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CAMPOBASSO CITTA’ DESERTIFICATA

Con un tasso di disoccupazione tra i peggiori in Italia, un’economia in stato comatoso e poche e confuse idee di futuro,

la città di Campobasso si sta avvicinando, per non dire trascinando, alle elezioni. Battista si accinge a restituire una città sull’orlo del baratro, dove a regnare è l’anarchia, dove le strade sono un colabrodo e ogni giorno sono più le serrande chiuse che quelle aperte, una città che si sta spopolando e i giovani scappano non appena possono, non per “codardia” ma per “fame”.  Un capoluogo oramai tale solo sulla carta, depotenziato, svuotato, passato dall’essere Città giardino a Città cadente, un capoluogo dove la cultura viene bistrattata, dove alcuni pochi noti imperano e decidono, depredando la Città della sua bellezza, una Città dove al posto di riqualificare si distrugge per far posto al nuovo, un nuovo asettico, senza storia, senza arte, senza poesia. Se non fosse per l’Università e per qualche azienda, che coraggiosamente mantiene aperto il proprio stabilimento in loco, nonostante tutto, Campobasso sarebbe un piccolissimo borgo e nulla più. In questi anni l’Amministrazione non è stata in grado di sfruttare il volano europeo cogliendo al balzo le opportunità che l’Ue, direttamente o tramite la Regione, mette a disposizione dei Comuni per la crescita e lo sviluppo. Campobasso deve essere città Europea, è la storia e il buonsenso che lo impongono, ma purtroppo se non si riesce ad essere capoluogo figuriamoci Città europea. La città ha bisogno di un cambio di passo deciso ma questo cambio deve passare obbligatoriamente da un rinnovamento della classe politica, non dobbiamo permettere a chi ha malamente amministrato di cambiare casacca e continuare a gestire il potere, se Campobasso oggi versa in queste condizioni la colpa è di chi ha amministrato senza idee e progetti, pensando solamente al proprio tornaconto personale. Bisogna innovare, cambiare, dare un nuovo slancio economico, “smartizzare” la Città, ma per fare ciò occorre investire su nuove risorse umane. I cosiddetti salti della quaglia non devono essere permessi, non devono essere accolti con risatine e quant’altro, perché l’esser furbi non sempre è un merito. Per cambiare occorre rinnovare, altrimenti tra cinque anni Campobasso sarà un non capoluogo.

Ma. Sa.

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20 commenti

  1. Concordo con l’articolo al 200%. Non ci sono altri modi per definire lo status quo della città. Occorre un drastico cambiamento culturale perché le cose possano realmente migliorare.

    • Mi domando ?! Ma la vicenda ex magazzino Enel ci si preoccupava x quanto tempo fosse rimasto cantiere aperto , invece con un colpo da maestro via si butta giù tutto , fin qui grandissima scelta del sindaco ma ora! Mi sorge un atroce dubbio (come lo dovranno avere in molti ) la ditta ed i suoi dipendeti , il proprietario avranno ringraziato il sindaco ? E da qui a tre mesi ricambierà no il favore dando la preferenza politica ?!!! Sono cattivello vero!!!

  2. Far risalire la china a città in declino non è impresa da poco,ma sempre possibile a chi voglia mettersi in gioco senza avere come obiettivo quello di “galleggiare” per cercare di rimanere sempre e comunque incollati alla poltrona. Le poltrone vanno meritate e, anche in quel caso , pensare di mantenerle oltre ogni ragionevole limite, quasi per diritto divino, è sempre disdicevole. Non si può dire che dopo un quinquennio,massimo un decennio, di avere la forza prima di tutto morale, oltre che fisica per espletare mansioni che,se prese seriamente perché comportano responsabilità notevoli, in quanto si reggono in mano le sorti di molti, sia facile ed agevole,purtroppo l’essere umano si adagia anche in buona fede, cioè senza rendersi conto di quanto lo stia facendo. Perciò, al di là di conoscenze e familismi, ci vorrebbe il coraggio di tirarsi indietro invece di inventarsi qualsiasi cosa pur di restare

    • La colpa non è e non può essere solo di chi amministra, ma anche di chi è amministrato. Non è possibile che non si sia costruita un’opinione pubblica a seguito del progressivo decadimento del capoluogo, così come non è possibile che taluni ti guardino strabuzzando gli occhi quando cerchi di far passare certi concetti. Di esempi ne avrei tanti, ma cito uno su tutti: a seguito dell’abbattimento delle bellissime conifere all’ingresso di villa De Capoa, c’è stato qualcuno che ha avuto il coraggio di dire che “davano fastidio”. Ipotizzando che fossero pericolanti, una persona normale avrebbe detto: abbattetele, ma piantate altri alberi al loro posto. Meno invasivi, ma alberi. E’ una visione quella che manca, ecco perché occorre una rivoluzione culturale, come ha giustamente osservato l’altra lettrice.

  3. Il declino più totale, città gestita come fosse la propria fattoria, nessuna idea, nessuna iniziativa valida ad ingrementare l’economia, disparità di trattamenti, confusione totale sulla programmazione futura, assenza totale delle istituzioni e dei politici, che oramai si vergognano, per ovvi motivi ad uscire di casa. Tutto ciò pensando che i vari passaggi di casacca possano risolvere il problema, ma risolvono solo la poltrona.
    Sappiate che questo giro si rischia il collasso più totaledi una Città che sarebbe potuta diventare il fiore all’occhiello dell’italia, se avreste fatto solo il 10% di quello che hanno fatto a Matera, saremmo stati felici di condividere gioie e dolori. Adesso abbiate almeno la dignità di sparire dalla circolazione, non meritiamo ancora questo trattamento. Trovatevi un laroro se ci riuscite, anche se la veso dura se non fosse solo per il fatto, che le attività le avete fatto chiudere senza vergogna e senza dignità.

  4. Annamaria Tersiani

    Abito al centro e in più di un caso ho tentato di organizzare petizioni per denunciare lo stato deplorevole del traffico in via Herculanea, via Cavour, corso Bucci: poche adesioni. Perché? Perché il campobassano medio se ne frega del bene comune, delle cose storte, della lotta solidale per il raggiungimento di un risultato. L’importante è avere il suv, fare sfoggio di marche d’abbigliamento nella stesa lungo il Corso, star zitto peggio di uno che copre la criminalità organizzata, ritenersi all'”avanguardia” per aver ospitato la pagliacciata -flop numerico attestato dalle forze dell’ordine- organizzata da Luce Visco, non vedere che invece di avanguardia nel capoluogo non c’è proprio più nulla, tra degrado in tutte le sue declinazioni, marciapiedi groviera, centri di aggregazione ridotti all’osso, cultura da ricercare con la lanterna di Diogene. Signori, ma di che cosa stiamo parlando? La città è in primis fatta dai suoi abitanti. Chi la amministra costituisce una sparuta minoranza.

  5. Possiamo dire che il problema sia l’amministrazione … Ok, sono materialmente loro che hanno condotto il timone! … Ma chi ce li mette, imperterriti, sono i Campobassani! Basta parlare con le persone e sentire i discorsi che si fanno in giro per capire di cosa stiamo parlando: la maggior parte dei cittadini di questa “città” VUOLE tirare a campare, si accontenta di una vita misera e fatta di poco, non cerca altro, non ha la minima intenzione di mettersi in gioco. Piuttosto la maggior parte è alla costante ricerca di qualche briciola per campicchiare ed ecco che si continuano a vedere i “baciamano” a chi accenna a lanciargliene qualcuna dal tavolo su cui banchetta! … L’idea imperante è accontentarsi e l’ambizione è vista con sospetto dando una accezione negativa al termine. C’è chi si vanta di vivere di poco facendone una virtù e aspettandosi quasi una “beatificazione” senza capire che, invece, non si tratta altro che di parassitismo! … È chiaro che in una tale realtà non vi può essere alcuna spinta ed alcun “indotto” vocati al progresso dato che progresso, in questa terra, è considerato il regresso con orgoglio! … Per chi abbia un minimo girato il mondo fa sorridere (o, meglio, piangere) leggere un po’ ovunque certi proclami di “Campobasso città più bella del mondo” o di “orgoglio molisano”! È la testimonianza che la maggioranza non ha la minima idea di dove e come stia vivendo! … Ed il risultato di questo triste modo di intendere la vita qual’è, dal lato politico? È un ventaglio di candidature ridicole, si passa “dall’artista buonista” al totale “nullafacente” chiacchierone, ma nessun profilo che abbia le competenze in grado di condurre questo posto su una strada differente, anche perché mai si presenterebbe essendo sconfitto in partenza perché dovrebbe proporre idee comprensibili alla maggioranza. … In definitiva Campobasso non è altro che la “città” che la maggior parte dei suoi abitanti desidera ed a chi non piace il miglior consiglio, ormai, è quello di evitare di perdere tempo a fare il “Don Chisciotte” combattendo contro i mulini a vento nella speranza di un cambiamento ma, piuttosto, di incamminarsi in una via differente e lasciare questo posto al suo destino!

  6. Fosse solo l’amministrazione.è un degrado culturale e lo si evince dalle piccole cose,come parcheggiare attorno alle rotonde,fare la gincana con le auto pur di non fermarsi sulle strisce pedonali per far attraversare il pedone,lasciare gli escrementi dei cani nelle aiuole e molto altro.
    Il Campobassano è una brutta razza,spocchioso e provinciale pensa di essere al centro del mondo invece giace nel mezzo dell’immondizia generata da esso medesimo.
    Politiche di tricche e ballacche,prospettive di lavoro zero.Sempre le solite facce e soliti noti incompetenti.
    Se si continua a migrare non è solo per tutto questo;manca tutto dalla cultura allo svago NON C’E’ PROPRIO NIENTE!

  7. Annamaria Palmieri

    Laddove i cambiamenti sono avvenuti, è stato a causa di una presa di coscienza da parte dei cittadini, che si sono rimboccati le maniche e hanno agito insieme per ridare un volto e un’anima alla città. Provare per credere.

  8. Gianpaolo Mazzuccato

    Una città imbruttitasi da dentro: ecco quindi le sue brutture esterne…

  9. Gianpaolo Mazzuccato

    In occasione della festa di San Giorgio (ormai molto bella grazie all’impegno di mons. Bregantini), si è avuto il coraggio di dire, dal balcone del Municipio, che l’amministrazione comunale ha raggiunto gli obiettivi prefissati. Senza andare tanto lontano, ho osservato villa del Municipio, i gazebo, viale Elena, villa Musenga e mi sono detto: ma si sta parlando di un’altra città? Teniamoci la bellezza del nostro santo patrono senza intristirci con queste menzogne!

  10. Davide De Bellis

    Campobasso, il nulla fatto città, l’anarchia fatta capoluogo, il pressappochismo fatto cittadinanza. Alle sue brutture ne aghiunge delle altre: le modaiole, ridicole, amorali sfilate di lgbt. Ma, come diceva Giambattista Vico, si tratta solo di corsi e ricorsi storici. Tutto passa, le cose inflazionate, nel tempo, perdono valore e si rientra nell’ambito della normalità e del rispetto dell’uomo. Se la gente si documentasse e fosse meno acritica di fronte a certi fenomeni, il processo sarebbe più rapido. Campobasso si distingue anche per la sua “velocità” di apprendimento.

  11. Adele Crescimbeni

    Gran brutta storia il capoluogo regionale. Il tutto condito in salsa spocchiosa tipicamente campobassana: ce l’abbiamo solo noi. Venghino, signori, venghino!

  12. Mara Rita Belloi

    Campobasso è un deserto interiore, ecco perché lo è anche all’esterno. Speriamo che il povero Don Giovanni, da lassù, la illumini con le sue preghiere.

  13. Davide De Castris

    Io non aspetterei cinque anni per togliere a Campobasso lo scettro di capoluogo regionale. Non lo dico per destare l’attenzione di qualcuno (figuriamoci, in una città che dorme peggio di un ghiro e non ha mai un sano scatto d’orgoglio), ma semplicemente per constatare che ormai non ha più senso regalarle qualcosa che non ha saputo meritare. Piscina comunale? Zero. Area abbandonata di via iv Novembre? Insieme vuoto. Ex cinema Ariston? Non pervenuto. Estate campobassana nello stile di quella degli anni ’90? Figuriamoci. Piccole aziende manifatturiere ed artigiane che prendano il posto dell’inutile pletora di uffici e dipendenti regionali? Ma stiamo scherzando! Piazza Pepe ed intero centro storico al centro di costanti eventi culturali, musicali, artistici, gastronomici? Sì, vabbè… Misteri del Di Zinno patrimonio Unesco? Solo parole. Università che cancelli facoltà-parcheggio e si fregi solo di quelle utili al territorio quali Agraria, con collaborazioni esterne? Ma và… Eccetera, eccetera, eccetera.

  14. Gennaro Castellitto

    “Di gentilezza si può morire? A guardarsi attorno parrebbe più pertinente dire che di cafoneria tocca vivere” (Stefano Bartezzaghi)

  15. Togliete il giocattolino dalle mani dei campobassani ed avrete una città migliore.

  16. Davide De Castris

    Condicio sine qua non modificare tutto questo? Modificare le sinapsi dei campobassani.

  17. “Chiunque può sbagliare, ma nessuno, se non è uno sciocco, persevera nell’errore” (Marco Tullio Cicerone).

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