Home / Politica / Il consiglio regionale alla giunta e al presidente su Sanità e Lavoro. “Siete inadempienti”
cof

Il consiglio regionale alla giunta e al presidente su Sanità e Lavoro. “Siete inadempienti”

Il consiglio regionale del Molise recentemente impegnato in due sedute monotematiche, una sulla Sanità e l’altra sul Lavoro, ha consegnato alla cronaca molisana (non alla storia, ch’è tutt’altra cosa, e quella fin qui scritta afferma categoricamente che il Molise è l’ultima Regione italiana in ordine di tempo e sotto i profili economici, sociali e culturali) una inconfutabile verità: la giunta regionale e la presidenza sono inadempienti in entrambi i settori. Non ci voleva poi tanto a capirlo e ad ammetterlo. Il consiglio, autonomamente avrebbe potuto assumere iniziative volte a mettere la sveglia al presidente e all’esecutivo. Ne ha facoltà. Ma per esercitarla è necessario avere volontà, determinazione e responsabilità. Il consiglio invece si diletta e si sfinisce con gli ordini del giorno, le mozioni, le interrogazioni, che non sono altro che spazi dialettici finalizzati alla esaltazione dei singoli consiglieri o dei gruppi in chiave mediatica. Ha titolo per elaborare programmi e proposte, per accelerare i tempi di esecuzione, per arricchire il campo legislativo. Questione di uomini e di volontà politica. Gli uomini sono quelli che abbiamo (alcuni di prima nomina, dipendenti da chi li ha scelti, altri navigati e incontinenti voltagabbana); la volontà politica è sottomessa agli interessi di parte. Le due sedute monotematiche sono discese prevalentemente dalle pressioni esterne, soprattutto da parte dei sindacati cui non va però sottratta una fetta di responsabilità per essere rapsodici e non costanti nell’aggredire la politica dilatoria e inconsistente della giunta e del presidente in particolare. Alla critica comunque va aggiunto un merito di recentissima data: l’incisività della proposta della Cgil e dell’Uil di assemblare le forze per un’azione mirata a sostegno dello sviluppo attraverso l’utilizzazione delle risorse finanziarie, dei Patti e degli Accordi in atto col Governo centrale (ultimo, il provvedimento “disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione delle crisi aziendali”). Questa è dunque la presa d’atto del cronista a conclusione delle sedute consiliari sopra ricordate, da cui ha potuto accertare che sulla Sanità e sulle politiche attive del Lavoro la Regione Molise nel suo insieme, è imputata di fannullismo. Il termine può sembrare eccessivo, ma è la traduzione in sintesi delle affermazioni contenute nei documenti conclusivi cui è pervenuto meritoriamente all’unanimità il consiglio. Cioè, sono tutti d’accordo che s’è perso e si sta perdendo tempo, che c’erano molte cose da fare e non sono state fatte per aiutare a superare la crisi economica e l’emorragia occupazionale. Un anno perso, per dabbenaggine amministrativa. C’è forse una chiave di lettura e interpretativa differente da quella che abbiamo fin qui sintetizzato, allorché i consiglieri regionali, all’unanimità, impegnano “il presidente della Regione e la giunta regionale a dare attuazione (a dare attuazione vuol dire ch’è tutto pronto!- ndr) a quanto previsto nel Piano di riconversione e riqualificazione industriale, alle delibere 638/16 e 114/17, e nel Documento di economia e finanza regionale”? Il consiglio votando e approvando il testo finale dei lavori, ha rilevato che il Piano industriale è stato approvato e finanziato e andava sapientemente attuato; che la giunta ha adottato delibere di natura programmatica sia nel 2016 che nel 2017 senza darne seguito; che il Documento di economia e finanza è pienamente agibile. Bisogna quindi che si vada avanti. E anche sulle procedure, il consiglio non ha fatto altro che metterle in evidenza, chiarendo al colto e all’inclita chi deve agire e a chi vanno addebitate le colpe. Indiscutibilmente alla giunta regionale e alla presidenza. Per rimediare hanno un solo dovere: accelerare una attenta e puntale profilazione dei lavoratori (ovvero chi sono, cosa fanno, con quale qualifica –ndr) anche, ove possibile, attraverso la partenza del Sistema informativo del lavoro (Sil) per rispondere alle diverse esigenze personali e del mercato del lavoro; b) realizzare i lavori di utilità diffusa (ex Lavori di Pubblica Utilità), sbloccando il bando regionale con l’immediata attivazione della convenzione con l’Inps, appena sottoscritta e, ove possibile, correggendo alcuni dei parametri di cui agli indicatori Isee (la delibera 369/18 prevede lo stanziamento di 1,75 milioni di euro da impiegare immediatamente e 3,5 a regime, per ben 93 amministrazioni comunali richiedenti e 967 lavoratori occupabili e a valutare la possibilità di recuperare ulteriori risorse necessarie per dare completa copertura per circa 5/6 milioni di euro). Per la sola Gam significa sbloccare immediatamente circa 60 persone da impiegare nei lavori di utilità diffusa in base alla profilazione e ai fabbisogni espressi dai comuni. Al riguardo, vanno individuate priorità specifiche per gli ultracinquantenni con maggiori difficoltà. Seguono altre indicazioni e altre circostanziate sollecitazioni che per motivo di spazio siamo costretti a rinviare ad altra lettura, non senza aggiungere che il consiglio, all’unanimità, ha detto al presidente e agli assessori di porre in atto “le misure riguardanti le politiche del lavoro nel più breve tempo e comunque non oltre il mese di settembre”. Come tutti gli scolari insufficienti, sono stati dunque rimandati a settembre. Staremo a vedere.
Dardo

Di admin

Potrebbe Interessarti

#vengoconquestamiaadirvi

di Franco Di Biase In quel tempo esistevano le Regioni, le avevano concepite per creare …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *