Home / Politica / La Regione Molise crede di godere dell’autonomia differenziata Gravi illegittimità costituzionali sull’utilizzazione del personale e sui rifiuti (assunzioni a tempo che diventano stabili, incarichi dirigenziali, e lo smaltimento di rifiuti speciali di provenienza extra-regionale)

La Regione Molise crede di godere dell’autonomia differenziata Gravi illegittimità costituzionali sull’utilizzazione del personale e sui rifiuti (assunzioni a tempo che diventano stabili, incarichi dirigenziali, e lo smaltimento di rifiuti speciali di provenienza extra-regionale)

Il 17, per accezione corrente, si dice porti male; lo dicono alcuni cabalisti, lo confermano i superstiziosi. Sta di fatto che (eccolo!) il 17 luglio 2019 alla Regione Molise ha portato male: infatti, l’è stato notificato il ricorso della presidenza del Consiglio dei ministri con la dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’articolo 10; dell’articolo 15, comma 2, lettera f), g) ed h) e comma 3, lettera i); dell’articolo 16, comma 1, lettera b), f) e g) e dell’articolo 32 della legge di stabilità regionale 2019. Che le leggi regionali siano abituali alla illegittimità conferma che il legislatore molisano pecchi d’improvvisazione e, stante i rilievi del Governo, sarebbe anche portato a invadere la competenza statale, quasi fosse già nel pieno esercizio di una virtuale autonomia differenziata (!). Cosa che non sta né in cielo né in terra. Andiamo al sodo. La presidenza del Consiglio dei ministri nel ricorso alla Corte costituzionale invoca l’illegittimità di una serie di articoli della legge regionale del 10 maggio 2019, la numero 4 (legge di stabilità regionale). A questa conclusione la presidenza del Consiglio dei ministri sarebbe arrivata dopo un’ampia ricostruzione delle disposizioni legislative disciplinanti gli istituti giuridici del “comando”, del “distacco” e dell’ “avvalimento dell’ufficio”, sostenendo che le norme riguardanti l’«utilizzazione in posizione di distacco» delle risorse umane all’interno del cosiddetto “Sistema Regione Molise” costituito dalla Regione Molise, dagli enti e dalle aziende, anche autonome istituiti dalla Regione, da enti del servizio sanitario regionale e da società regionali, si pongono in contrasto con l’articolo 117, comma 2, lettera 1) e comma 3 della Costituzione, in materia di coordinamento della finanza pubblica perché i relativi oneri finanziari verrebbero posti definitivamente a carico dei bilanci degli enti di appartenenza e non di quello dell’ente utilizzatore
finale (cioé la Regione). Che, con l’intervento dell’avvocatura regionale (Claudia Angiolini e Antonio Galasso), intende difendersi replicando la piena agibilità costituzionale del cosiddetto “Sistema Regione Molise” sopra accennato. Probabilmente, sul presupposto che la normativa in disamina prevede che le competenze accessorie per il personale con qualifica non dirigenziale e la differenza della retribuzione di risultato per il personale con qualifica dirigenziale sono imputati ai rispettivi fondi per il trattamento accessorio delle amministrazioni del Sistema interessate alla “mobilità attiva interna” nei limiti vincolistici vigenti, e considerato che la Regione Molise sopporta annualmente le spese per il personale degli enti del Sistema stesso, se la potrà cavare. In questo caso gioca il lato economico della faccenda, mentre il cosiddetto “Sistema Regione Molise” altro non è che il serbatoio da cui attingere e manovrare gli uomini, le cose, le promozioni, gli incarichi, le funzioni che meglio corrispondono agli interessi degli amministratori regionali, soprattutto ai fini del consenso elettorale. Dello stesso parere sembra essere anche la presidenza del Consiglio dei ministri laddove valuta l’utilizzazione del personale del Sistema “un meccanismo per (cioè assumere -ndr) in Regione il personale appartenente ai ruoli di altri enti. Se finalmente si aprisse in modo ampio il discorso sulle assunzioni a tempo che diventano stabili, e sugli incarichi dirigenziali, alla Regione Molise si vedrebbero molto più chiaramente come e perché ci siano le Mogavero, i Pillarella, le Di Domenico a menare la danza, tanto per esemplificare. Infine, la presidenza del Consiglio dei ministri ha cesurato l’articolo 32 della legge di stabilità del 2019 in quanto “interviene nella materia della tutela dell’ambiente e dell’ecosistema attribuita in via esclusiva alla competenza statale, inserendo una disciplina contrastante con quelle dettata dalle norme primarie statali, nonché con l’articolo120 della Costituzione. Cioè, la Regione Molise non può prefissarsi l’obiettivo di limitare nel proprio territorio lo smaltimento di rifiuti speciali di provenienza extra-regionale, né può ostacolare in qualsiasi modo la libera circolazione di persone e cose, fissando autonomamente la percentuale massima di rifiuti speciali da accogliere sul proprio territorio, in quanto tale previsione viola le disposizioni di cui agli articoli 182 (smaltimento dei rifiuti) e 182-bis (principi di autosufficienza e prossimità) del decreto legislativo 3 aprile 2006, numero 152, che stabiliscono divieti e limitazioni sulla circolazione dei rifiuti fuori dal territorio regionale di produzione esclusivamente per i rifiuti urbani, e non già per i rifiuti speciali per i quali la libera circolazione sul territorio nazionale è invece sempre ammessa”. Al riguardo, da Palazzo Vitale si rileva “che la limitazione sui contenuti percentuali di rifiuti di provenienza extra-regionale, prevista nella legge impugnata, nasce dal presupposto che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e dal “Principio di precauzione” previsto dall’articolo 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, che può essere invocato quando è necessario un intervento urgente di fronte ad un possibile pericolo per la salute umana, animale o vegetale, ovvero per la protezione dell’ambiente nel caso in cui dati scientifici non consentano una valutazione completa del rischio”. Arrampicarsi sugli specchi. Siamo chiari e onesti. I rischi per la salute umana, animale o vegetale, ovvero per la protezione dell’ambiente, nel Molise provengono dal modo disinvolto e irresponsabile con cui viene governato e programmato il territorio (cave a cielo aperto, sventramenti, frane e smottamenti, pale eoliche); con cui si preservano la salubrità dell’aria (emissioni incontrollate di Co2 e di altri veleni industriali); la qualità dell’acqua (assenza di depuratori, sversamenti di liquami e sostanze tossiche nei fiumi, nei laghi e nelle falde acquifere), e l’efficienza della sanità (chiusura di interi reparti ospedalieri, carenza di personale medico e paramedico, liste chilometriche d’attesa). Altro che storie!
Dardo

Di admin

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