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Il popolo dimentica e i politici ne approfittano. Milioni di euro inghiottiti da opere pubbliche senza scopo, incomplete o inutilizzate

Viviamo unicamente il presente. Del passato, anche prossimo, non abbiamo memoria. Cose accadute ieri già oggi sono dimenticate. La politica è poi maestra nell’assecondare questa disfunzione della memoria per imporre se stessa unicamente al presente. Il rimbambimento generale è il coperchio che consente a gente che ieri ha detto o fatto una fesseria di poterne dire e farne altre oggi perché le precedenti sono già nel dimenticatoio; a gente che ieri era di destra essere oggi di sinistra e viceversa. Ed è grazie a questo oscuramento mnemonico, a questo festival di parole buttate al vento, a questa epifania delle vacuità che molta gente si consente di stare in palcoscenico a fare l’imbonitore. Grazie a questo generale disinteresse per ciò ch’è stato, per ciò ch’è stato detto ed è stato fatto,  che una miriade di errori, di scelte programmatiche, di decisioni prese e mai realizzate, non appartengono al cittadino, all’elettore, alla pubblica opinione: eclissati: Eppure sono errori, scelte programmatiche e decisioni che hanno mandato in frantumi legittime aspettative,  opere pubbliche, servizi alla collettività. Che hanno causato danni incalcolabili all’erario, e  nei confronti di coloro che li hanno generati  sarebbe stato opportuno quantomeno un addebito di responsabilità, un rinfaccio, una contestazione, un’accusa;  invece tutto è passato in cavalleria, i fatti e le circostanze  non hanno raggiunto né si sono attestati sulla scrivania di un giudice della Corte dei conti, di un giudice civile e/o penale, di qualcuno, insomma,  abilitato a difendere il sempre più evanescente “interesse pubblico” e a combattere “lo spreco di denaro pubblico”. Corrispondendo alla necessità di non assecondare questo andazzo, questo distacco dal passato, ci permettiamo pertanto di chiedere agli amministratori regionali e a quelli comunali  a che punto sono i lavori della Metropolitana leggera Matrice-Boiano per realizzare la quale sono stati stornati 23 milioni di euro dai fondi destinati alla viabilità a scorrimento veloce e alle strade interne; vanno avanti, vengono rispettati i tempi dell’appalto, sono certi e certificati  i benefici che sono stati annunciati alla mobilità delle merci e delle persone? Perché, in base a quale esigenza, a quale necessità impellente e indifferibile sono stati spesi centinaia di migliaia di euro per progettare un nuovo Tribunale a Campobasso, individuato il sito dove costruirlo, pagate le parcelle ai progettisti e della realizzazione non se ne è parlato più? Non ne parlano gli amministratori comunali epperò  nemmeno i magistrati cui il nuovo Tribunale era destinato per rendere l’alto esercizio delle loro funzioni in ambienti funzionali e dignitosi. Sono, si o no, soldi pubblici finiti unicamente in tasche private? Disturbiamo la serenità di qualcuno se chiediamo del milione e 300mila euro dei fondi regionali 2008 stanziati per il sottopassaggio pedonale di Via Mazzini la cui complessità ha richiesto finanche la consulenza della Essen Italia a suon di altre migliaia e migliaia di euro, e perché a distanza di 11 anni è ancora un’opera incompleta e inutilizzata? Disturbiamo se chiediamo come sia stato possibile ottenere un finanziamento regionale di 11 milioni di euro per costruire un tunnel di collegamento del terminale delle autocorriere con via S. Antonio dei Lazzari, appaltare i lavori e accorgersi che lo stanziamento era insufficiente e l’opera praticamente irrealizzabile? Siamo nel 2008 e ancora una volta, a distanza di 11 anni, non siamo nella condizione di informare i lettori a cosa sono stati destinati quei milioni faticosamente recuperati e se sono stati in parte o in tutto utilizzati? Dove sono andati a finire  gli euro destinati al recupero ambientale dello Scarafone per farne un parco pubblico? Dove sono andati, e a chi, gli stanziamenti per l’Interporto di Termoli? I milioni di euro pubblici e privati per l’Autostrada del Molise? La ex centrale del latte e il frigo macello sono strutture pubbliche in disfacimento ed è mai possibile, e lecito, che nessuno ne rivendichi la titolarità e indichi le cause e le ragioni per cui si sono lasciate deperire miseramente? E della Cittadella dell’Economia di Selvapiana ( 6 miliardi di lire a carico dell’erario) non è il caso che se ne parli e si discuta e si sappia a quale turpe destino è indirizzata? E dei 5 miliardi di lire sborsati dalla Regione nel 1985 al Comune di Campobasso per l’acquisto dell’area direzionale del già campo sportivo Romagnoli e dei 50mila euro per ristorare i primi 3 classificati del concorso d’idee lanciato dal già presidente della giunta regionale Paolo di Laura Frattura per la nuova sede regionale su quell’area, non sarebbe il caso di metterli sul piatto della bilancia della giustizia contabile e penale, visto che della sede si sono perse le tracce e la Regione continua a pagare milioni di euro di fitti passivi per gli uffici dei vari assessorati? Che dire poi della seconda piscina comunale di Colle dell’Orso costata oltre due miliardi di lire e lasciata all’insulto del tempo, resa ormai un rudere, sommersa e circondata di sterpaglie, dove proliferano rettili, ratti, rospi e rane?  Chi ha deciso che finisse in quel modo, e perché? Per motivo di spazio ci fermiamo qui, ma di fatti e misfatti tecnici e amministrativi che la dissennata politica molisana ha disseminato sul territorio di cui non si hanno notizie, non vengono chieste notizie, non si aprono indagini, non hanno destinatari e, soprattutto, non hanno addebiti da far valere, ce ne sono in quantità industriale. Le domande che abbiamo poste e che potremmo ulteriormente porre sono pleonastiche. Siamo consapevoli. Come siamo consapevoli che la memoria collettiva è volatilizzata, con sommo gaudio e sollazzo di chi s’è divertito a dilapidare i soldi pubblici, a creare vantaggi privati e danni pubblici, e a non dover rendere conto ad alcuno.  E’ il Molise, bellezza!

Dardo

Di admin

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