Home / Territorio / “La transiberiana d’Italia” funziona: ma solo da Roma a Sulmona. Il tratto molisano da Carpinone a S.Pietro Avellana/Capracotta è aut, per colpa della Regione

“La transiberiana d’Italia” funziona: ma solo da Roma a Sulmona. Il tratto molisano da Carpinone a S.Pietro Avellana/Capracotta è aut, per colpa della Regione

Mantiene intatto il fascino originario, vale a dire  le caratteristiche orografiche e ambientali in cui si snoda  la tratta ferroviaria Carpinone/Sulmona lungo l’Appennino molisano e abruzzese, tale da  essere chiamata la Transiberiana italiana, in aperto confronto con la più nota Transiberiana Mosca-Vladivostok- Pechino. Oltre al fascino, conserva anche l’agibilità. Almeno nel tratto abruzzese, ché quello molisano ha mollato il tentativo di rinascere in chiave prevalentemente turistica. Il 10 Marzo è data che ha segnato la sospensione temporanea dell’iniziativa posta in essere dalla Fondazione delle Ferrovie dello Stato, che per tutto l’inverno ha permesso l’allestimento di un treno d’epoca (con vetture di prima e seconda classe e arredi originali degli Anni ’50, sedili imbottiti di velluto) in partenza  dai binari 14 o 15 della Stazione Termini per Sulmona, con a bordo decine e decine di viaggiatori in tenuta sportiva, pronti a calarsi dalle piste innevate di Roccaraso e Rivisondoli. Incolpevomente privati (e ignari) della bellezza delle piste di sci alpino e di sci di fondo di Capracotta/Monte Capraro/ Prato Gentile. LaFondazione delle Ferrovie dello Stato, ogni fine settimana, con una modalità d’altri tempi (un treno d’epoca Anni ’50 rimesso in sesto), ha reso possibile partire dalla capitale d’Italia per raggiungere le mete turistiche abruzzesi. A leggerla, questa notizia, ha fatto riaffiorare l’amarezza di vedere tagliata inesorabilmente fuori la tratta della Transiberiana italiana che da Carpinone sale a S. Pietro Avellana/Capracotta, fino a scavalcare anche la parte appenninica dell’Abruzzo, con meta finale Sulmona, passando per Roccaraso. Tagliata fuori, per assenza delle istituzioni molisane che non sono state capaci di reggere agli impegni che sono stati richiesti per realizzare anche dal nostro versante una iniziativa uguale a quella romana, è la parte appenninica del percorso forse più suggestiva, sicuramente orograficamente la più interessante. La Fondazione delle Ferrovie dello Stato ci ha provato a muovere l’interesse molisano, ma la risposta ottenuta è stata flebile, episodica, priva di convinzione e di volontà. Dal racconto di quanti hanno avuto la possibilità di viaggiare sulla tratta Carpinone/Sulmona si ha un resoconto di immagini e panorami di straordinaria bellezza e suggestione mozzafiato. La ferrovia supera difficoltà altimetriche seconde solo a quelle del Brennero, e il treno viaggia su ponti e strutture di vera audacia progettuale: una esperienza unica. Peccato che non sia accessibile ai molisani mentre lo è per i romani e gli abruzzesi che alla Fondazione delle Ferrovie dello Stato e all’Associazione “le Rotaie” hanno saputo dare entusiasmo e collaborazione. A margine di questa notizia ne aggiungiamo un’altra sperando abbia migliore fortuna. Come è noto, la Regione Molise ha dato incarico alla società  “Sviluppo Italia Molise” di elaborare un progetto turistico disponendo di budget di oltre un milione di euro. Chissà se alla ricerca di proposte inedite da valorizzare “Sviluppo Italia Molise” troverà utile  il rilancio della Transiberiana italiana da Carpinone (Molise) a Sulmona (Abruzzo) in sinergia con l’Abruzzo, con la Fondazione delle Ferrovie dello Stato e con l’Associazione “Le Rotaie”. Nel novero delle dichiarazioni di maggiore effetto del perché mettersi in viaggio sulla Transiberiana italiana riteniamo sia emblematica ed esaustiva questa che riportiamo integralmente: “E’ un viaggio da fare almeno una volta nella vita  lungo altopiani, vallate, piccoli paesi, stazioni ferroviarie ferme nel tempo e natura incontaminata  per vivere atmosfere ormai perdute”.  La lettura è piana, la intelligibilità altrettanto. Capirne il valore e il significato e prendere spunto per dare a un territorio marginalizzato, ma di straordinaria bellezza, una nuova missione, non dovrebbe creare difficoltà agli amministratori regionali e, soprattutto, agli “esperti” della Società Sviluppo Italia Molise. Sempreché si ricordino dell’esistenza della tratta ferroviaria Carpinone/Sulmona e del suo valore storico/turistico. Sempreché non siano assoggettati ai canoni turistici che guardano soprattutto agli interessi contingenti (business) e non ai valori (ambiente, paesaggio, storia locale, tradizioni, cultura popolare) che al turismo conferiscono fascino e attrazione.

Dardo

Di admin

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