Home / Politica / “IL TEMPO È FUGGITO TANTO VELOCEMENTE CHE L’ANIMO NON È RIUSCITO A INVECCHIARE”… (DAL DESERTO DEI TARTARI)

“IL TEMPO È FUGGITO TANTO VELOCEMENTE CHE L’ANIMO NON È RIUSCITO A INVECCHIARE”… (DAL DESERTO DEI TARTARI)

di Massimo Dalla Torre

prendiamo spunto dalla cronaca riportata sulla stampa locale all’indomani delle sedute fiume nei palazzi del potere politico dove non mancano spesso e volentieri le contestazioni da parte di chi giustamente rivendica la propria identità e noi aggiungiamo anche la dignità. Cronache che potremo chiosare citando il “deserto dei Tartari”. Romanzo emblema di Dino Buzzati, da cui è stato tratto un film magistralmente interpretato da Jaques Periin, Jean-Louis Trintignant, Vittorio Gassman e Max Von Sidows, tanto per citare alcuni nomi eccellenti che compaiono nella pellicola, in cui il giovane tenente Drogo appartenente ad una famiglia nobile russa per fare esperienza militare viene inviato agli avamposti dell’impero dello zar in attesa di un possibile attacco dei Tartari, che sul finire della pellicola, arrivano per invadere la Russia, mentre il giovane tenente malato e disilluso si lascia alle spalle le aspettative ma soprattutto lo sfacelo di una sistema legato a stereotipisti inutili e incomprensibili che, però sono la consuetudine per l’epoca. Una situazione che potremmo paragonare a quanto accade nel Molise, sottospecie di fortezza Bastiani in cui molti sono quelli che attendono qualche cosa che non arriverà mai perché è una realtà che non offre né prospettive e tanto meno attese. Una realtà che sconcerta sotto tutti i punti di vista specialmente chi ci rimette di tasca propria e dopo anni di attesa assiste alla concessione di benefici assolutamente fuori luogo in favore di chi falsamente dice di fare il bene della Regione. Benefici, senza parlare delle elargizioni che derivano da un “sistema anomalo” che declassa ancora di più la ventesima regione dello stivale. Una realtà in cui più passano i giorni più s’inaridisce a causa dell’attuazione di una politica improntata esclusivamente alla coltivazione del “proprio orto” che serve unicamente all’arricchimento di pochi anzi pochissimi che appartengono al cosiddetto “circolo Pickwick locale”. Una realtà dove la crescita è inesistente. Ecco perché le considerazioni della gente comune che si rivolge direttamente ai vertici del Palazzo devono far riflettere… nel Molise non c’è nulla se non l’ignavia… Perché ingoiate le polemiche, gli scandali, le critiche che arrivano dalla società civile e dall’opinione pubblica? Perché non rispondete e soprattutto non dite faremo questo in questo tempo”? È incredibile, nonostante le sconfitte non è cambiato nulla. Siamo nella prospettiva peggioreConsiderazioni che calzano con il libro di Buzzati con una sola differenza che i Tartari difficilmente si faranno vedere all’orizzonte perché il Molise non offre alcun orizzonte da scrutare.

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