La galassia UGC 12158 vista da Hubble

La galassia catturata in questa immagine, chiamata UGC 12158, non è certo timida: questa splendida galassia a spirale mette il suo volto sull’Advanced Camera for Surveys della NASA/ESA Hubble Survey, rivelando la sua struttura nei minimi dettagli. UGC 12158 è un eccellente esempio di galassia a spirale stretta nella sequenza di Hubble, un grafico utilizzato per classificare le galassie in base alle loro forme. Le spirali barrate, come suggerisce il nome, presentano spettacolari braccia circolari di stelle che emergono da un centro a forma di barra. Tali strutture a nastro sono comuni, si trovano in circa i due terzi delle galassie a spirale, e si pensa che fungano da imbuto per incanalare il gas nei centri delle loro galassie dove si accumula per formare le stelle appena nate. Queste non sono strutture permanenti: gli astronomi pensano che si disperdano lentamente nel tempo, in modo che le galassie alla fine si evolvano in spirali regolari. L’aspetto della galassia cambia poco nel corso di milioni di anni, ma questa immagine contiene anche un’interferenza affascinante e di breve durata: la brillante stella blu appena sotto ea sinistra del centro della galassia è molto diversa dalle molte stelle in primo piano viste nell’immagine. In realtà è una supernova all’interno di UGC 12158 e ben oltre le stelle della Via Lattea nel campo – a una distanza di circa 400 milioni di anni luce! Questo starburst, chiamato SN 2004ef, è stato individuato per la prima volta da due astronomi dilettanti britannici nel settembre 2004 ei dati di Hubble mostrati qui fanno parte delle osservazioni di follow-up. Questa immagine è stata creata da immagini scattate con il Wide Field Channel della Hubble Advanced Camera for Surveys. Le immagini sono state incorporate con un filtro blu (F475W, colorato in blu), giallo (F606W, colorato in verde) e rosso (F814W, colorato in rosso) che isola la luce dall’idrogeno incandescente (F658W, anch’esso colorato in rosso). I tempi di esposizione sono stati rispettivamente di 1160 sec, 700 sec, 700 sec e 1200 sec. Il campo visivo è di circa 2,3 minuti d’arco.

La galassia catturata in questa immagine, chiamata UGC 12158, non è certo timida: questa splendida galassia a spirale mette il suo volto sull’Advanced Camera for Surveys della NASA/ESA Hubble Survey, rivelando la sua struttura nei minimi dettagli.

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UGC 12158 è un eccellente esempio di galassia a spirale stretta nella sequenza di Hubble, un grafico utilizzato per classificare le galassie in base alle loro forme. Le spirali barrate, come suggerisce il nome, presentano spettacolari braccia circolari di stelle che emergono da un centro a forma di barra. Tali strutture a nastro sono comuni, si trovano in circa i due terzi delle galassie a spirale, e si pensa che fungano da imbuto per incanalare il gas nei centri delle loro galassie dove si accumula per formare le stelle appena nate. Queste non sono strutture permanenti: gli astronomi pensano che si disperdano lentamente nel tempo, in modo che le galassie alla fine si evolvano in spirali regolari.

L’aspetto della galassia cambia poco nel corso di milioni di anni, ma questa immagine contiene anche un’interferenza affascinante e di breve durata: la brillante stella blu appena sotto ea sinistra del centro della galassia è molto diversa dalle molte stelle in primo piano viste nell’immagine. In realtà è una supernova all’interno di UGC 12158 e ben oltre le stelle della Via Lattea nel campo – a una distanza di circa 400 milioni di anni luce! Questo starburst, chiamato SN 2004ef, è stato individuato per la prima volta da due astronomi dilettanti britannici nel settembre 2004 ei dati di Hubble mostrati qui fanno parte delle osservazioni successive.

Questa immagine è stata creata da immagini scattate con il Wide Field Channel della Hubble Advanced Camera for Surveys. Le immagini sono state incorporate con un filtro blu (F475W, colorato in blu), giallo (F606W, colorato in verde) e rosso (F814W, colorato in rosso) che isola la luce dall’idrogeno incandescente (F658W, anch’esso colorato in rosso). I tempi di esposizione sono stati rispettivamente di 1160 sec, 700 sec, 700 sec e 1200 sec. Il campo visivo è di circa 2,3 minuti d’arco.

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Credito: ESA/Hubble e NASA immagine più grande

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