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Ostetriche, negli ospedali al lumicino

Si può continuare a lasciare i reparti di maternità e ginecologia negli ospedali molisani con poche ostetriche? E’ l’interrogativo che si pongono i futuri e nuovi genitori nell’avvicinarsi ai reparti ospedalieri molisani. A Campobasso, diventa difficile coprire i tre turni all’ospedale Cardarelli e le ostetriche, spesso, sono costrette a dovere effettuare più turnazioni. Non migliori le cose a Termoli dove in dubbio è la stessa permanenza del reparto. Un tantino migliori le cose al reparto maternità all’ospedale Veneziale di Isernia che, dopo avere rischiato la chiusura, ora sta conoscendo una nuova vita. Ma il problema resta, ed è serio. La verità è che per costruire e migliorare i servizi alla Maternità ed alla Paternità, è necessario assumere ostetriche negli ospedali e nei consultori che sono al collasso. Le ostetriche fanno turni incredibili, saltano riposi, rientrano dalle ferie ma questo non basta a creare la continuità assistenziale e soprattutto la sicurezza della nascita. Avere più ostetriche nei servizi diviene fondamentale per garantire il rapporto ‘uno a uno’ con la partoriente, per fare in modo che i genitori possano chiedere alla struttura dove partoriranno di veder rispettate le loro esigenze circa la nascita con lo sviluppo di quelle pratiche richiamate da vari decreti legge sul parto, da condividere con l’ostetrica ed il ginecologo. Insomma, un cambio di passo che deve essere fatto anche da subito per evitare le fughe delle giovani mamme verso altre strutture ospedaliere di fuori regione.

Di admin

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