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I FURBETTI DEL QUARTIERINO CREANO DISTONIE NELL’INFORMAZIONE LOCALE

di Massimo Dalla Torre

Nonostante l’inizio di giornata quella di domenica 23 prometteva bene soprattutto perché i Misteri sono la personificazione di Campobasso e dei campobassani, siamo costretti a tornare su di un argomento che ciclicamente e’ reale ossia: la scorrettezza nel giornalismo e’ quanto mai palese. Ci riferiamo a come e’ stata gestita nuovamente la visita, se pur in forma privata, di Luigi di Maio in occasione della festa più attesa dalla comunità locale. Che, il ministro Pentastellato in questi ultimi tempi, e’ sulla cresta dell’onda per una lunga serie di polemiche che lo contrappongono al leghista Salvini e’ fatto notorio, la cosa che invece lascia sconcertati e’ come viene gestito il rapporto con la stampa, almeno che non sia quella nazionale o quella che ha lo share più alto, che vede escluse regolarmente alcune testate che, nonostante ma soprattutto onestamente fanno il proprio lavoro, sono accantonate perché i cosiddetti furbetti del quartierino che, nel giornalismo locale non mancano mai, fanno di tutto pur di creare tensioni senza sapere che tutti abbiamo il diritto di informare la gente. Invece loro no, mettono in atto manovre che con il giornalismo non hanno nulla a che vedere e la cosa e’ resa ancora più grave e’ che chi dovrebbe organizzare l’area stampa: prima pretende accrediti con tanto di richiesta di documenti e poi si lava le mani per poi cercare di rabberciare la cosa con un contentino che non compensa le ore di attesa, due ore sotto il sole, con la gente che ti pressa e soprattutto guardati a vista dalle forze dell’ordine mentre gli amici degli amici degli amici accedono tranquillamente nel parterre precluso agli organi d’informazione ammessi solo per pochi istanti e non in grado di svolgere il proprio lavoro; ecco perché suggeriamo di fare una cosa: la prossima volta ignoriamo totalmente le visite istituzionali e private di qualsiasi colore solo così, i signori di palazzo si renderanno conto che noi senza di loro possiamo andare avanti loro invece senza noi no. Invito che però siamo certi non verrà accolto perché l’opportunismo regna e il menefreghismo domina specialmente in una regione come il Molise dove sono pochi a poter dire la loro e informare la gente che si accontenta di battere le mani a chi fino a qualche anno fa cercava di sbarcare il lunario alla buona e oggi non solo ha capito come si vive la vita ma svolge il ruolo di ago della bilancia che, se i presupposti sono quelli che sono sotto gli occhi di tutti, a breve vedrà l’Italia andare a rotoli, ma forse questa è fantasia di cronista inviso a molti.

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