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Campobasso, il nuovo consiglio comunale

Roberto Gravina sindaco. La maggioranza sarà formata da 20 consiglieri della lista del Movimento 5 Stelle: Roberto Gravina, Simone Cretella, Margherita Gravina, Antonio Vinciguerra, Luca Praitano, Antonio Musto, Paola Felice, Elena Porchetti, Antonio Guglielmi, Pio Bartolomeo, Giuseppina Di Iorio, Lorenzo Sallustio, Nicola Simonetti, Sonia Gianfelice, Antonella Picone, Giuseppina Passarelli, Giovanna Falasca, Evelina D’Alessandro, Giuseppe Amorosa, Rosanna Coccagno, Valter Andreola. (Paolo Adamo – Anna Petrecca – Monica Scoglietti – Nicola Giannantonio, Salvatore Murolo)
L’opposizione, invece sarà composta da Maria Domenica D’Alessandro – 2 Popolari per l’Italia: Salvatore Colagiovanni, Carla Fasolino; 2 della Lega: Alberto Tramontano e Alessandro Pascale; 1 di è Ora: Massimo Sabusco, 1 di Forza Italia: Domenico Esposito; 1 di Fratelli di Italia: Mario Annuario; 3 del Pd: Antonio Battista, Alessandra Salvatore e Bibiana Chierchia, Giose Trivisonno

Di admin

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8 commenti

  1. Che disastro. Soprattutto l’elettorato, che prima vota destra, poi magicamente si sposta a sinistra, perché di quello si tratta quando ci si riferisce ai pentastellati, checché ne dica Renzi. Schiavi del pensiero unico legato alla cultura del gender, imbarazzati dinanzi ai concetti di sicurezza ed ordine pubblico, esitanti quando si tratta di prendere decisioni sul mondo del lavoro, sono ora qui con il giocattolo in mano, che se dovesse essere usato come a Torino, Roma e Livorno, sarebbe bene restituire al mittente.

  2. Forse le notizie delle amministrazioni del “movimento” non sono arrivate forti e chiare…. Livorno credo insegni qualcosa.

    • Livorno la conosco molto bene per motivi di lavoro e conosco parecchie persone che lavorano per compagnie marittime piuttosto che per trasportatori piuttosto che per transitari doganali: pensavano di dare una scossa con i pentastellati: sono rimasti gli stessi problemi di sempre. Che poi i livornesi, come i fiorentini, siano eminentemente di sinistra, è un altro paio di maniche, tuttavia la punizione per il movimento del comico genovese è arrivata. È la concretezza quella che manca.

  3. Adele Crescimbeni

    Penso di dovermi dare un pizzicotto. Non che un’ideologia politica (se mai esistesse ancora) debba andare di moda, ma poiché i tre quarti d’Italia hanno compreso la fregatura, se non altro non hanno più premiato un partito fatto di gente sempre arrabbiata, litigiosa, incapace di gestire la res publica, appartenente a quelle frange meridionali (e lo dico da meridionale) che godono nel pescare nel torbido ma che, alla prova dei fatti, dimostrano tutta la loro inconsistenza gestionale. Un’associazione a favore di omosessuali e lgbt (qualcuno ha scritto molisana: tutto da dimostrare), cavalcando l’onda e conscia del sostegno modaiolo che i pentastellati danno alla nuova dittatura ideologica, ha fatto gli auguri al nuovo sindaco cominciando già ad accampare pretese in merito alla distruttiva, umiliante, irrazionale cultura del gender: nell’era dell’inganno universale, diceva George Orwell, dire la verità è un atto rivoluzionario. Ci sarà sempre chi dirà la verità e non si farà rubare l’intelligenza, signori del nuovo esecutivo.

  4. Partiamo da un presupposto: governare è difficile, richiede abilità gestionale, se volete anche manageriale, conoscenza delle principali fonti del diritto e dell’economia, etica, capacità di ascolto. Ecco perché sono fortemente convinto che non tutti possano affacciarsi sulla scena politica, e che le piattaforme Rousseau o simili siano un’emerita baggianata: la cura della res publica è cosa ben più elevata!! Detto questo, e senza pregiudizio alcuno, non credo che l’attuale impostazione dei pentastellati, macchinosa, inconsistente e lacunosa, possa dare merito anche al più volenteroso dei suoi esponenti. Sempre situati su una nuvoletta, sfuggenti quando si tratta di prendere decisioni di rilievo, non calati nel reale perché molti di loro non hanno mai lavorato e hanno scambiato l’agone politico per un refugium peccatorum, eccoli dinanzi alla realtà. Qual è la loro reazione? Dire che tutti gli altri sono cattivi, disonesti e incapaci. Guardate che, per quanto la società di oggi sia narcotizzata, prima o poi si accorge dell’inganno! C’è troppo Sud in questo movimento, e per Sud intendo quello litigioso, poco organizzato e poco concreto. È stato detto bene: rimarremo sempre più isolati. E lo saremo ancor più se pensiamo che si sta costituendo un partito musulmano in Italia che lotterà contro tutto il pensiero unico a cui, purtroppo, anche i cinque stelle hanno aderito in maniera acritica. Sic stantibus rebus.

  5. Maria Rita Belloi

    Essere a favore della cultura del gender e poi partecipare alle processioni è davvero una contraddizione. Speriamo che l’elettorato di matrice cristiana si svegli anche nella assopita Campobasso. Nel resto d’Italia è accaduto. Ad maiora.

  6. Gianpaolo Mazzuccato

    L’esito del ballottaggio mi dà tanto l’idea della banderuola a forma di gallo che spesso si mette sui tetti e che si orienta allo spirare del vento.

    • Davide De Castris

      Anche a me. Stessa identica sensazione. Ma si sa, mentre il resto d’Italia va in una direzione, Campobasso marcia in quella opposta. Hanno vinto il voltafaccia e la non conoscenza dei programmi. Chi è a favore della sicurezza e chi non lo è, chi sostiene la famiglia naturale e chi la mette in discussione, chi si batte contro la recente egemonia culturale del gender, chi promuove leggi a suo favore, come è accaduto da poco in consiglio regionale a causa di Manzo & co., chi vorrebbe vietare gli ormai inflazionati, inutili pride e chi sfila con la fascia tricolore in parate che ridicolizzano l’essere umano, chi ritiene che l’identità nazionale sia un bene prezioso e chi vuol rendere la società un minestrone indistinto e poco saporito. Ma il campobassano che prima ha votato A e poi ha votato B si è reso conto di ciò che ha fatto? Non siamo solo orfani in Italia per via del risultato in sé, ma anche per questo inspiegabile ribaltamento!

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