Home / Politica / Governance d’Ateneo, Formazione professionale, offerta didattica, valorizzazione dei beni culturali e ambientali, delle biodiversità e delle tradizioni di valore storico-artistico. Ecco cosa cambierebbe nel rapporto tra l’Università e la Regione

Governance d’Ateneo, Formazione professionale, offerta didattica, valorizzazione dei beni culturali e ambientali, delle biodiversità e delle tradizioni di valore storico-artistico. Ecco cosa cambierebbe nel rapporto tra l’Università e la Regione

Bisogna dire grazie ai docenti universitari Raffaele Coppola, Enzo Di Nuoscio, Lucio Francario, Marco Marchetti e Giovanni Musci, per aver redatto e diffuso il manifesto programmatico posto alla base del dibattito e del confronto all’interno dell’università (e all’esterno) per il rinnovo del rettorato. Mai nessuno aveva illustrato così a fondo, e nel dettaglio, l’Istituto e, così a fondo e nel dettaglio, la necessità di rinnovarlo. Quel documento va pertanto considerato una comunicazione da cui il cittadino molisano, le istituzioni territoriali, le componenti produttive (Assindustria Molise – Confcommerio – Confartigianato …) e le rappresentative del mondo del lavoro (il sindacato) possono attingere notizie e suggerimenti per meglio rapportarsi con l’università e vicendevolmente rendersi protagonisti di una stagione che esalti i rispettivi ruoli e la capacità di integrarsi e interagire. Quella ipotizzata dai docenti è una università che si propone di cambiare: a cominciare  dal vertice e dalla governance di Ateneo. In che modo? Cosi: Mandato rettorale) -Riforma dello Statuto di Ateneo per ridurre il mandato a tre anni, rinnovabile per altri tre e impegno pubblico del prossimo rettore – eletto con il mandato di 6 anni- a dimettersi dopo tre anni, nonché a non candidarsi nel corso del mandato relativo, in occasione di elezioni politiche o amministrative; Autonomia dell’Ateneo) – Consolidamento dell’autonomia e dell’identità dell’università del Molise, scongiurando qualsiasi forma di subordinazione o di dipendenza rispetto a qualsiasi altro soggetto esterno (istituzioni o gruppi di interesse), disciplinando nel contempo forme di collaborazione con altri Atenei e centri di ricerca pubblici e privati nell’ottica dell’internazionalizzazione e della complementarità dell’offerta formativa e dell’azione di ricerca; Parità di genere) – Occorre rispettare nella formazione degli organismi di governo il principio della parità di genere;  Gestione condivisa) – Tavolo di consultazione permanente del rettore con i direttori dei dipartimenti e i delegati del rettore;  Trasparenza) –  Pubblicizzazione tempestiva e puntuale, con resoconti, delle deliberazioni del Senato accademico e del Consiglio di amministrazione. Un’università così organizzata diventa interlocutrice istituzionale particolarmente attraente e autorevole là dove,” libera da qualsiasi forma di subordinazione o di dipendenza rispetto a qualsiasi altro soggetto esterno (istituzioni o gruppi di interesse), propone  forme di collaborazione con altri Atenei e centri di ricerca pubblici e privati nell’ottica dell’internazionalizzazione e della complementarità dell’offerta formativa e dell’azione di ricerca. A tale proposito, la collaborazione tra università e Regione in tema di formazione professionale si rivela decisiva. Si tratta di un settore rilevante per ridefinire percorsi professionalizzanti a stretto ridosso del mercato”.  La Formazione è un ganglio vitale nel mondo del lavoro e così configurata esce dal dilettantismo regionale per approdare al professionismo universitario. Ciò vale anche per la Formazione umanistica e per la valorizzazione dei beni culturali e ambientali, delle biodiversità e delle tradizioni di valore storico-artistico. Infatti, nel documento firmato da Coppola, Di Nuoscio, Francario, Marchetti e Musci, è detto con chiarezza che “l’università del Molise è fortemente attrezzata su tutto il fronte della formazione umanistica e si può candidare a gestire non solo processi qualificati di formazione universitaria, ma anche azioni sinergiche con quelle delle Istituzioni regionali per assicurare un valore aggiunto ai processi di internazionalizzazione e per valorizzare (anche in collaborazione con associazioni qualificate) i giacimenti culturali regionali, i percorsi naturalistici, archeologici, turistico-religiosi, demoetnoantropologici, le biodiversità, i beni comuni (tra cui l’acqua, bene abbondante in origine, ma prezioso in una regione, come il Molise, che si è resa tributaria di rifornimenti anche alle tre regioni limitrofe Puglia, Campania e Abruzzo e che ha sofferto in alcuni anni di periodi di siccità, che si sono rivelati deleteri)”.  Questi appena descritti sono gli obiettivi più interessanti nel quadro di una diversa e proficua collaborazione istituzionale. Sollecitano la Regione a guardarsi dentro e a guardare il mondo che cambia e le possibilità che emergono. L’università prossima ventura, dunque, è a portata di mano.

Dardo

Di admin

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