Home / Politica / ll protagonismo politico e amministrativo alla Regione è di Fanelli e Facciolla. Cosa aspetta Toma a fargli posto nel finto centrodestra?

ll protagonismo politico e amministrativo alla Regione è di Fanelli e Facciolla. Cosa aspetta Toma a fargli posto nel finto centrodestra?

Il duo politicamente minoritario a Palazzo D’Aimmo, Fanelli/Facciolla, sta utilizzando la comunicazione di massa (Tv e giornali) per trovare un palcoscenico da cui parlare, sperando che, ascoltandoli nelle (finte) intemerate contro Toma e la maggioranza nominalmente di centrodestra, ma sostanzialmente prosecuzione del trapassato centrosinistra delle cui spoglie del Pd è rimasto in consiglio regionale il solo Facciolla (Fanelli nel tempo di Facciolla al governo regionale era la segretaria regionale del partito e i Cotugno, i Micone e i Cavaliere sono transfughi ), la gente dimentichi che sono responsabili della peggiore gestione della Regione e dei maggiori danni alla sanità (con la chiusura di reparti e servizi ospedalieri e nuove concessioni alla rete sanitaria privata); alla viabilità (con la rinuncia all’Autostrada del Molise); all’industria (con lo svilimento della Gam e di Itr e la chiusura dello Zuccherificio); al turismo (con lo smantellamento degli Enti provinciali), al territorio (con il catastrofico Piano Casa), ai trasporti (tenendo in vita 29 autolinee invece di un gestore unico, rinnovando in peius il contratto con le Ferrovie, dilapidando 23 milioni di euro per la Metropolitana leggera) e … potremmo continuare, ma per motivo di spazio chiudiamo. Nel momento in cui il Governo Lega/Movimento 5 Stelle attiva i Contratti istituzionali di sviluppo e il Molise si vede assegnare 220 milioni di euro per finanziare progetti di sviluppo economico e territoriale in sintonia con le amministrazioni locali, eccoli salire in cattedra a dare lezione di lungimiranza e di strategia nel chiedere di dirottare i 220 milioni di euro al raddoppio della Bifernina (alla faccia della rinuncia dell’Autostrada del Molise!). In questo rigurgito di fattività, di volitività, di pianificazione strategica è la Fanelli la più aggressiva mentre Facciolla, che probabilmente avverte il peso delle colpe passate, cede alla banalità quando dice, a differenza della collega che contesta il finanziamento dei tratturi e delle opere strutturali a Campobasso (parcheggi e mobilità), di non accettare il metodo utilizzato per la scelta e il finanziamento. Cioè contesta la presidenza della Regione, i rappresentanti delle Province e i sindaci di Campobasso e Isernia nella funzione di valutatori e, di riflesso, il tavolo tecnico di Roma ma non i progetti. Sicuramente più furbo e accorto della Fanelli nel non mettersi contro i sindaci che si sono visti approvare le proposte avanzate. A proposto, va messo in chiaro che non tutti i progetti approvati rispondono pienamente allo spirito e alla lettera del Contratto istituzionale di sviluppo, ovvero all’utilizzo dei Fondi strutturali europei, né alla realizzazione di opere infrastrutturali di rilievo nazionale, interregionale e regionale, essendo prevalsi la rivendicazione delle autonomie locali e il protagonismo localistico. Ma mettere in discussione la tutela e la valorizzazione dei tratturi nel momento in cui gli viene riconosciuta la rilevanza storica, economica e culturale e l’apporto alla promozione turistica del territorio molisano, quindi un’opera di rilievo se non proprio nazionale certamente interregionale e regionale cui mai, nella storia passata e recente del Molise, 61 amministrazioni comunali ne hanno condiviso il fine e i mezzi, significa sfidare la logica, il buonsenso, la natura democratica e partecipativa della programmazione territoriale. Che cosa abbia poi di progettazione nazionale, interregionale e regionale la destinazione di parte dei fondi Cis al buco della sanità che la Fanelli ha posto come ulteriore possibile altra destinazione di parte dei 220 milioni sarebbe il caso lo specificasse e lo dimostrasse, per non vedersi toccata nell’autocelebrata divinizzazione del suo pensiero e della sua azione politica. Contestando ciò che per la prima volta vede il Molise destinatario di risorse finanziarie immediatamente utilizzabili sotto l’egida governativa e di Invitalia, i comuni assumersi le proprie responsabilità e il territorio non più manomesso, sventrato, devastato ma salvaguardato e valorizzato, fa nascere il sospetto che Fanelli e Facciolla vogliano rimarcare la natura politica e personale che li distingue nel finto centrodestra di Toma. Un modo come un altro per ricordargli di essere una protesi politica di Paolo di Laura Frattura e di quel finto centrosinistra di cui l’uno, Facciolla, è stato assessore, e l’altra, Fanelli, è stata segretaria regionale del Pd. E lo strepitare, l’agitarsi, il contestare non sia una mossa per indurre Toma a mettere fuori gioco dalla maggioranza le reprobe Aida Romagnuolo e Filomena Calenda per creare lo spazio a Fanelli e Facciolla.
Dardo

Di admin

Potrebbe Interessarti

L’onorevole Occhionero indagata per falso per il caso Nicosia

La deputata molisana di Italia Viva, Giuseppina Occhionero è indagata dalla Procura della Repubblica di …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *