Home / Politica / Miracolo molisano: la sede regionale di Bruxelles avrebbe aperto le porte dell’Europa al Molise! Parossismo politico e amministrativo auto celebrativo di una Regione che non si cui cura dei lavoratori della Gam, dell’Itr e dello Zuccherificio; che ha la sanità più sfessata d’Italia e un tasso di disoccupazione giovanile da primato

Miracolo molisano: la sede regionale di Bruxelles avrebbe aperto le porte dell’Europa al Molise! Parossismo politico e amministrativo auto celebrativo di una Regione che non si cui cura dei lavoratori della Gam, dell’Itr e dello Zuccherificio; che ha la sanità più sfessata d’Italia e un tasso di disoccupazione giovanile da primato

Apriamo le orecchie e aguzziamo l’ingegno e predisponiamoci alla standing-ovation da tributare al presidente Donato Toma che mercoledì 26 giugno 2019 a Bruxelles, in Rue de Tolouse 47, nella sede istituzionale e di rappresentanza della Regione Molise dotata di postazioni operative, di due sale riunioni con una capienza massima di ottanta persone, di un ampio giardino e di altri servizi e dotazioni di base, ubicata nei pressi del “quadrilatero del potere europeo, in un contesto effervescente (sì con tante bollicine! – ndr), punto cruciale e nevralgico dello scenario europeo, e d’incontro tra persone e organi dei Paesi membri dell’Unione europea, a oggi la più grande integrazione politica ed economica a livello internazionale”, presenterà i progetti Molise House e Molise Hub. Che riguardano l’uno, il progetto Molise House, come concedere le sale e il giardino per conferenze, convegni, workshop ed incontri di lavoro a vario titolo, nonché per manifestazioni culturali, artistiche, scientifiche, educative, umanitarie e attività didattiche e formative, iniziative d’impresa (per scopi di analisi, di studio, di ricerca, commerciali, di promozione, di marketing, di incontri con altri operatori, di altre iniziative varie quali B2B, eccetera); l’altro, il progetto Molise Hub, come concedere “postazioni dedicate, per un tempo stabile e determinato (minimo sei mesi e massimo diciotto) a istituzioni, università, scuole, associazioni, enti, singole imprese, reti di impresa, gruppi organizzati, ordini professionali, singoli professionisti, per praticare le proprie attività”. A Bruxelles, dunque, nel cuore dell’Europa, anzi nel “Quartiere europeo” sede delle principali istituzioni dell’Ue (commissione europea, consiglio dell’Unione, Uffici della Presidenza, sede secondaria del Parlamento, Commissioni del Parlamento, Comitato delle Regioni, sede politica della Nato)”: ti pare niente! A scanso di equivoci, ci fosse qualcuno che non avesse capito il senso strategico dei due progetti, la loro valenza internazionale, l’insito prestigio della Regione Molise nell’averli pensati e realizzati, ha provveduto il presidente Toma a dissiparli, chiarendo, appunto, al colto e all’inclita, che l’”Amministrazione regionale ha puntato, da subito, sull’internazionalizzazione, come principale strumento di accompagnamento delle nostre (molisane – ndr) imprese sullo scenario europeo e sul riposizionamento istituzionale dell’Ente: con queste iniziative completiamo il primo anno d’iniziative che vanno nella direzione di un’apertura del Molise all’Europa e alle reti globali». Ce ne siamo accorti, eccome! Trabocchiamo di felicità! Infatti, sullo scenario europeo le imprese molisane primeggiano e la Regione, così riposizionata, è uno dei cardini dell’Europa! «Molise House e Molise Hub” – secondo Toma – vanno esattamente in quella direzione ”in un’ottica di massimizzazione dell’utilità strategica della sede di Bruxelles (Sic! – ndr), di potenziamento delle sue attività a livello europeo e di orientamento costante alle dinamiche comunitarie (Sic! –ndr); perseguono un obiettivo ambizioso: dare nuova valenza all’ambiente lavorativo della stessa, rendendola disponibile per soggetti esterni». Applausi. Mancano alcuni dati, però, per il quadro strategico completo e per capirne la porta: chi ci lavora a Bruxelles? Quanti ne sono? Con quale mandato e con quale altra destinazione oltre il dovere d’accoglienza, di volta in volta, al presidente Toma, agli assessori, e ai consiglieri che vi fanno tappa e … strategia? Quanto costa all’anno la manutenzione, e quali sono i risultati strategici raggiunti finora sebbene in assenza dei progetti sopra menzionati? Diciamolo: siamo al parossismo politico e amministrativo autocelebrativo di una Regione che da un anno non si cui cura dei lavoratori della Gam di Boiano, dell’Itr di Carpinone e dello Zuccherificio di Guglionesi; che ha la sanità più sfessata d’Italia e un tasso di disoccupazione giovanile da primato italiano, ma in compenso, “in un’ottica di massimizzazione dell’utilità strategica della sede di Bruxelles, di potenziamento delle sue attività a livello europeo e di orientamento costante alle dinamiche comunitarie”, dice di essere in grado di assicuraci un futuro radioso ben oltre “ l’apertura del Molise all’Europa e alle reti globali». Doppio applauso.
Dardo

Di admin

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