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Consiglio regionale monotematico a vuoto. Alla Regione Molise, sul turismo, la mano destra non sa cosa fa la sinistra

La montagna ha partorito il topolino. Il consiglio regionale monotematico sul turismo ha fatto altrettanto. E’ stato ribadito che il turismo è fondamentale per la crescita socio-economica e che c’è la necessità di “ideare un’offerta turistica unica regionale consona alle tipologie morfologiche, paesaggistiche, orografiche e demografiche della regione”. Prima di giungere a questa banale conclusione, si sono manifestati protagonisti  della giornata i consiglieri Primiani, che con i colleghi Greco, Manzo, Nola, De Chirico e Fontana aveva chiesto e ottenuta la seduta monotematica, Romagnuolo (N.), Di Lucente, Fanelli, Cefaratti e Fontana, quindi l’assessore Cotugno e il presidente Toma. I consiglieri hanno preso la parola per dire ciascuno la sua, ciò che valutano necessario e  urgente; Cotugno e Toma per dire ciò ch’è stato fatto in questi 8 mesi di governo, vale a dire la convocazione degli Stati generali del turismo e della cultura, l’assegnazione di un milione 300mila euro a Sviluppo Italia Molise per la redazione del Piano regionale per il turismo, il bando pubblico di un milione e 8000mila euro per “sostenere gli eventi e le manifestazioni che caratterizzano il Molise, in particolare quelli che  godono di notorietà anche al di fuori della Regione e che contribuiscono, pertanto, a rafforzare l’attrattività del territorio regionale e la diffusione dell’immagine turistica e culturale della Regione, superando la dimensione locale nella capacità di attrazione di flussi turistici, nonché ad incentivare forme di cooperazione tra soggetti pubblici e privati”. Una cosa diversa dall’altra, in tempi e modi diversi, eludendo ed escludendo qualsiasi apporto del consiglio regionale che, difatti, stupidamente s’è prestato alla seduta monotematica, rimanendo a mani vuote e sottoscrivendo la banale conclusione di cui sopra. Dunque, per quanti sforzi si facciano per uscire dal vago, dalle belle intenzioni, dalle dichiarazioni di principio, dalle esaltazioni delle solite bellezze di cui disponiamo per arrivare finalmente ad un atto legislativo, a un Piano programmatico, ad una decisione definita e definitiva che metta davvero il turismo in testa alle cose urgenti e utili da fare per far crescere e valorizzare il territorio e ciò che lo contraddistingue e lo indica come un territorio organicamente completo (mare, montagna, laghi, fiumi, foreste, archeologia, storia, tradizioni)  e invitante, gli amministratori regionali (passati e coevi) non ci riescono. Vittime della improvvisazione con cui affrontano la questione e vittime di una consolidata letteratura che vanta (ma solamente a parole) la scelta turistica prioritaria e determinante per arricchire gli elementi di sviluppo economico del Molise. Sembra una iattura. Ma più che con la iattura, siamo alle prese con una realtà costruita negli anni passando da una fase realmente costruttiva e fattiva dell’attività turistica, che ha portato alla realizzazione della stazione sciistica di Campitello, alla primaria rete alberghiera ed extralberghiera, alla realizzazione di manifestazioni di valenza interregionale (La più bella e più brava di Abruzzo e Molise; Mostre dell’artigianato artistico molisano nelle delegazioni Enit d’Europa e del Mondo), alla realizzazione di una viabilità turistica oltre che per Campitello anche per arrivare ai pianori delle Mainarde e al centro turistico “Bosco Mazzocca” di Riccia, con una struttura sul territorio pienamente efficiente e operativa (Gli Enti provinciali per il turismo, l’Azienda autonoma di turismo e soggiorno di Termoli, le Proloco), alla fase dello smantellamento, dell’abbandono, del disimpegno, dell’episodicità, dell’improvvisazione. Bisognerebbe quindi ripartire da zero con idee chiare, con obiettivi precisi, con risorse sufficienti e con strutture operative di nuovo valide ed efficienti. Dalle prime mosse della nuova giunta si percepisce e si capisce che ancora una volta a disarticolare questa tessitura logica del turismo intervengono fattori di valutazione particolarmente orientanti e ristretti, di cui non si sa da dove e da chi siano stati originati e perché, oltre che, come abbiamo accennato, contraddittori. Da una parte l’affidamento del Piano regionale per il turismo a Sviluppo Italia Molise (che non ha titolo per trattare la materia turistica), dall’altra un bando pubblico per indicare e valorizzare gli eventi e le manifestazioni che caratterizzano il Molise che sono parte inscindibile del Piano regionale del turismo. Con ciò, alla Regione Molise, la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra.

Dardo

Di admin

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