Home / Politica / Come legare l’Ateneo al territorio e il territorio all’Ateneo. La rivoluzione del rettore Brunese: “Università del Molise sì, ma soprattutto dei molisani”

Come legare l’Ateneo al territorio e il territorio all’Ateneo. La rivoluzione del rettore Brunese: “Università del Molise sì, ma soprattutto dei molisani”

L’università del Molise ha un nuovo rettore, Luca Brunese, che segue Gianmaria Palmieri e ha prevalso di poco sul collega Raffaele Coppola. La notizia è ragguardevole non solo e non tanto per i titoli accademici di Brunese e per la sua naturale empatia, ch’è certamente un pregio caratteriale, quanto per il futuro dell’Ateneo che dopo decenni di esistenza ancora non ha risolto in termini chiari, congruenti e conseguenti, il rapporto col territorio. L’università viene detta del Molise ma è storicamente lontana dai molisani che la percepiscono come espressione scientifico/culturale distante  dai costumi e dai ritmi di vita regionale. Il difetto di questa situazione risiede nella estraneità con cui gli apparati politici e istituzionali e l’università si sono vicendevolmente scambiata. L’università affermando spesso altezzosamente la sua supremazia scientifica e culturale; gli apparati politici e istituzionali il disagio di non essere all’altezza di competere e l’assenza degli strumenti culturali necessari per interloquire, per cui il loro è stato un dialogo tra sordi e, solo sporadicamente, qualche presidente della giunta regionale è riuscito a spuntare un briciolo di interazione ma di stretta caratura personale non certo istituzionale.  Non a caso, infatti, la priorità di Brunese è stata quella di mettere in risalto la necessità e la volontà di perseguire la territorializzazione dell’Ateneo utilizzando i metodi e i sistemi idonei a raggiungere le pieghe sociali, economiche e culturali laddove finora sono state escluse o precluse, avendo preferito l’establishemet politico e amministrativo e quello universitario rimanere saldi nei propri ambiti operativi, e solo di tanto in tanto, quando c’erano risorse europee per progetti di Ricerca e Formazione da utilizzare, in grado di relazionarsi. Tutto questo andare, per decenni ha stabilizzato un modus operandi che, come abbiamo accennato, il nuovo rettore intende rimuovere per aprire una nuova stagione improntata a rapporti di reciprocità preventivamente impostati e discussi. Bando quindi alle improvvisazioni, agli umori, alle simpatie e alle amicizie personali e spazio ai protocolli d’intesa, agli accordi di programma, alle consulenze e alle collaborazioni stabili. L’università vuole darsi al Molise ed è il Molise che attraverso le istituzioni, le associazioni, le organizzazioni sociali, gli ordinamenti deve andare incontro all’università per trarne vantaggi scientifici, idee progettuali, soluzioni rivolti alla crescita sociale, allo sviluppo economico, alla valorizzazione dei beni e della cultura molisani. Dopo decenni di basso profilo pare sia davvero arrivato, con Brunese, un punto di svolta, come lo s’è potuto capire dalla determinazione con cui il rettore s’è espresso ai microfoni delle emittenti locali sulla necessità di legare l’Ateneo al territorio e il territorio all’Ateneo attingendo al programma da lui stilato e sul quale s’è riversata la maggioranza degli aventi diritto al voto all’interno dell’università, dando seguito ai processi scientifici in atto che hanno meriti da far valere, correggendo i processi scientifici e amministrativi che, al contrario, collidono con l’obiettivo di portare l’università su un piano di accoglienza e di partecipazione il più ampio possibile (Brunese: “Ambisco ad avere almeno diecimila studenti”). A questa chiarezza d’intenti, però, ancora una volta la Regione Molise, con il presidente del consiglio regionale, Micone, ha preferito esternare generiche e stereotipate espressioni di felicitazioni al nuovo rettore, e generiche e stereotipate espressioni di presunta collaborazione da convalidare e rafforzare. Fino ad esporsi, senza lo straccio di un esempio, di un riferimento, di una prova,  al limite della improntitudine là dove ha affermato che “Sull’università degli Studi del Molise il Consiglio regionale ha da sempre puntato per il riscatto di questa terra e per la creazione di strategie, programmazioni e iniziative che possano generare una crescita socio-economica sostenibile e capace di irradiare, a seconda delle loro peculiarità, tutti e 136 i centri della regione”. Se fosse vero che” il Consiglio regionale ha da sempre puntato per il riscatto di questa terra e per la creazione di strategie, programmazioni e iniziative che possano generare una crescita socio-economica sostenibile”, il presidente Micone, nel rispetto della consecutio temporum, e della verità,  avrebbe dovuto scrivere <hanno generato> e non <possano generare> una crescita socio-economica sostenibile e capace di irradiare, a seconda delle loro peculiarità, tutti e 136 i centri della regione. Le bugie, si sa, hanno le gambe corte, e difetti di grammatica.

Dardo

 

Di admin

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