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Civitacampomarano, frana e soldi dimenticati

Dal Comitato “Dissesto fronte nord di Civitacampomarano” riceviamo e pubblichiamo la seguente nota stampa.

«Gentili signori, il Comitato civico costituitosi a seguito dei noti eventi franosi del marzo 2017 chiede di trovare spazio negli organi da voi diretti al fine di fornire un contributo alla pubblica informazione :
la comunità di Civitacampomarano, prossima agli onori della cronaca per l’imminente edizione 2019 di raffigurazioni murali “C’vtà” , versa ancora nei gravissimi disagi causati dall’enorme e subdolo movimento franoso che ha interessato l’intero fronte nord del paese;
nuclei familiari evacuati, edifici puntellati, abitazioni distrutte fra cui la storica casa natale di Gabriele Pepe, quartieri fantasma, viabilità urbana compromessa e a rischio persino la SS157 (ex SP 163), trasformata in senso unico alternato con semaforo e transenne;
scaduto lo Stato di Emergenza nazionale dichiarato nel 2017, ora ci si affanna nella gestione dei sia pur minimi fondi messi a disposizione dallo Stato centrale (circa 2,5 milioni di euro pari al 25% del fabbisogno per danni a privati);
complicazioni burocratiche, quesiti irrisolti e oggettive difficoltà interpretative impediscono a tutt’oggi l’effettivo utilizzo dei fondi pubblici;
irrisolto, se non addirittura mai razionalmente affrontato, resta infine il problema cruciale: origine, definizione, evoluzione e possibile sistemazione-mitigazione dell’assestamento franoso tuttora privo di una seria e scientifica analisi geotecnica;
dopo l’incontro franco e costruttivo avuto in data 8/4/2019 nella sede di via Genova a Campobasso con il presidente della Regione Molise, dr. Donato TOMA, il Comitato resta in paziente attesa di risposte e dell’auspicato sopralluogo del presidente-commissario delegato a Civitacampomarano.
Tanto premesso ci sia concesso lanciare le seguenti domande alla pubblica opinione e a chi riveste pubbliche responsabilità:
trascorsi inutilmente già 5 mesi dei 18 concessi, pena la revoca, per l’utilizzo dei contributi riconosciuti con Delib. del Presidente Cons. dei Ministri del 6/9/2018, quanto tempo dovremo ancora aspettare?
quando verrà finalmente avviato uno studio preventivo volto non solo a configurare scientificamente il dissesto in atto, ma soprattutto a scongiurare che i programmati fondi nazionali per diversi milioni di euro (oltre 8 mln) periscano nello sciagurato spirito di “assalto ad opera pubblica” senza che della stessa si sia stabilito a monte la necessità, la natura e l’opportunità?
ad esito di questo cosiddetto intervento di mitigazione del rischio il paese potrà mai recuperare la sua vivibilità, percorribilità e la gente tornare nelle case finora illese?
che fine faranno i contributi percepiti nel frattempo, andranno a parziale ristoro del danno sia fisico e morale, che di mancato uso della propria abitazione?
potrà una Regione che ancora sfoggia l’unico monumento nella piazza più prestigiosa del suo capoluogo, parlare ancora di storia, cultura e turismo lasciando che la casa natale dei Pepe resti diruto simulacro di una perduta identità e dignità regionali?

Di admin

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