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La birra, questa conosciuta! Una proposta di legge regionale vuole valorizzarla come prodotto artigianale Doc

Stando alle statistiche, noi molisani, da buoni bevitori di birra potremmo passare a bravi produttori. Potrebbe essere questo infatti il passaggio di categoria qualora la proposta di legge regionale presentata dai consiglieri Antonio Tedeschi, Filomena Calenda e Nicola Eugenio Romagnuolo verrà approvata e fatta propria dal consiglio regionale. La proposta è stata titolata così: “Disciplina, regolamentazione e valorizzazione dei prodotti e delle attività dei produttori di birra artigianale del Molise attraverso la creazione di un marchio regionale”. Birra molisana, dunque, con tanto di marchio d’origine controllata. Ai tre consiglieri regionali l’impulso a formularla pare sia disceso interpretando e approfondendo i dati sul consumo della birra in Italia e nel Molise. Dal 2012 al 2017 in Italia i produttori di birra artigianale sono aumentati del 142 per cento: cifra notevole e dai notevoli riflessi economici: i settori produttivi crescono solo se la produzione viene assorbita dal mercato e acquistata. Se il dato nazionale è notevole, quello molisano per lo stesso periodo 2102/2017 è straordinario. I produttori di birra artigianale sono aumentati del 400 per cento: record italiano. Sull’abbrivo di questo elemento, la proposta di Tedeschi, Calenda e Romagnuolo (Nicola) appare logica e pertinente. All’aumento della produzione si vuole opportunamente associare un provvedimento legislativo che lo disciplini, lo regolarizzi, e lo valorizzi, evitando che, finendo in una forma autarchica di sviluppo, finisca per disgregarsi e per esaurirsi. La legge regionale ipotizzata avrebbe pertanto il primario interesse di dare certezze ai produttori e un marchio di originalità al prodotto, per meglio collocarlo sul mercato. In quest’ottica, infatti, la proposta di legge, all’articolo 1, prevede che la Regione, nell’ambito della promozione delle attività produttive ed alimentari, favorisca le attività di tutela della produzione birraria artigianale molisana mediante un’attenta valorizzazione delle materie prime e della professionalità degli operatori e, comunque, attraverso l’individuazione e la codificazione dei metodi classici di trasformazione. Un argine, a ben capire, alla eventualità che fossero l’improvvisazione e la carenza di professionalità a prevalere. Alla lettera N, del comma 2, dell’articolo 2, è prevista l’istituzione di un marchio che identifichi minuziosamente e compiutamente sia i prodotti utilizzati che i produttori della Birra Artigianale Molisana, cui far seguito con la creazione e l’istituzione dell’Albo dei Birrifici artigianali molisani. Tutto ciò sarebbe un modo corretto di garantire ciò che si vuole venga commercializzato, ossia la “Birra Artigianale Molisana” quale prodotto il cui ciclo produttivo e lo svolgimento di una parte della fermentazione nel contenitore in cui è immesso al consumo finale siano svolti all’interno del Molise, caratterizzati dal divieto della presenza di conservanti e coloranti, nonché dalla condizione che dopo la fermentazione il prodotto non subisca processi di pastorizzazione, filtrazione o faccende similari. Infine, per “Birrificio artigianale molisano”, si debba intendere quell’impresa che svolge l’intero ciclo di produzione della birra (dalla selezione delle materie prime alla commercializzazione) prevalentemente nel territorio regionale. Quel “prevalentemente” inserito nella proposta di legge suona molto male all’orecchio di chi ritiene che un prodotto doc debba essere non “prevalentemente” ma “debitamente” svolto nel territorio regionale. O no!
Dardo

Di admin

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