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La riduzione dei vitalizi regionali: una bomba innescata dal duo regionale Fanelli/Facciolla

Si stanno attrezzando per passare il tempo in qualche faccenda affaccendati. Ci riferiamo ai consiglieri regionali per la prolifica opera di proposte di legge da valutare, discutere ed eventualmente approvare dapprima in commissione, quindi in consiglio, per trasformarle in leggi. Lo abbiamo già scritto, ponendo questa prevalente vocazione ad essere legislatori, oltre che amministratori del Molise, in contrapposizione all’astenia che pare abbia reso flaccidi e apatici la presidenza e la giunta regionali, ovvero la parte meramente esecutiva della Regione. Sanno di poterlo essere (per legge) legislatori, e vogliono esserlo. Altrimenti condannati ad alzare il ditino per chiedere la parola e/o votare secondo l’indirizzo prevalente nella maggioranza che, nel caso della maggioranza di Palazzo D’Aimmo, deve essere ancora decifrata se si tratta di un centrodestra puro, o impuro, oppure un centrosinistra camuffato da centrodestra. In questa sorta di limbo, in attesa di riconoscersi politicamente gli uni con gli altri, i consiglieri regionali si danno alle proposte di legge anche di natura mista, ossia firmate da consiglieri della maggioranza e della minoranza a conferma che il meticciato politico è in forte ascesa in ambienti storicamente mobili e ballerini quali sono stati e sono gli ambienti politici molisani. Ai tempi egemoni della Dc, passavano da una corrente all’altra; nel 2018 sono passati da una coalizione di sinistra ad una coalizione di destra, mossi dalla sete di potere.  Di proposte di legge, in questi primi 7 mesi, ne sono state presentante parecchie: alcune interessanti, prospetticamente valide; altre decisamente meno. Sicuramente interessante è la proposta avanzata dal residuato bellico del Pd, i consiglieri Vittorino Facciolla e Micaela Fanelli,  che prevede la riduzione dei vitalizi regionali. Una bomba, se letta anche retrospettivamente. Facciolla per 5 anni ha governato il Molise con Paolo di Laura Frattura presidente della giunta di centrosinistra distinguendosi particolarmente, per verve dialettica, in difesa dei privilegi della “casta” regionale e allontanando la tentazione di andare a invadere il terreno melmoso dei vitalizi. Chi non ricorda i microfoni delle Iene a Campobasso ridicolizzare i “resistenti” alle critiche e i “combattenti” in difesa degli emolumenti regionali, delle indennità aggiuntive  e  dei vitalizi compresi, e la battaglia di civiltà politica, sociale e morale condotta pervicacemente dal movimento spontaneo “I cittadini indignati del Molise”? E’ appena ieri, ma sembra un secolo fa. Per cui a Facciolla e alla Fanelli che,  con Facciolla assessore di Frattura, è stata segretaria regionale del Pd (e forse lo è ancora), è venuto facile by-passare il passato e, con la proposta di legge, presentarsi alfieri e portabandiera della sacrosanta battaglia contro i vitalizi, estendendo il sistema previdenziale contributivo dei consiglieri regionali e destinando i risparmi al finanziamento della riduzione dei costi della Sanità (ticket e superticket).  La resipiscenza è un merito, e come tale va accolta e anche sostenuta. Ma non accompagnarla con una riflessione politica, con l’ammissione di un lungo  concorso di colpa, con una dichiarazione che riassegni agli “Indignati del Molise”, e anche alle Iene,  il primato della battaglia, è una furbata, una giravolta demagogica. Tutto da scoprire pertanto è l’effetto che questa proposta farà nell’agone politico regionale e cosa determinerà, politicamente parlando. In sé, ha il seme di una “rivoluzione” culturale: ricondurre ad equità sociale ciò ch’è parso ed è stato un privilegio di casta. Nella piattezza generale del Molise, nella routine quotidiana di una Regione che perpetua se stessa sul piano della mediocrità, delle convenienze spicciole e occasionali, la proposta assume il carattere e la funzione della Cartina del Tornasole, ossia la decantazione delle scorie politiche e amministrative che ancora infestano il consiglio regionale. Sempre che la proposta, s’intende, riesca a coagulare  la convergenza della maggioranza. In cui Facciolla e Fanelli rinvengono non pochi sodali (Niro, Cotugno, Cavaliere) del tempo del governo di centrosinistra guidato da Paolo di Laura Frattura.

Dardo

 

 

 

 

Di admin

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