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Mercato coperto, meglio abbatterlo?

Ci ha provato la commissione comunale di Campobasso a visionare quanto resta in piedi del mercato coperto di via Monforte. Alla luce, ancora, della possibilità di rientro nei fondi per il bando delle periferie. Anche se quella struttura andrebbe abbattuta per ripensare spazi e prospettive attraverso un successivo concorso di idee. E toccherebbe alla nuova amministrazione comunale procedere a ripensare un’operazione capace di dare spazialità all’area. Del resto, è impensabile spendere 9 milioni di euro, vale a dire 5mila euro a metro quadrato per la ristrutturazione di un edificio che sembra essere stato incassato in quell’area tra via Monforte e via Benevento. Che una volta spesi questi soldi la sicurezza sismica potrebbe raggiungere il 60% di quanto chiesto dalla legge. Che l’appalto così come strutturato non prevede a monte le necessarie indagini geologiche. E addirittura senza analisi sui materiali e analisi prove statiche. Il tutto è lasciato al professionista aggiudicatario del progetto farsi carico dell’onere di effettuare prove e analisi statiche dopo l’aggiudicazione dell’appalto. Ecco perché, a questo punto, sarebbe il caso che la nuova amministrazione comunale pensasse seriamente a rivedere complessivamente il progetto così come avviato da quella precedente se, per davvero, si vuole dare un nuovo tocco all’area di via Monforte con una nuova progettazione, visti i 9 milioni di euro, e garantire uno spazio aperto ad un’area oggi ai margini della città e, nel contempo, assicurare una funzione economica al nuovo edificio che vi potrebbe sorgere con un concorso di idee.

Di admin

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Un Commento

  1. In tutte le città degne di questo nome i mercati sono stati rivitalizzati attraverso sapienti programmi di recupero, in alcuni casi addirittura con scambi interculturali con mercati di altri Paesi, e vietando il sorgere di attività simili nel circondario, in modo che l’utente vada a colpo sicuro in quel luogo e non si crei una cannibalesca concorrenza. Provate ad andare sul sito del mercato Albinelli di Modena! A Campobasso bisogna uscire dall’autocompiacimento e dalla mancanza di dialogo se si vuol restituire dignità alla città. Il presente esecutivo, sulla scia di quello nazionale, non si sta smentendo in quanto a inconsistenza e scarsa propensione ad interfacciarsi. Cambia il colore, ma non l’atteggiamento: questo è il campobassano medio.

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