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Franco Spina dalla segreteria Cgil Abruzzo Molise ribadisce le critiche alla Regione e invoca un deciso cambio di passo

Dalla Cgil (Abruzzo Molise: 5 camere territoriali del lavoro di cui una, quella del Molise, affidata a Paolo De Socio a conclusione del congresso del 17 e 18 ottobre 2018)  arrivano messaggi di grande soddisfazione per l’ingresso di Franco Spina alla segreteria unitaria, insieme a Rita Innocenzi che di quella segreteria è già stata componente. Franco Spina è un sindacalista di lungo corso, che ha ricoperto con impegno il compito di segretario organizzativo della passata Cgil Molise, il quale, quando parla, lo fa a ragion veduta. Per questo le sue dichiarazioni rilasciate appena dopo la nomina di cui abbiamo detto sopra vanno soppesate con attenzione e messe sul piatto della bilancia su cui confluiscono, da una parte e dall’altra, cioè dal sindacato e dalla Regione Molise, i rispettivi punti di vista sulle questioni che riguardano lo sviluppo economico, il lavoro  e l’occupazione.  E’ fresca la polemica che ha visto il presidente della Regione Molise, Donato Toma, puntualizzare, e rivendicarla, la posizione del suo governo improntata all’apertura delle idee e al confronto e non come ritiene il sindacato chiusa e ostruzionistica. Una polemica che, sebbene contenuta sul piano dialettico, non ha contribuito affatto a smorzare l’atteggiamento critico della Cgil (ma sullo stesso piano contestativo sono anche Cisl e Uil) che, infatti, con Spina ha ribadito, e criticato, la “ troppa poca attenzione riservata al lavoro, una quasi assenza di programmi di sviluppo seri e uno scarso utilizzo dei fondi comunitari, scarsa pianificazione delle opere infrastrutturali, mancanza di attenzione per le aree interne, una riorganizzazione sanitaria deficitaria a scapito dei cittadini”. Quadro sintetico della realtà molisana che Spina giudica in sofferenza, di cui “la classe dirigente dovrebbe  prenderne atto e attivare politiche mirate, ma per fare questo, occorre cambiare passo”. Un cambio che tarda a realizzarsi, nonostante i buoni proposti di cui si ammantano la comunicazione istituzionale regionale, il tentativo di dimostrare che qualcosa è cambiato e cambierà non appena verranno aperti i canali di finanziamento che portano alla soluzione della crisi industriale complessa e al Patto per lo sviluppo del Molise. Per affrontare questo presunto”new deal” molisano nelle casse regionali sono, e non da ora, accantonati circa 800 milioni di euro. Soldi che danno la misura dell’entità dell’intervento e, di converso, della stagnazione cui si vuole mettere mano, ma che le strutture regionali finora  hanno dimostrato di non essere capaci di velocizzare e di concretizzare. Da qui il giustificato richiamo di Spina alla attivazione di politiche mirate e al cambio di passo. Stando così non è difficile ipotizzare che il confronto Regione/Sindacato avrà molte altre occasioni per accendersi, con la sottesa speranza che porti a una concreta velocizzazione degli atti amministrativi e programmatici per aiutare il Molise ad uscire dalla crisi.

Dardo

Di admin

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