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Campobasso, la settimana dei Misteri

di Giuseppe Saluppo

La presentazione della Dunzella al Museo dei Misteri, Daniela Ruzzi, e del giornale La Domenica dei Misteri, anticipa il carattere di quella che sarà la sfilata dei Misteri di domenica prossima. Intanto, quanti anniversari centrati, quanti periodi di storia attraversati. E domenica prossima, i Misteri andranno a chiudere i festeggiamenti dei 300 anni dalla nascita di Paolo Saverio Di Zinno. Ma anche dei festeggiamenti per i 50 anni di gestione della famiglia Teberino, capostipite Cosmo, che ha garantito la loro prosecuzione, il loro rinnovellarsi, il loro ritrovarsi. Le manifestazioni e i ricordi servono per non disperdere un patrimonio importante che si lega con la comunità. Domenica, però, nel loro fulgore torneranno per strada proprio loro, i Misteri. Del resto, religione e tradizione nascono dallo stesso seme: collegare. Collegare il presente a ciò che è stato. Santi e diavoli, comparse e animali. Simboli. Per l’appunto, gli Ingegni del Di Zinno come Tradizione: via del ritorno. I trecento anni dalla nascita del Di Zinno ci hanno riconnessi all’origine, quel sentiero “non interrotto” che ci ha riportato là, dal luogo dove proveniamo. Campobasso: città pregna di storia, di momenti di fulgore, di comunità. Passaggi che, in maniera ondivaga, hanno conosciuto momenti esaltanti e momenti annebbiati. Dimenticati, troppo spesso. È insensato riferirsi attivamente a una tradizione che non sia vivente. Senza vita non c’è tradizione, anche se la Tradizione non si esaurisce nella dimensione della vita. Per questo, ogni anno, i Misteri sembrano assumere nuovi significati, sembrano vivere una vita nuova, sembrano guardare oltre.

Di admin

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Un Commento

  1. Una festa unica al mondo, orgoglio tipicamente campobassano (lasciateci almeno questo). Dispiace che, dopo tanti anni, non abbia ancora ricevuto il riconoscimento dell’Unesco. Paolo Saverio Di Zinno sta ancora aspettando…

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