Home / Politica / Decisione bomba della Regione Molise: dal primo gennaio 2019 i cittadini di Campobasso, Isernia, Termoli e Larino rischiano di doversi muovere a piedi
Campobasso - pullman Seac

Decisione bomba della Regione Molise: dal primo gennaio 2019 i cittadini di Campobasso, Isernia, Termoli e Larino rischiano di doversi muovere a piedi

Un  botto di capodanno deflagrante. Di quelli che fanno assai rumore e danni notevoli ai cittadini. Lo hanno annunciato le segreterie di Cgil, Cisl, Uil e Ugl del settore Trasporti. “La Regione Molise, dal primo gennaio 2019, sospenderà l’erogazione del contributo chilometrico, ovvero i corrispettivi per il trasporto pubblico locale, alle amministrazioni comunali che a quella data non avranno provveduto ad assegnare con gara di evidenza pubblica il servizio di trasporto locale o che non abbiano provveduto  al relativo bando di gara”. In questa pericolosa e deleteria condizione si troverebbero le amministrazioni comunali di Campobasso, Isernia, Termoli e Larino: cioè il bacino di utenza di maggiore rilievo e consistenza. Se posta in atto, infatti,  la decisione annunciata potrebbe determinare la sospensione del trasporto pubblico locale. L’assaggio di questa deleteria eventualità i cittadini di Campobasso l’hanno già sperimentato in piena estate scorsa e con esso l’allarme sociale che n’è seguito, costringendo l’assessore De Bernardo a spendersi senza riserve nell’assicurare che tutto si sarebbe risolto secondo le leggi e le normative vigenti, avendo così dalla Regione un supplemento di attenzione e di sostegno. Che poi De Bernardo si sia dato da fare è tutt’altro discorso. Dal primo gennaio, dunque, come temono i sindacati, potrebbe scoppiare il caso e non si hanno parametri di giudizio attendibili sulle possibili conseguenze che, comunque, si annunciano disastrose per i Comuni coinvolti e per l’utenza locale. La mobilità interna a Campobasso, a Isernia, a Termoli e a Larino rischia di saltare completamente. Tutti a piedi o con mezzo di locomozione privato. Un regresso sociale, un impoverimento dei diritti di base, una distorsione amministrativa e gestionale.  Se non fossero stati i sindacati a dare l’allarme e a dirsi disposti a tutte le forme di confronto e di collaborazione per scongiurare lo smantellamento del trasporto pubblico locale, saremmo stati ancora una volta destinatari dell’ennesimo atteggiamento autarchico della Regione e degli Uffici regionali.  Sta di fatto che Cigil, Cisl, Uil e Ugl si sono data la responsabilità di sollevare la questione, a scoprire i fascicoli occulti della Regione, a destare dall’inedia – va detto chiaramente – anche i sindaci inadempienti delle  norme vigenti (Decreto legge 50/2017) sui servizi di trasporto pubblico locale. I sindacati si sono mossi con l’obiettivo di allestire con urgenza un confronto  con le amministrazioni comunali del Molise che gestiscono il servizio di trasporto pubblico urbano, alle quali sarebbero indirizzate le preoccupanti, impulsive,  decisioni della Regione. Ripetiamo: la sospensione dell’erogazione del contributo regionale, ovvero i corrispettivi per il trasporto pubblico locale, mettendo in seria difficoltà le casse comunali. Questo atteggiamento minatorio sarebbe accettabile qualora la Regione Molise fosse un ente inappuntabile, diligente, coerente e concludente nell’organizzazione e  nella gestione del trasporto regionale su gomma e su rotaia. Lo sanno finanche le pietre invece che su quel versante è un ente criticabile, sconclusionato, incoerente e inconcludente. Che si trascina da anni l’inesistenza di un Piano Regionale della Mobilità e dei Trasporti (l’ultimo è scaduto ben sei anni fa) e da anni non riesce a chiudere la gara che porterebbe l’ingresso di un gestore unico a petto dei tanti vettori che nel trasporto su gomma servono i collegamenti regionali e interregionali. Le organizzazioni sindacali si sono dette d’accordo sul gestore unico ma sono sul piede di guerra per ciò che concerne “le garanzie occupazionali, le clausole sociali, la corretta applicazione delle regole e dei contratti di lavoro nei confronti del personale, e sugli ulteriori aspetti legati alla qualità del servizio e alla sicurezza”. Se non è una delle tante promesse da marinaio cui siamo stati abituati dai vari assessori ai Trasporti anche questa di Vincenzo Niro che annuncia entro il 31 marzo 2019 la procedura di gara per l’affidamento ad un gestore unico del servizio regionale di trasporto su gomma, forse potremo immaginare una mobilità appena appena decente. E la decenza vorrebbe che la Regione riesca a contemperare anche i problemi del trasporto pubblico locale, evitando ai cittadini di Campobasso, Isernia, Termoli e Larino la necessità di darsi al podismo, ma non per diletto. Sul contratto con le Ferrovie dello Stato sorvoliamo conoscendo sulla nostra pelle di utenti e viaggiatori il retaggio della sottomissione regionale agli interessi del contraente contro l’interesse dei cittadini che si portano giornalmente a Napoli e a Roma.

Dardo

Di admin

Potrebbe Interessarti

Gravina: Centro prelievi riaprirà a settembre

Dopo le polemiche e le proteste e l’interpellanza della minoranza Pd a Campobasso sulla chiusura …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *