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Campobasso, monumento ad Alessandro Di Lisio

“Ti prometto che torno”, aveva scritto a sua madre prima di partire, , Alessandro Di Lisio, caporalmaggiore scelto della Folgore caduto in Afghanistan, il 14 luglio 2009. Ma mantenere una promessa del genere, in un teatro di guerra, non è cosa facile. Oggi, a dieci anni dalla sua morte, la città di Campobasso ha inteso dedicare ad Alessandro Di Lisio la piazzetta alle spalle del Monumento ai Caduti. Sono stati proprio i suoi commilitoni a realizzarlo e ad istallarlo. E per questo, chi lo amava come i suoi genitori ha deciso di Ricordarlo per fare in modo che il suo “sacrificio non sia stato vano”, come recita la preghiera del paracadutista, per non permettere a nessuno di dubitare che con l’impegno, la volontà, la generosità, costruire una realtà in cui la parola “pace” non sia solo utopia è possibile. Afghanistan, 14 luglio 2009. Un Lince con a bordo militari italiani della “Folgore” attraversa una delle arterie stradali più pericolose del Paese nel tentativo di raggiungere Farah. E’ proprio un IED ad esplodere al passaggio del Lince sul quale si trova Alessandro Di Lisio, Caporal Maggiore Scelto della “Folgore”, assieme ai compagni Giacomo Bruno, Simone Careddu ed Andrea Cammarata. Dei quattro appartenenti all’8° Reggimento del Genio Guastatori della Folgore – XXII Compagnia “Angeli Neri” – Alessandro sarà l’unico a non tornare a casa. Oggi, la città di Campobasso, a dieci anni dalla sua morte, gli ha voluto dedicare l’area di via Petrella, accanto al Monumento ai caduti. Per non dimenticare. Presente, anche, il ministro della Difesa Elisabetta Trenta.

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