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Centrodestra, Pilone o Di Niro. Le scelte si fanno sul territorio. E la Lega, corra da sola come solo ha lasciato il territorio

di Sebastiano Rossi

Elezioni comunali di Campobasso, area di centrodestra. Lo avevamo scritto qualche settimana fa: è possibile fare passare un diktat per la scelta del candidato a sindaco? E’ possibile, poi, che la Lega, che raccoglie voti ma non ha rappresentanti sul territorio possa decidere per un’area politica? Assolutamente no. E’ pur vero che i tre rappresentanti dei partiti storici della coalizione sono di Isernia e provincia:  Tartaglione, Mazzuto e Di Sandro. Tra le mani hanno messo il nome di un candidato e proni a firmare il documento. E la città? E le altre anime del centrodestra? E gli elettori del centrodestra? Ecco perché non hanno voluto le Primarie. Bene, allora, hanno fatto le altre anime del centrodestra a sostenere che sul tavolo ci sono anche altri nomi e che si discuta su questi. La città ha la necessità di rilanciarsi. Ha la necessità di trovare un programma e, soprattutto, un qualcuno capace di portarlo avanti. Di idee, di voglia di fare. Sul tavolo ci sono i nomi di Francesco Pilone e di Corrado Di Niro. Si scelga uno dei due per dimostrare che i diktat non possono passare sul territorio. Anche ai tempi della Dc imperante a livello nazionale ci sarebbero potuti essere diktat ma non sarebbero mai passati. Anzi, non si sono mai avuti per correttezza rispetto a chi opera sul territorio. La Lega non ci vuole stare? Vada da sola. Del resto, ha lasciato da solo il Mezzogiorno a parte le veline.

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