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Comunali di Campobasso e Termoli, le colpe politiche interne al centrodestra

Che ci fosse aria di cambiamento ai comuni di Campobasso e Termoli, amministrati dal centrosinistra, era cosa risaputa. Che spirasse un’aria verso il centrodestra, si respirava nonostante il radicamento dei Cinque Stelle nei due comuni. Poi, però, all’atto della scelta dei due candidati a sindaco le imposizioni dall’alto delle candidature anche perché, sul territorio, i tre partiti della coalizione, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, non hanno ritenuto raccogliere l’invito che, pure, veniva dalle altre forze civiche di scegliere i candidati attraverso le Primarie. E dai tavoli romani, così, sono saltate fuori le indicazioni per il candidato sindaco di Lega, per Campobasso, e di Forza Italia, per Termoli. Con polemiche e cambio in corsa, addirittura, del candidato per Campobasso. Un’imposizione che ha messo sul piatto due candidati a sindaco deboli e non facilmente riconoscibili dall’elettorato. Né, tantomeno, in grado di fare massa nella coalizione e creare i giusti e dovuti entusiasmi. Un po’ meno, forse, è accaduto a Termoli. Tanto che a Campobasso, il candidato sindaco Maria Domenica D’Alessandro ha preso il 10% in meno dei consensi rispetto alle liste e Francesco Roberti il 3% sempre in meno. Una riflessione politica, pure, andrebbe fatta su quanto accaduto e, soprattutto, su chi ha favorito tali scelte. Sta di fatto che il centrodestra, potenzialmente in grado di vincere le elezioni al primo turno in entrambi i comuni ha finito con il fare karakiri ed essere costretto a giocarsi i due comuni al Ballottaggio.

Di admin

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