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Improvvisa resipiscenza politica e programmatica regionale, generata dal consiglio e dalla commissione presieduta da Iorio. Vabbene l’Ittierre, ma Gam e Zuccherificio?

“Assicurare la continuità della mobilità in deroga per il 2019 ai 277 lavoratori ex Ittierre e al contempo rivedere il Piano regionale delle politiche attive del lavoro per sviluppare l’occupazione ”. E’ la sintesi cui è pervenuta la seconda commissione permanente della Regione Molise presieduta da Michele Iorio a conclusione del lavoro di approfondimento della vicenda Ittierre. La decisione definitiva spetta al consiglio regionale. Non dovrebbero esserci sorprese. E’ stato il consiglio, infatti, su proposta di Iorio, ad affidare alla commissione di indicare le soluzioni praticabili per ridare all’azienda e al personale un futuro produttivo e occupazionale. La commissione ha svolto il compito con notevole (e apprezzabile) sollecitudine non estranea, certamente, alla capacità di Iorio di tenerla coesa perché desse una dimostrazione di efficienza in rapporto alla gravità del problema e alla necessità di dedicarvi impegno e competenza così come lo hanno dimostrato concretamente i componenti Scarabeo, Aida Romagnuolo, Facciolla e Nola. Sicché, per l’azienda di Pettoranello che, non dimentichiamo, ha goduto momenti di notorietà nel campo dell’abbigliamento, pare dunque dischiudersi un barlume di ripresa e, per i lavoratori, il mantenimento della mobilità in deroga, in attesa che l’aggiornamento (in senso dinamico) del Piano regionale di sviluppo ricollochi l’Ittierre sul mercato e ritrovi il lato migliore del suo passato. La Regione dispone di 7 milioni di euro per gli ammortizzatori sociali, e con quelle risorse ha la possibilità di coprire la quota finanziaria necessaria per assicurare la prosecuzione della mobilità in deroga per il 2019. La Regione ha anche un altro impegno da onorare, decisivo per le sorti dell’azienda e dei lavoratori, che la costringe a modificare, integrare, razionalizzare, aggiornare il Piano regionale delle politiche attive con i fondi destinati alla manovra di bilancio del Governo e qualora questa strada non fosse praticabile, costringersi a intervenire con le risorse non spese del Fondo sociale europeo (Fse) e del Programma operativo regionale (Por). Questa che stiamo descrivendo è una storia che può rivelarsi emblematica nel corso delle iniziative approntate e finanziate per risollevare l’economia molisana. Ciò ch’è stato deciso e fatto per l’Ittierre da parte del consiglio e della commissione regionali non può non essere ripetuto in favore della Gam e dello Zuccherificio. Diversamente, sarebbe una grave discriminazione politica, programmatica ed economica e un affronto alle centinaia di lavoratori finiti alcuni in cassa integrazione e altri sul lastrico. Che sia stata l’Ittiere a essere preferita alle altre nella ricerca di un intervento a sostegno, probabilmente deriva dalla circostanza che Michele Iorio, essendo d’Isernia, sia più direttamente coinvolto, maggiormente dotato di elementi di valutazione e forse anche di maggiori scelte risolutive. Non di meno Iorio e la commissione che presiede, ancorché il consiglio regionale, hanno il dovere di porsi di fronte alla vicende della Gam e dello Zuccherificio con la stessa determinazione amministrativa, la stessa volontà politica, la stessa competenza facendo tesoro delle analisi e degli approfondimenti svolti sull’Ittierre per reiterarli a favore della riemersione produttiva e occupazionale della Gam, in particolare, e dello Zuccherificio quest’ultimo anche in una dimensione e in una prospettiva di diversa natura e destinazione. Come accennato, siamo di fronte ad un’improvvisa resipiscenza politica e programmatica regionale, generata dal consiglio e dalla commissione Iorio nel momento in cui si sono riappropriati delle rispettive prerogative istituzionali e statutarie mettendo contestualmente in risalto la lentezza, l’indecisionismo, il traccheggiamento e l’ondeggiamento dell’esecutivo e della presidenza, soprattutto sugli indirizzi programmatici e operativi da definire e da avviare nell’ambito dell’area di crisi industriale complessa che va da Boiano a Venafro.
Dardo

Di admin

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