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MENTRE A CAMPOBASSO CI SI PEREPARA ALLA SFILATA DEI MISTERI SOTTO LE LUMINARIE LA TRADIZIONE NATALIZIA PORTA GLI OCCHI A MANDORLA

di Massimo Dalla Torre

 

Sappiamo bene che il Natale è ancora lontano, anche se non manca molto, ma la curiosità attorno alla festa più attesa dell’anno che, riserva sempre novità, fa si che si vada a spulciare sul web. Il quale, tra l’altro, mostra come Campobasso, si sta preparando per la nuova uscita dei misteri sotto le luminarie che, qualche commerciante sta allestendo, si legga corso Bucci, di questo, però ci riserviamo di scrivere in seguito. Web che rivela cose fuori dagli schemi classici che vedono la tradizione legata alle storie del freddo Nord con tanto di renne, slitta e ovviamente lui: Babbo Natale il pacioso personaggio vestito di rosso e dispensatore di regali a destra e a manca. Tuttavia, come si sa, e non è un luogo comune, ogni regola ha le sue eccezioni. Le quali, questa volta, arrivano dal lontano Oriente. Infatti, sempre il web mostra le immagini di Seul capitale della Corea del Sud, protagonista in tutti i sensi. Nella megalopoli Orientale quest’anno il Natale sarà celebrato senza effetti di luce o proiezioni tridimensionali, con la complicità della Starfield Library dove gli addobbi natalizi sono fatti da migliaia di volumi. A fare da sparring all’iniziativa è la biblioteca del Coex Mall, centro commerciale nel distretto di Gangnam, che ha collaborato con l’artista americano Mike Stillkey, che ha realizzato gli “alberi di libri”: torri alte nove metri, composte di oltre 14mila volumi. Particolarità della cosa che, ognuna delle pareti cartacee, racconta una storia diversa, come se le fiabe prendessero vita dalle pagine dei libri impilati l’uno sull’altro. Si tratta di un lavoro di precisione e soprattutto di fantasia che regala alla location/biblioteca un’atmosfera magica, proprio come quella che il Natale infonde da sempre. Festa che, al di la, della corsa sfrenata agli acquisti, a proposito, chissà come sarà il Natale 2018, visto le novità in campo economico/finanziario legate alla recessione e soprattutto alla tanto discussa manovra tecnica targata giallo/verde all’attenzione dell’UE, deve ricordare a tutti indistintamente che è il simbolo della natività del salvatore del Mondo, che a Betlemme nacque in una capanna, riscaldato dal bue e l’asinello e non da un caldo piumone come quello che si può acquistare in un qualsiasi centro commerciale, come ad esempio quello di Seul. Realtà che, per simbolismi, non è seconda a nessuno, tant’è che la trovata sta ottenendo gli onori della cronaca condita con tanto di foto e curiosità che certamente non mancheranno di far parlare di se per estrosità e innovazione. Entrambe elementi vincenti se si vuole lasciare un segno che, nella fattispecie, è un simbolo dirompente  a tutti gli effetti.

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