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Consiglio comunale a Campobasso:Tramontano show. Il mancato candidato sindaco del centrodestra all’attacco con interpellanze, interrogazioni, e ordini del giorno

Consiglio comunale a Campobasso l’11 luglio, alle ore 8,30, e per l’eventuale prosecuzione dei lavori, aggiornamento al 15 dello stesso mese, alla stessa ora. Esordiscono il sindaco Gravina e la maggioranza pentastellata. Il primo cittadino in apertura darà conto dell’attingimento di risorse finanziarie dal fondo di riserva (articolo 14 del regolamento di contabilità), quindi seguiranno le interrogazioni, le interpellanze, le mozioni e gli ordini del giorno, ovvero il pane quotidiano della minoranza che per l’occasione si incarna nel mancato candidato sindaco del centrodestra, Tramontano, e nella pattuglia consiliare del Pd (Battista, Chierchia, Salvatore e Trivisonno). Diremo di loro dopo aver ricordato che l’assemblea è chiamata a deliberare la costituzione delle commissioni permanenti e due debiti fuori bilancio in favore della Seac e del cittadino Di Nallo. Atti dovuti. Niente di particolarmente indicativo. Invece, per leggerezza e vacuità delle tematiche, le interrogazioni, le interpellanze e gli ordini del giorno del consigliere Tramontano, e le mozioni del gruppetto del Pd sembrano indicative dello spessore politico degli oppositori. Tramontano, dunque. Scavalcato dall’avvocato Domenica D’Alessandro e per questo, forse, deluso e amareggiato, si mostra intenzionato e voglioso di dare di sé e della sua dimensione politica e amministrativa un saggio e un …assaggio. Se però dalle interrogazioni, interpellanze e ordini del giorno dovessimo trarre un giudizio, non potrebbe che essere preoccupato e preoccupante per la pochezza argomentativa rispetto al cumulo di problemi, di casi, di guasti, di disastri tralasciati. Esordire in veste di oppositore su questioni fondamentali per la collettività cittadina, non fosse altro per muovere eventualmente il rammarico di non averlo avuto candidato e sindaco, sarebbe stata forse una mossa opportuna. Tramontano al contrario ha scelto di essere protagonista inondando l’assemblea con tre interrogazioni, tre interpellanze e due ordini del giorno su fatterelli e questioncelle contingenti che gli consentiranno di primeggiare per tutta la fase inziale dei lavori consiliari, ma certo non gli daranno il timbro di un amministratore di peso. Vediamo. Interroga il sindaco Gravina sulla raccolta della plastica nel corso della festività del Corpus Domini; sulle iniziative per tutelare le alberature dagli allacci abusivi dei bancarellari del Corpus Domini; sul mezzo di trasporto usato. Per raggiungere Roma in occasione della partecipazione al Comitato istituzionale di sviluppo (Cis). Lo interpella sulla comparsa, sempre durante il Corpus Domini, di raccoglitori di oli esausti (Sic! –ndr); sull’improvviso attivismo della Sea e sui maggiori costi che tale attivismo avrebbe comportato (quasi fosse un delitto avere le strade pulite, le alberature innaffiate…); sull’utilizzo dei bidoni per la raccolta dei rifiuti durante il Corpus Domini (un’ossessione –ndr) “confliggenti con la direttiva del prefetto”. Propone inoltre al consiglio un ordine del giorno sul degrado del quartiere S. Antonio Abate e uno sul parco giochi dei bambini nella Villa comunale “Musenga”. Fin qui Tramontano e il suo cannoneggiamento. Quindi al proscenio consiliare il gruppo Battista, Chierchia, Salvatore e Trivisonno con la mozione concernente l’elezione del presidente della Provincia (?) e quella riguardante i progetti comunali pendenti al Comitato istituzionale di sviluppo (Cicero pro domo sua – ndr). Se dovessimo stare al detto popolare “La qualità del giorno si vede dal mattino”, il sindaco Gravina e la maggioranza pentastellata possono dormire sonni tranquilli. La strada è spianata!
Dardo

Di admin

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Un Commento

  1. Maria Giulia Castaldi

    Le interpellanze non hanno quasi senso, ma non dimentichiamoci che i pentastellati vengono spesso sviati, per loro natura, da temi che non c’entrano nulla con l’amministrazione di una città, quali le famigerate proposte di legge sull’omotransfobia e modernismi vari. Ripiantare anche mille alberi in una città che ha messo nel cassetto il verde pubblico non sarebbe sufficiente a coprire l’asservimento a nuove, pericolose forme di ideologia che non hanno nulla di rispettoso nei confronti dell’essere umano.

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