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Nemmeno di fronte al disastro prossimo venturo della crisi di governo a marchio leghista ha mosso la politica molisana, tranne la Uil di Tecla Boccardo

Sanità e Lavoro alle calende greche; riorganizzazione delle segreterie degli assessori e dei servizi dipartimentali nell’immediatezza. La Regione è la sintesi di una contraddizione che da una parte (Sanità e Lavoro) allunga i tempi di risoluzione dei gravi problemi che investono il futuro stesso del Molise non avendo gli strumenti organizzativi all’altezza del compito e mancando vistosamente di un progetto politico sulle due materie e non sapendo cogliere nemmeno la diponibilità dei sindacati (specie l’Uil e la Cgil) a collaborare e compromesso storico che aiuti appunto a superare le discrasie, i contrasti, le divergenze in nome dell’interesse collettivo; dall’altro mostra invece rapidità e concretezza intorno al modo di utilizzare a fini clientelari (le assunzioni sono a discrezione degli assessori) le segretarie particolari, campo, questo, che vede primeggiare l’assessore Cavaliere per numero di addetti (nove) e per numero di aggiornamenti e assestamenti (cinque in un anno!), così come il presidente Toma e la giunta non trovano meglio da esprimere che la ricerca spasmodica del modo per arricchire i dipartimenti di personale dirigente che, come sanno ormai anche le pietre in Italia, sono i meglio pagati e i meno efficienti s’è vero, com’è vero, che la Regione Molise per capacità di spesa e di rendimento produttivo è il fanalino di coda delle Regioni Italiane. Quindi delibere in successione che non hanno niente da spartire con l’interesse collettivo e molto con gli interessi circoscritti, siano essi degli assessori alle prese con le segreterie particolari e del presidente con le declamatorie che, come dicevamo, ormai si sprecano alla ricerca del sistema organizzativo che da una parte accontenti i desideri di questo e quel dirigente a farsi avanti e a mettere fieno in cascina, dall’altro renda più coerenti tra loro i servizi dei quattro dipartimenti. I primi giorni di agosto sono stati impegnati in queste manovre sia da Cavaliere che da Toma, mentre di Sanità e Lavoro restano sempre più flebili gli echi delle due sedute monotematiche sulle quali finanche i destinatari (la sanità pubblica e i lavoratori) non hanno dato segnali di ricezione né di approvazione e /o di contestazione. Sui temi scottanti e di attualità la giunta regionale e il presidente sono astenici, afoni e assenti; i partiti di maggioranza e di minoranza altrettanto. La crisi aperta dal ministro dell’Interno, il leghista Salvini, avrebbe dovuto promuovere quantomeno una considerazione, una preoccupazione, un’attenzione che dimostrassero l’esistenza di una coscienza amministrativa al di là delle convenienze e le strumentalizzazioni politiche del caso. Sta di fatto che solo una voce, lineare nella sua espressione s’è levata in queste giorni e in queste ore: la voce della segreteria della Uil con Tecla Boccardo: “ una nuova crisi di governo ci piomba in testa stavolta portando con sé rischi davvero grossi per tutti”. Tra cui – e questo avrebbe dovuto muovere e promuovere una reazione della maggioranza con l’assessore leghista al lavoro Mazzuto che spiegasse se sia compatibile nel ruolo e con ciò che politicamente rappresenta in un contesto in cui la sua parte politica ancora una volta mette in ginocchio i radi accenni di una qualche ripresa (i Contratti istituzionali a firma del presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte), e della minoranza che ne rilevasse in termini ultimativa la sua presenza in giunta. La Boccardo ha il merito di aver parlato e di aver reso noti i rischi che il Molise corre per via di una politica che in maniera spocchiosa e arrogante si sente in diritto di massacrare le speranze dei cittadini e i valori costituzionali. “Che ne sarà della mobilità in deroga per i lavoratori ? Del tavolo ministeriale sulla Gam? Sul contratto istituzionale di sviluppo sul quale decine di comuni avevano fatto affidamento? Dell’avvio della Zes?”. Risponda Mazzuto.
Dardo

Di admin

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Un Commento

  1. Di grazia, che cosa può rispondere il pensionato Mazzuto?

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