare merito alle sigle sindacali di categoria che hanno battuto il chiodo della contestazione fino a infiggerlo. Il guasto derivato è stato illustrato e discusso tra le parti, con la prefettura di Campobasso in veste di arbitro. Il quadro complessivo del trasporto regionale su gomma e su rotaie scaturito dal confronto dà l’esatta misura di ciò che c’è da fare per realizzare un nuovo sistema di mobilità regionale e interregionale. Innanzitutto occorre accelerare il passo verso la riforma del comparto. Bisogna interrompere il sistema delle concessioni elargite in presa diretta, con evidente difetto di legittimità se non di legalità. 29 ditte di trasporto su gomma per gestire i circa 12 milioni di chilometri di percorrenza annui costituiscono un primato in Italia ma anche la dimostrazione inoppugnabile l’aggiramento delle norme che impongono gare aperte di affidamento. La riforma che si vuole tende a questo. Possibilmente a un unico gestore. La qualcosa non esclude certo la possibilità che le ditte ora in servizio si consorzino creando le condizioni giuste per partecipare con buone probabilità di spuntarla al bando pubblico previsto, in fase di definizione da parte della Regione. E’ certo che le cose così come sono non possono più reggere. Le forze sindacali l’hanno ripetuto con forza e con dati alla mano. Le tante criticità che interessano la pessima qualità del servizio all’utenza e le pessime condizioni di lavoro (retributive e normative) riservate ai circa 400 dipendenti, sono macigni che vanno rimossi. Nel corso dell’incontro in prefettura è stato dimostrato che il parco autobus è tra i più vetusti in circolazione in Italia al punto da costringere la Regione a chiedere deroghe per continuare a far circolare gli autobus “fuorilegge” classificati “euro 0”. Anche in questo caso sono emerse precise responsabilità. Da un lato le aziende che se ne guardano bene dal fare investimenti e dall’altro la Regione Molise che si è fatta scappare (salvo un tentativo dell’ultim’ora per rientrare in partita) l’opportunità di intercettare i finanziamenti pubblici per il rinnovo del parco rotabile. In sostanza un disastro. La cui correzione include anche un sistema tariffario coerente e l’utilizzazione di sistemi tecnologici avanzati, quale l’acquisto dei titoli di viaggio mediante gli smartphon. E che dire della sicurezza. Allo stato delle cose è un’alea per chi guida e per chi viaggia su autobus di oltre vent’anni, che hanno macinato migliaia e migliaia di chilometri, aldilà delle revisioni obbligatorie, senza aria condizionata. A chiudere l’elenco delle mancanze i sindacati di categoria hanno posto le questioni che più da vicino interessano i lavoratori e, conseguentemente, le organizzazioni sindacali. In Molise – hanno detto – non esiste una contrattazione decentrata aziendale un elemento che per inciso, in ambito nazionale, incide mediamente per il 30% nell’ammontare complessivo della retribuzione di un autista. Nel Molise vale uno 0%, nonostante la Regione abbia corrisposto contributi alle aziende anche per quella finalità. Ma, colmo dei colmi, le imprese in qualche caso sono arrivate finanche a non rispettare il contratto nazionale di lavoro. Insomma, siamo di fronte ad un quadro complessivamente inquietante dal quale i sindacati responsabilmente hanno deciso di fare comunque la propria parte accettando una tregua di un mese suggerita dalla prefettura nel tentativo di trovare soluzioni che potrebbero arrivare da un tavolo concertativo conclusivo, con la Regione e i rappresentanti delle parti sociali e datoriali.
Dardo

Di admin

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