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Corallo: “Perchè Trivento vuole uscire dal Nucleo industriale Campobasso-Boiano”

Il sindaco di Trivento, Pasquale Corallo scrive agli imprenditori con stabilimento presso l’area industriale di Piana d’Ischia e ai cittadini di Trivento. L’oggetto: della lettera è il seguente: Richiesta attivazione uscita dal Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Campobasso — Bojano. In merito alla richiesta presentata in data 16/12/2019 con protocollo n. 18399 dal gruppo consiliare “Futuro Trivento”, con allegato documento di raccolta delle firme dei titolari delle aziende che hanno stabilimenti produttivi presso (l’area P.I.P. di Trivento, relativa alla necessità di convocare un Consiglio Comunale Monotematico per deliberare il recesso della Città di Trivento dal Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Campobasso – Bojano ai sensi dell’art. 11 dello statuto consortile, si comunica già durante la seduta di Consiglio tenutasi in data 12/12/2019 il sottoscritto Sindaco di Trivento dott. Pasquale Corallo, aveva comunicato che sarebbe stato convocato, su sua iniziativa, durante it mese di gennaio 2020 (con data da definire) un Consiglio Comunale Monotematico “aperto” avente ad oggetto: “I’area industriale di Trivento: prospettive e sviluppo” (quindi anche con l’ipotesi dell’uscita dal Consorzio), con la presenza dell’Assessore alle attività produttive della Regione Molise ing. Vincenzo Cotugno, del Commissario del Consorzio industriale avv. Antonio Galasso e degli Amministratori dei Comuni limitrofi. Ma, prima dell’eventuale avvio della procedura di uscita, da attuare mediante atto deliberativo del Consiglio Comunale, risulta preliminarmente necessario ottenere i fondi da destinare alla nostra area industriale per il “miglioramento infrastrutture zone industriali, logistica svincoli o situazioni particolari AI e PIP”, concertati e stimati durante i vari tavoli tecnici tenutisi in passato ma mai richiesti dal Consorzio alla Regione Molise e di conseguenza mai finanziati. Ultimo esempio la mancata presenza della zona industriale di Trivento dalla ripartizione dei fondi del piano di finanziamenti attuato dalla Regione Molise, su mancata richiesta del Consorzio, con Deliberazione n. 456 del 25/11/2019 avente ad oggetto: “patto per lo sviluppo della regione Molise — fondo sviluppo e coesione 2014-2020 – delibere del cipe 10 agosto 2016, n. 25 e n. 26, 22 dicembre 2017, n. 95 e 25 ottobre 208, n. 50. atto modificativo del 28 marzo 2019. area tematica “sviluppo economico e produttivo” — linea di intervento “area di crisi industriale complessa dm del 7.8.2015” — azione “area di crisi — miglioramento infrastrutture zone industriali, logistica, svincoli 0 situazioni particolari AI e PIP”. Definizione e attivazione interventi”. Data l’attuale situazione economico-finanziaria della Città di Trivento, certificata nel Consiglio di insediamento di questa Amministrazione tenutosi in data 15/06/2019 dalla Responsabile dell’Ufficio Ragioneria dott.ssa Eusonia Commatteo, a palese che senza i predetti finanziamenti non si potrebbero effettuare i necessari interventi programmati con i tavoli tecnici, che ammontano a circa € 1.500.000,00, destinati alla viabilità, all’efficientamento della rete elettrica e di illuminazione, at miglioramento della rete idrica e fognaria con implementazione dei servizi di depurazione. Allo stato attuale una gestione autonoma da parte della Città di Trivento dell’area industriale porterebbe solo ad un aggravio di spesa, con conseguente impossibilità di poter garantire anche la semplice manutenzione ordinaria considerando le già note difficoltà nell’assicurare la manutenzione infrastrutturale delle contrade e del centro urbano. Pertanto, si ritiene che la richiesta presentata dal gruppo consiliare “Futuro Trivento” sembra meramente strumentale e non condivisibile senza una concertazione con la Regione Molise che possa fornire preliminarmente i fondi necessari ad ammodernare ed efficientare le infrastrutture della nostra zona industriale. Questo sicuramente non e un atteggiamento di fattiva collaborazione che il momento delicato meriterebbe e può contribuire solo a creare disorientamento tra i cittadini e gli imprenditori della zona industriale.

Di admin

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