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Nel Molise c’è gente che muore di fame e gente che non si abboffa mai. Dalla giunta regionale un premio del 18 per cento dell’indennità al direttore generale dell’Asrem

Chissà perché la giunta regionale del Molise il 26 febbraio 2019, adottando la deliberazione numero  53,  ha ritenuto di doverla oggettivare con un generico “ Articolo 3bis del decreto legislativo del 30 dicembre 1992, numero 502: determinazioni”, e non come avrebbe dovuto, per dovere di chiarezza e trasparenza, per ciò che era: ossia, l’attribuzione di un “addendum”,  come è stato scritto, del 18 per cento al contratto del direttore generale dell’unità sanitaria locale, Gennaro Sosto.  Non sappiamo quanto ammonti quel contratto, né la giunta ha ritenuto dovesse essere reso noto, come avrebbe dovuto, sempre per dovere di chiarezza e trasparenza. Sarà certamente un contratto di rilievo economico, adeguato al rango dirigenziale dell’ingegnere. Sappiano invece che da ora in poi sarà rimpolpato di un ulteriore 18 per cento. Ossia altre decine di migliaia di euro che gli verranno dalle casse regionali (denaro pubblico!): il pozzo di san Patrizio. A Sosto, il “premio contrattuale” gli è derivato da un  giudizio favorevole espresso dal  Nucleo di valutazione nella seduta del 5 aprile 2018, da cui si evince che il direttore generale dell’Asrem del Molise nei primi 18 mesi dell’incarico avrebbe avuto l’abilità di raggiungere, nella misura del 94,44%,  “gli obiettivi di salute e di funzionamento dei servizi assegnati”. In dettaglio, dei 18 obiettivi, ne avrebbe centrati 17. Peccato. Anche in questa circostanza la giunta ha preferito la genericità dell’informazione alla puntualizzazione. Per cui, dell’attuazione delle linee di indirizzo di cui al Programma operativo straordinario 2015-2018; dell’attuazione delle linee di indirizzo di cui al decreto ministeriale 70 del 2 aprile 2015; del mantenimento e del miglioramento degli adempimenti dei livelli essenziali d’assistenza; del compiuto espletamento degli adempimenti di cui alla delibera della giunta regionale 1280 del 28/12/2009, relativi alla gestione liquidatoria delle disciolte Aziende sanitarie della Regione Molise; della  riorganizzazione della rete ospedaliera, secondo quanto previsto nel Pos 2015-2018; del  riordino della rete territoriale, secondo quanto previsto nel Pos 2015-2018; della  continuità Ospedale – Territorio; della completezza e puntualità dei flussi informativi ricompresi nel Nsis di competenza dell’Asrem; della  riduzione dei tempi di attesa relativi alle prestazioni specialistiche; del blocco del turn-over del personale Asrem; del contenimento della spesa del personale a qualunque titolo utilizzato entro i limiti fissati dalla normativa di settore e dagli atti di programmazione e dalle direttive regionali; dell’ allineamento della spesa farmaceutica ospedaliera e territoriale ai limiti di spesa nazionale e regionale; dell’ allineamento della spesa per l’acquisto di beni e servizi sanitari e non sanitari ai limiti di spesa nazionale e regionale; della  gestione del rischio clinico e riduzione degli eventi avversi; dello sviluppo ed implementazione di percorsi diagnostico-terapeutici integrati allo scopo di assicurare efficacia ed efficienza nell’uso delle risorse ed incrementare la qualità delle prestazioni erogate; della realizzazione della completa integrazione dei sistemi informativi aziendali; della piena implementazione della contabilità analitica nonché di un cruscotto direzionale per il controllo di gestione; del supporto alla Regione per la realizzazione del fascicolo sanitario elettronico nonché del programma regionale per l’attuazione della ricetta dematerializzata non è dato  sapere quale di questi 18 obiettivi nelle mani di Sosto sia stato mancato. Peccato. Perché, se li avesse centrati tutti, invece del 18 per cento di “addendum”, gli sarebbe stato dovuto il massimo: il 20 per cento. Questa vicenda conferma, e va detto fuori dei denti, che  nel Molise c’è gente che muore di fame e gente che non si abboffa mai. E, guarda caso, la giunta regionale di chi muore di fame se ne scorda!  Di una cosa non abbiamo dubbi. Se i 17 obiettivi su 18 che Sosto avrebbe raggiunto nei suoi primi 18 mesi di gestione dell’Asrem del Molise, fossero sottoposti alla valutazione dei cittadini, avrebbero ben altra valutazione di quella del Nucelo di valutazione. Ad esempio, prendiamo il  riordino della rete territoriale; la  riduzione dei tempi di attesa relativi alle prestazioni specialistiche; l’allineamento della spesa farmaceutica ospedaliera e territoriale ai limiti di spesa nazionale e regionale; lo sviluppo e l’implementazione di percorsi diagnostico-terapeutici integrati allo scopo di assicurare efficacia ed efficienza nell’uso delle risorse ed incrementare la qualità delle prestazioni erogate, ci sarebbe qualcuno disposto ad affermare che sono migliorati rispetto al passato?  Per come  recepiamo l’umore del popolo molisano attraverso pareri, indagini e manifestazioni di pensiero; per ciò che recepiamo da parte  dei cittadini che sono costretti a ricorrere alle cure dell’apparato sanitario pubblico, quindi ai servizi forniti dall’Asrem, quel 18 per cento col segno “più” sarebbe probabilmente contraddistinto dal segno “meno”. Ma il giudizio del popolo, è noto in questa (finta) democrazia, non alcun peso specifico. E’ aria fritta. Però, del 18 per cento ne diamo conto, nonostante la giunta, mettendo all’oggetto  “ Articolo 3bis del decreto legislativo del 30 dicembre 1992, numero 502: determinazioni”, abbia fatto in modo che non si sapesse.

Dardo

Di admin

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