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La voce dei lettori: La sfilata dei Misteri e … delle bancarelle

Sui lavori improvvidi per i marciapiedi a Corpus Domini
Caro Dardo,
sono giorni che volevo scrivere queste poche righe. Camminando per la città mi imbatto nei lavori che riguardano i marciapiedi nell’area centrale. L’ultimo regalo della giunta Battista che, per la fretta, non si è avveduta di far realizzare i lavori a cavallo della festività del Corpus Domini. E proprio dove dovranno passare i Misteri si rischia di avere i lavori in corso. Non potevano essere procrastinati in quei luoghi di passaggio dei Misteri? Ed anche per il maggiore afflusso di persone in questi giorni che precedono la Sagra? E, ancora. Ancora una volta i marciapiedi del Corso invasi dalle casette di legno. Giustamente sotto gli alberi. Ma non dovrebbe essere il Corso il punto principale della manifestazione da offrire all’occhio di quanti in città a vedere gli Ingegni? E a beneficiare dell’ombra per assistere all’incolonnamento dei Misteri?
Un saluto, Mario Terebini
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Gentilissimo Terebini,
la fregola del sindaco Battista di guadagnare consenso elettorale inserendo negli ultimi mesi, anzi settimane e giorni della sua amministrazione una serie di interventi che sarebbero dovuti essere effettuati ragionevolmente e opportunamente nel corso dell’intera sindacatura, associata alla improbabilità che i lavori di rifacimento dei marciapiedi venissero completati prima della settimana che tradizionalmente viene dedicata alla celebrazione della festività del Corpus Domini, hanno determinato ciò che Lei ha messo opportunamente a fuoco, sollecitando un commento che non può che essere critico, in perfetto allineamento con il giudizio altrettanto critico scaturito dalle urne. L’assenza di raziocinio amministrativo e di buonsenso, è stata il segno distintivo di una politica comunale tanto carica di intenzioni quanto povera di concretezza. Avessero usato il buonsenso a palazzo San Giorgio, gli amministratori avrebbero evitato di appaltare i lavori di rifacimento dei marciapiedi in prossimità della festività simbolo della città. Un pizzico di raziocinio anche da parte delle strutture tecniche avrebbe certamente aiutato il sindaco a cercare tutt’altra soluzione. Magari si sarebbe dedicato ad allestire la città in maniera adeguata all’imponenza (diremmo anche importanza) della Festa, curando soprattutto l’agibiltà del percorso della sfilata dei Misteri e concedendo al pubblico (il vero altro protagonista della manifestazione) le condizioni più opportune per seguirla, viverla, ammirarla. Niente di tutto questo. Anzi, pervicacemente, il contrario. Prova che il raziocinio e il buonsenso non appartengono in pianta stabile alle dinamiche della politica, soprattutto se spicciola, minimale, furbesca. S’è provveduto improvvidamente a installare una serie di cantieri di lavoro proprio lungo il percorso della sfilata, riducendo gli spazi utili sia ai portatori dei Misteri sia al pubblico, con il rischio di creare non poco imbarazzo e disagio a entrambi, forse anche pericolo. Intanto imbarazzo e pericolo lo corrono i cittadini campobassani costretti a camminare sulla carreggiata e non sui marciapiedi, perché i lavori sono fatti nelle ore di maggiore presenza. Manco a farlo apposta, sono riusciti perfettamente nell’intento. Lei l’ha rilevato e commentato con garbo, ma l’evidenza di una dose di stupida presunzione in questa vicenda, esige che la reazione dell’elettorato che ha relegato il sindaco uscente nella terza fascia delle preferenze e del consenso elettorale sia considerata il giusto contraltare. Quel risultato, infatti, più di ogni altra valutazione e commento, definisce anche l’improprietà delle scelte fatte. Perciò, non è a caso ciò che stiamo scrivendo e, ancora una volta, la sfilata (in antitesi a quella dei Misteri) di bancarelle mobili e fisse, e ogni altro genere di concessioni per l’occupazione di suolo pubblico, confermano la manomissione, in chiave “commerciale” e “vandalistica”, dell’area murattiana (l’unica che, se curata a dovere e con intelligenza estetica, può contenere il degrado complessivo della città). La festività del Corpus Domini, per ciò che rappresenta e vale storicamente e culturalmente, merita essere preservata dall’onda crescente della genericità e dalle amministrazioni che strumentalmente la sostengono: inno al minimalismo culturale e al massimalismo populista.
Dardo

Di admin

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2 commenti

  1. Adele Crescimbeni

    Ma non va mai bene un tubo in questa stramaledetta città? Non si fa nulla e non va bene, si fa qualcosa e non va bene lo stesso. Omettiamo il fatto che la passata giunta e’ arrivata a scoppio ritardato, perché tanto così e’ andata ed è inutile piangere sul latte versato, ma dare ai marciapiedi la colpa di congestioni, impedimenti e quant’altro e’ davvero l’apoteosi della critica fine a se stessa. Ma basta, cresciamo e rimbocchiamoci tutti le maniche se vogliamo far rifiorire una città ormai informe!

  2. Concordo sul fatto che le tempistiche d’intervento sui marciapiedi siano state tardive. Non sono invece d’accordo sull’attribuzione di disagi a queste opere indispensabili per una città ormai ripiegata su se stessa e senza più una conformazione. L’incompetenza del passato esecutivo ha fatto sì che i tempi d’attuazione si diluissero, poi non bisogna dimenticarsi del fatto che c’è una burocrazia senza confronti prima che un appalto veda la luce. Naturalmente i nostri ci hanno messo del loro, ma redarguirli perché un’opera è partita in concomitanza con l’evento-cardine del capoluogo è davvero troppo. Ringraziamo di non dover più inciampare in alcune zone cittadine per via delle voragini dei marciapiedi. Non dimentichiamoci che viviamo nel regno del non fatto per eccellenza. E stiamo a vedere che cosa farà una giunta che ha sposato logiche di scontro a priori con tutto ciò che non è cinque stelle. Ai posteri l’ardua sentenza.

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