Home / Politica / Il turismo, quello vero, fonda sulla ricettività, la qualità dell’accoglienza, la professionalità degli operatori, la viabilità, il trasporto. Dietro i titoli cubitali di giornali e televisioni locali, di turisticamente valido c’è poco o nulla

Il turismo, quello vero, fonda sulla ricettività, la qualità dell’accoglienza, la professionalità degli operatori, la viabilità, il trasporto. Dietro i titoli cubitali di giornali e televisioni locali, di turisticamente valido c’è poco o nulla

Titoli cubitali ed enfatici sulle pagine dei giornali e dei telegiornali locali elogiativi fino al paradosso descritto e sottoscritto, secondo cui il cartellone turistico-culturale allestito dalla Regione e reso pubblico nel corso della conferenza stampa del presidente Toma e dell’assessore al ramo, Cotugno, abbia valore e valenza nazionale, sono il sintomo della leggerezza con cui viene trattata la materia turistica. D’accordo, siamo nel tempo delle iperboli, delle esagerazioni, delle esasperazioni avendo perso il senso della misura, ma il troppo storpia. Nessuno che abbia rilevato la sfasatura temporale del cartellone. Presentarlo quasi a metà luglio è un’operazione di facciata, un modo di salire in cattedra e mostrarsi da parte dei regionali, non certo una mossa strategica razionale. I cartelloni turistici, infatti, vanno ampiamente anticipati nella comunicazione e pubblicizzati volendo immaginare di raggiungere e motivare gli eventuali turisti, gli eventuali partecipanti alle kermesse, ai simposi, alle feste, alle sagre, ai teatri e alle proiezioni cinematografiche nei luoghi di valore ambientale, storico, archeologico di cui il Molise da decenni ne fa oggetto di supporto con la loro statica rappresentazione. Quindi il primo inciampo di una iniziativa che sa di affannato affastellamento di proposte, le più varie (anche divergenti), che nel cartellone così pomposamente comunicato trovano cittadinanza, compensazione (territoriale, politica e culturale): un po’ di spazio a tutti per la più facile e comoda unanimità. Il coro degli elogi infatti conferma. In contemporanea con la presentazione del cartellone turistico-culturale della Regione è stato annunciato anche l’ingresso della Camera di Commercio del Molise tra i protagonisti istituzionali che sanno quanto sia accattivante e ripagante occuparsi di turismo, farne una ragion d’essere meritocratica, una conquista di apprezzamenti, felicitazioni e complimenti. La giostra turistica non ha limiti di tempo, di modi, di espressioni. La Camera di Commercio è andata sul sicuro, occupandosi dei siti archeoligici e documentali del Molise, rimestandone la storia e le immagini. Prendiamo gli scavi di Saepinum. Sono decenni che promuovono titoli scientifici, giornalistici, e cronaca spicciola. Eppure si continua a riproporli in nuove brochure, volumetti, sintesi e foglietti: tutto fa brodo. Anche se ormai è brodo rifatto. C’è la convinzione che questo sia il modo, il modello, lo stile utile e intelligente di fare, di promuovere, di creare turismo. Mentre basterebbe analizzare i dati statistici che, quando non hanno il segno meno, a stento pareggiano, rarissimamente hanno il segno più, per rendersi conto che siamo sulla strada sbagliata, che le iniziative turistico-culturali così affastellate sono solo in favore dei molisani residenti e dei molisani di ritorno perché, non avendo varcato mai i confini della comunicazione e della pubblicità regionali, e mai diffuse in maniera tale da raggiungere in tempo utile i circuiti nazionali quantomeno, da quegli stessi circuiti sono bellamente ignorate. Questa è storia che si ripete regolarmente ogni anno. E l’anno di grazia 2019 sotto il segno di Toma e Cotugno non fa differenza. Rimangono le parole, i sorrisi, gli auspici, le felicitazioni, le approvazioni delle platee convocate. Un girotondo consolidato, abile a reggersi ma del tutto distratto nell’andare poi a verificare, dati alla mano, l’incidenza concreta di tanto darsi da fare, di cartellonare, di pubblicizzare programmi e iniziative turistico-culturali. Andassero a verificare, si accorgerebbero che gli arrivi e le presenze turistici sono da prefisso telefonico. D’altronde la Regione Molise, titolare della programmazione turistica e culturale, continua imperterrita a disinteressarsi della ricettività (alberghi, centri turistici, camping e ogni altra formula d’accoglienza), della professionalità degli operatori turistici, dei mezzi di trasporto, della viabilità. Il turismo, quello vero, fonda su questi elementi oltre che sulle attrazioni specifiche dei luoghi e dei territori. E’ impensabile, infatti, che i turisti richiamati dal cartellone estivo della Regione, o dalle pubblicazioni turistiche della Camera di Commercio, si avventurino sul treno Roma-Campobasso, Bari-Campobasso, Venezia- Campobasso, Napoli- Campobasso (vere e proprie tradotte militari), oppure si avventurino sulle strade presuntamente a scorrimento veloce (le sedicenti Fondovalli), statali, provinciali e comunali di cui è notoria la inadeguatezza e la pericolosità. Ma un titolo a nove colonne, una telecamera puntata, un microfono alla bocca, una conferenza stampa affollata sono sufficienti ad appagare i protagonisti, a giustificare la spesa e a far credere che il Molise possa essere un’eccellenza del turismo italiano.
Dardo

Di admin

Potrebbe Interessarti

Fontana: lavori pubblica utilità, quali i criteri?

“Qualche giorno – spiega il consigliere regionale Valerio Fontana – fa abbiamo ricevuto risposta formale …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *