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La crociata sanitaria di Michele Iorio. La pusillanimità politica di matrice molisana alla prova del fuoco

“Voce dal sen fuggita”: forte, incisiva, eclatante. Appartiene al consigliere regionale di maggioranza Michele Iorio che del Molise è stato per oltre un decennio il presidente della giunta regionale e il commissario ad acta alla sanità. Le cose che dice hanno un retroterra di verità, sebbene la polemica e il contrasto politici spesso ne riducono la portata e, per alcuni altri versi, la credibilità. Crediamo non sia il caso di cui diciamo, cioè della “voce”che gli è uscita dal petto con una perentorietà  che non conoscevamo prima d’ora, segno che la discesa al ruolo di consigliere lo ha sollevato dalle remore  del “politicamente corretto”, e gli consente di aprire il ventaglio delle scelte programmatiche e delle valutazioni politiche là dove il tatticismo e l’opportunismo in altre occasioni glielo avrebbero impedito. Sta di fatto che, sebbene il frastuono della campagna elettorale prevalga sulle reti televisive e su tutti gli altri mezzi di comunicazione di massa, la sortita di questi giorni sulla condizione della sanità pubblica nel Molise ha davvero un carattere, un tono e un contenuto straordinari. La gravità in cui versano i servizi sanitari, gli ospedali nella loro complessità ha raggiunto un livello di estrema pericolosità e l’aperta violazione del diritto costituzionale alla salute. Iorio dixit: “In un momento in cui c’è carenza di personale negli ospedali molisani lo Stato italiano cosa fa? Si sdoppia: perché il Parlamento cerca di risolvere il problema approvando lo sblocco del turn over e il Tavolo Tecnico del Ministero delle Finanze e della Salute lo blocca. E’ inconcepibile, inaccettabile che la nostra ultima speranza, ora, resti il decreto Calabria. Se ci sarà. Con la sanità siamo arrivati ormai all’inverosimile: chiudono i reparti, i cittadini non sanno più dove e come curarsi, e il Tavolo Tecnico sembra stare lì per peggiorare la situazione. Basti pensare ai criteri adottati dai tecnici della salute pubblica per la misurazione dei  Livelli essenziali d’assistenza (Lea). Oggi non sono più valutati in base alle prestazioni che il Servizio sanitario nazionale (Ssn) è tenuto a fornire a tutti i cittadini. Oggi i Lea vertono su parametri tecnico/burocratici che nulla hanno a che fare con i servizi al cittadino”.  Ebbene, a mali estremi, estremi rimedi: lo scontro istituzionale col Governo di Roma, col tavolo tecnico e con la burocrazia. Iorio che veste i panni del  “vendicatore” delle ingiustizie, dei soprusi, della “barbaria burocratica” è quello che non  t’aspetti. Soprattutto non t’aspetti che valichi i confini dell’appartenenza politica ed apra all’unitarietà, al mettiamoci insieme, alla chiamata alle armi in difesa dei diritti sanitari violati e resi catastrofici ai molisani sotto il profilo dell’assistenza e  della cura: “Credo sia arrivato il momento di mettere insieme tutte le nostre forze, dai partiti di destra a quelli di sinistra passando per il Movimento cinque stelle Molise e dar vita ad una class action coinvolgendo tutti i cittadini. Non c’è rimasto altro tempo, ne abbiamo perso fin troppo”. Negli annali molisani non abbiamo memoria di una convocazione popolare alla crociata da parte di un’esponente politico parlamentare e regionale, abituati costoro ad acquattarsi di fronte a ogni assunzione di responsabilità al di fuori di quella per difendere se stessi e i rispettivi interessi. Siamo di fronte dunque a qualcosa d’inedito.  Iorio infatti sa bene che la maggioranza regionale non ha la forza, l’autorità, la credibilità, la voglia di battersi senza infingimenti contro chiunque stia violando il diritto alla salute di noialtri, all’affossamento della sanità pubblica mentre quella privata lievita e si espande, alla mortificazione e alla marginalizzazione della ventesima regione italiana nel contesto istituzionale nazionale. Lo sa, e cerca di spronarla. La causa è giusta. Il motivatore opportuno. Tutto lascerebbe credere che un moto di orgoglio sia legittimo e necessario da parte degli apparati politici, partitici, associazionisti. Tutto lascia credere invece che anche in questa circostanza la pusillanimità politica di matrice molisana (a meno di una clamorosa smentita) lascerà cadere nel vuoto l’appello, la sanità e il Molise nella peste.

Dardo

 

Di admin

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Un Commento

  1. Peccato che l’ex Presidente Iorio in tanti anni di governo e di responsabilità diretta sulla sanità non si sia accorto prima dello sfascio che è riuscito a creare. Peccato che non ha voluto ascoltare anche le persone a lui vicine (per appartenenza politica e per aver contribuito pesantemente ai suoi successi) che da tempo gli avevano suggerito di mettere mano ad una riorganizzazione e ad un taglio degli sprechi e delle clientele e baronie

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