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Centrodestra, il nome di Stefano Maggiani spacca la coalizione E i gruppi al Comune non vengono convocati al tavolo

Lunedì, ci sarà un nuovo tavolo di confronto all’interno del centrodestra per una valutazione sulle prossime comunali di Campobasso. Ma, guarda caso, non vengono invitati i gruppi consiliari della coalizione presenti in Comune. Né, tantomeno, quei movimenti civici che vorrebbero impegnarsi nella competizione elettorale. I gruppi, invece, sono quelli regionali. Un circolo vizioso. Un assurdo. Intanto, la voce fatta circolare circa una possibile candidatura a sindaco di Stefano Maggiani, a nome e per conto del presidente della Giunta regionale, avrebbe provocato grosse rotture all’interno del centrodestra. Una spaccatura profonda perché Stefano Maggiani, un tempo vicino a Forza Italia e gratificato dall’allora presidente della Giunta regionale, Michele Iorio, nel Nucleo di Valutazione dell’Asrem, è transitato, poi, nelle elezioni regionali del 2013 nella lista di Massimo Romano in contrapposizione allo stesso Iorio. Successivamente, è stato proposto dalla Giunta comunale di Campobasso, targata PD e Antonio Battista, quale componente del Nucleo di valutazione dei dirigenti al Comune. Incarico che, attualmente, ancora detiene. In molti ambienti del centrodestra, perciò, il nome non va assolutamente giù. Tra l’altro, sarebbe stato fatto da quanti hanno avuto sempre un atteggiamento ballerino nei confronti della stessa coalizione. Da quanti, hanno avuto parte attiva nell’area del centrosinistra e in movimenti che ad esso si richiamavano. Così come, oggi, di alcuni consiglieri comunali di Campobasso che ancora fanno parte organica della maggioranza di centrosinistra. Da qui la rottura che si respira all’interno di una coalizione che è alla ricerca di una sua identità e che non vorrebbe essere invasa dai soliti giochetti o, peggio, da innumerevoli salti di quaglia che non fanno bene al ripristino del senso della politica. Quella fatta di idee e, perché no, di appartenenza. Perché i giri di valzer non hanno portato a nulla. Anzi, hanno distrutto le ragioni di essere di una città. Forse, sane Primarie non farebbero male al centrodestra.

Di admin

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