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ll Commissario ad acta alla Sanità: un passo indietro della politica e delle sue ramificazioni clientelari, e un passo avanti della trasparenza

Finalmente si sono chiusi gli spazi dialettici (e demagogici) che per sette mesi hanno infestato il Molise sulla nomina o meno di Toma a commissario ad acta per la sanità.  In base all’articolo 25 del decreto appena emanato dal governo di Roma, che regola le disposizioni in materia di commissariamenti delle regioni in piano di rientro dal disavanzo sanitario, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto stesso, nel Molise il commissario ad acta sarà un soggetto terzo, esterno,  “in possesso di qualificate e comprovate professionalità nonché di specifica esperienza di gestione sanitaria, ovvero l’aver ricoperto incarichi di amministrazione o direzione di strutture pubbliche o private aventi attinenza con quella sanitaria, ovvero ancora, di particolare complessità anche sotto il profilo della prevenzione della corruzione e della tutela della legalità”. Estromissione di fatto della politica dalla sanità che per inettitudine gestionale s’è venuta a trovare in forte deficit finanziario e funzionale.  Parentesi chiusa, dunque, per Toma che sulla nomina in suo favore ha picchiato forte sul tasto e con lui l’insieme dei partiti, in un insolito afflato di solidarietà, tranne il Movimento 5 Stelle, e ciascun partito con non poche ramificazioni nel clientelaristico e controverso comparto sanitario.  Le nuove disposizioni ministeriali valgono anche, e soprattutto,  per i commissari ad acta già nominati. Pertanto saltano i ruoli di Vincenzo De Luca per la Campania e Nicola Zingaretti per il Lazio (da sottolineare, però, che sia la Campania che il Lazio hanno annunciato una rapida e prossima uscita dai piani di rientro). La misura, inoltre, come detto, colpisce anche Donato Toma, neo presidente del Molise. Un dettaglio da non trascurare è quello che, con le nuove disposizioni, prevede che le Regioni commissariate dovranno predisporre, con cadenza semestrale, in occasione delle periodiche riunioni di verifica, una relazione ai Ministri della Salute e dell’Economia, da trasmettere al Consiglio dei ministri, con particolare riferimento al monitoraggio dell’equilibrio di bilancio e dell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza. Conti in regola e livelli essenziali di assistenza equivalenti a quelli in cui la sanità non è un problema ma un merito. Un passo indietro della politica e delle sue ramificazioni clientelari, e un passo avanti della trasparenza.

Dardo

Di admin

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