Home / Campobasso / La grande distribuzione commerciale a Campobasso. Cambi di destinazione d’uso, sanatorie, interpretazioni estensive di norme e regolamenti: Clientelismo? Abusivismo? Corruttela?

La grande distribuzione commerciale a Campobasso. Cambi di destinazione d’uso, sanatorie, interpretazioni estensive di norme e regolamenti: Clientelismo? Abusivismo? Corruttela?

Se si mettesse seriamente,e approfonditamente, mano alla verifica analitica delle concessioni a costruire, per reprimere e sanzionare gli abusi edilizi, e alle licenze per l’esercizio commerciale dei supermercati e degli ipermercati (che si contano a decine)  per verificare la loro legittimità, ne vedremmo delle belle a Campobasso. Ma a Campobasso i controlli sul territorio su ciò che accade, e come accade, è una attività episodica e marginale. Niente di organico, di sistematico, per capirci. Per intervenire servono denunce, soffiate, indicazioni, sollecitazioni; solo così si gli organismi tecnici e amministrativi di Palazzo san Giorgio si muovono. Ciò corrisponde al caso descritto nella determina dirigenziale dell’area operativa dei servizi alla persona, del servizio del commercio, dell’artigianato e dello sportello unico per le attività produttive. Il caso riguarda infatti uno dei tanti supermercati che al setaccio di accurati controlli, sebbene effettuati con notevole ritardo rispetto ai tempi della concessione, hanno fatto emergere omissioni e inadempienze delle norme e delle leggi in vigore, tali da pretendere la comminazione di un procedimento di chiusura e la conseguente cessazione dell’attività commerciale. Questa, infatti,  è la minaccia che incombe sul titolare della licenza qualora, entro tre mesi dalla notifica della diffida, “ con valido titolo di possesso dell’area”, non sarà in grado “di realizzare i parcheggi per conseguire lo standard di piano per l’attività commerciale di media struttura di vendita”.  Se però quello stesso titolare così pesantemente “avvisato” ha potuto esercitare l’attività commerciale in assenza dei requisiti indispensabili per esercitarla, vuol dire che da parte dell’amministrazione comunale nessuno, a partire dal giorno successivo all’apertura dell’esercizio, ha ritenuto che si dovesse andare a verificare che tutto fosse in ordine e rispondesse alle norme esistenti. Invece, ci sono voluti 5 anni perché emergessero i fatti e le circostanze che hanno portato l’architetto Giulio De Camillis ( del Settore urbanistica di Palazzo san Giorgio) e il maresciallo Antonio Pistillo della Polizia Municipale a verificare  l’esistenza o meno delle aree destinate a parcheggi di uso pubblico a servizio del locale commerciale. Dal verbale di sopralluogo si legge che “si è proceduto alla  puntuale verifica dello stato delle aree vincolate a seguito della dichiarazione  d’inizio attività in materia edilizia (D.i.a. n. 21005 del 22/09/2011 – Piano casa) per la realizzazione dei locali commerciali di 430 mq nel piano porticato – atto di vincolo delle aree di riserva pubblica reg. a Campobasso n. 913 serie IT del 30/03/2015 di 345 mq, in catasto al Foglio  67 particella  1617 e la successiva Scia del 13/03/2014 n. 8440, ossia la dichiarazione che consente alle imprese di iniziare, modificare o cessare un’attività produttiva artigianale, commerciale, industriale, senza dover più attendere i tempi e l’esecuzione di verifiche e controlli preliminari da parte degli enti competenti,  per la chiusura del restante portico ed il cambio d’uso dei locali commerciali della superficie di 225 mq in catasto al Foglio 67 particella 1676 sub. 58;- atto di vincolo delle aree di riserva pubblica reg. a Campobasso n. 794 serie IT del 18/03/2014 di 205 mq in catasto al Foglio  67 particella 1617”. Tradotto in lingua corrente significa “che i terreni destinati all’utilizzo pubblico, finalizzati all’attività commerciale, non sono resi in gran parte disponibili a tale uso, come è stato accertato dai rappresentanti comunali, per cui la sistemazione a parcheggio dell’area di riserva pubblica, già ceduta all’amministrazione comunale in base alla convenzione urbanistica n. 128390 del 25.06.2008, antistante il fabbricato residenziale, ricadente sulla particella n. 1559, è da ricondurre alla Scia n. 3245 del 28/01/2014, a parziale modifica delle opere di urbanizzazione di cui al permesso di costruire n. 15/2009, per cui queste ultime superfici a parcheggio pubblico (Scia n. 3245/2014) non sono da considerare nella verifica delle dotazioni a verde e parcheggio della limitrofa attività commerciale ubicata al piano terra del condominio residenziale, che invece dovevano trovare sistemazione sulla particella 1617”. Al netto delle contorsioni linguistiche, concessorie, tecniche e numeriche tradotte ulteriormente in lingua corrente, significa che l’attività commerciale, per essere avviata, ha avuto la necessità di interpretazioni, aggiustamenti, cambi di destinazione che però, successivamente, nessuno ha controllato se correttamente e opportunamente intesi e realizzati. Ciò vale per il caso di cui scriviamo, ma estendendo il concetto alla realtà della rete commerciale della grande distribuzione, tolti uno o due esempi in cui l’attività commerciale viene svolta in strutture appositamente progettate e realizzate, tutte le altre discendono da clamorosi cambi di destinazione d’uso (capannoni industriali, depositi di materiali, scantinati e garage), da sanatorie edilizie, da interpretazioni estensive di norme e regolamenti. Perfetto combinato disposto di clientelismo, di abusivismo e, perché no, di corruttela. Salvo, poi, a seguito di controlli e sopralluoghi, minacciarne la chiusura. A Campobasso si rinnovano le amministrazioni comunali, ma i mali endemici rimangono sempre gli stessi: anarchia amministrativa, disordine gestionale del territorio, abusivismo edilizio, controlli all’acqua di rose, compromessi e … tutto scorre (panta rei).

Di admin

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2 commenti

  1. Articolo degno di nota e molto particolareggiato, io a sto punto avrei chiamato anche le IENE. Di certo l’avrà scritto Indro Montanelli…

    • Gennaro Castellitto

      Non capisco l’affermazione: ironica? Saccente? Altro? L’articolo dice la verità, ma si sa, nell’era dell’inganno universale, per riprendere George Orwell, dire la verità è un atto rivoluzionario. Campobasso è il marasma fatto città: non una regola, non un costrutto, non una visione. E ci ostiniamo ancora a definirlo capoluogo regionale…

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