Home / Politica / Il non ci vergogniamo più di niente

Il non ci vergogniamo più di niente

L’interesse sociale e culturale, ed anche politico, a ben vedere e riflettere,  che ruota intorno alla presentazione e illustrazione, in Italia, del libro “Storia segreta della ‘Ndrangheta ” del procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, e dello scrittore italo-americano Antonio Nicaso, nel Molise, a Campobasso, ha trovato la sua più assurda e avvilente mortificazione.  Non certo addebitabile alla Sezione molisana dell’Anpi (Associazione nazionale dei partigiani d’Italia) e del suo rappresentante Michele Petraroia, cui va il merito di aver portato l’evento nel capoluogo regionale, quanto, invece, alla scarsa qualità dell’accoglienza che nell’occasione ha reso palese come sia intollerabile l’assenza di una cultura che sappia distinguere i livelli  rappresentativi e, quindi, preservarli da inaccettabili mortificazioni. Come quella che diciamo,  che ha visto Gratteri e Nicaso illustrare e discutere della loro opera indagativa sul fenomeno più vasto e pericoloso della malavita organizzata,  nell’angustia e nella desolazione catacombale dell’oratorio della chiesa di Sant’Antonio di Padova, in Via Principe di Piemonte. Luogo e ambiente perfettamente aderenti alla destinazione oratoriale ma del tutto inadeguati e impropri per una manifestazione della portata, dell’importanza e dell’interesse storici che  sono propri e indiscutibili  dell’opera di Gratteri e Nicaso. Tant’è che dovunque vengono accolti dalle istituzioni e dall’intelligenza locali, e ospitati nelle aule magne universitarie e/o nelle aule consiliari: la simbologia ha un suo preciso connotato e  significato a sostegno di quella si va dimostrando la rendicontazione storica più approfondita e dettagliata, dalle origini ai nostri giorni, della ‘Ndrangheta (“Se un tempo i suoi affiliati andavano a dorso di mulo, rubavano polli e vacche, e l’unica risorsa di cui disponevano era la violenza, oggi la ‘ndrangheta è l’organizzazione criminale più ricca e più potente al mondo, con un fatturato annuo di diverse decine di miliardi di euro, in gran parte provenienti dal traffico internazionale di cocaina ed è enorme la capacità di stringere relazioni con il potere”).  A Campobasso le istituzioni non hanno avuto titolo da attribuirsi, essendo state estranee per evidente carenza di sensibilità e attenzione ai fenomeni degenerativi e inquinanti della società civile (nel Molise ciò che interessa e si discute sono la mancata nomina del commissario ad acta alla sanità, le poltrone  e le prebende da attribuire) e, nella fattispecie, estranee per carenza di sensibilità e attenzione  al magistrato più esposto nella lotta alla ‘ndrangheta (vive sotto scorta dal 1989), e  allo storico delle organizzazioni criminali, nonché uno dei massimi esperti di ‘ndrangheta nel mondo, Antonio Nicaso (insegna, tra l’altro, storia sociale della criminalità organizzata alla Queen’s University). A Campobasso anche l’università del Molise non ha avuto titolo da esibire, a differenza di tante altre università che dell’opera di Gratteri e Nicosa ne hanno fatto e ne stanno facendo un notevole capitolo scientifico/culturale per la popolazione universitaria, prima destinataria del messaggio allarmato e allarmistico che viene dalla lettura del libro.  Se ne sono occupati invece, meritoriamente, la Sezione Molisana dell’Anpi, e Michele Petraroia del quale sono ancora rintracciabili i segni di una militanza politica particolarmente attenta ai fenomeni sociali.  Grazie all’Anpi, dunque, e a Petraroia, sebbene costretti ad ospitare nelle peggiori condizioni possibili, il Molise si iscrive all’elenco delle realtà italiane in cui  s’è potuto incontrare gli autori del best-seller, e della  ‘ndrangheta saperne di più: “Mostruoso animale giurassico che non si estingue, perché sono ancora in tanti a proteggerlo, a tutelarlo e a legittimarlo”. Le istituzioni regionali e locali, mancando clamorosamente  l’occasione di farne una tema d’interesse generale.

Dardo

Di admin

Potrebbe Interessarti

Michele Iorio e Aida Romagnuolo a Toma: Sul Piano regionale del Turismo dato a Sviluppo Italia Molise bisogna eliminare dubbi e perplessità di ogni genere

Dei suggerimenti di Michele Iorio, che della Regione conosce le pieghe più recondite per essere …

2 commenti

  1. L’assenza del presidente della regione e di chi fa parte dell’entourage amministrativa regionale è stata indubbiamente gravissima, ma sull’ubicazione della conferenza starei attenta a fare riflessioni affrettate: signori, stiamo parlando del principale giudice antimafia dell’ultimo ventennio. Che significa? Semplicemente che non si può pensare di ospitare un personaggio del genere in un luogo pubblico come un teatro: pensate alla sicurezza! Suvvia, riflettiamoci. Grazie per questa opportunità che è stata data ad una città addormentata su tutto come Campobasso, e che tutti si ribellino a qualunque tipo di mafia, denunciandone i soprusi.

  2. Mariella Mastroberardino

    E’ vero, l’oratorio di Sant’Antonio di Padova è molto angusto per la portata dell’evento e della persona, però chissà che non sia stato scelto per questioni di sicurezza, come ha scritto la lettrice. Mi ha stupito tantissimo la mancanza attenzione data da due organi della carta stampata: un breve articolo e nessuna prima pagina (che poi è stata data in occasione della pagliacciata di Vladimir Luxuria & co. il 28 luglio). Se questa è informazione….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *